Falsi dirigenti del fisco e accertamenti nulli: arriva la sanatoria per Equitalia

19 Aprile 2015 | Autore:
Falsi dirigenti del fisco e accertamenti nulli: arriva la sanatoria per Equitalia

Martedì potrebbe arrivare la norma salva atti fiscali e cartelle esattoriali nulle perché firmate dai dirigenti privi di potere e dichiarati decaduti dalla Corte Costituzionale.

Ma come? Non dovevano essere validi gli accertamenti fiscali firmati dai dirigenti delle Entrate “decaduti” dopo la sentenza della Corte Costituzionale [1]? Non doveva la giurisprudenza essere coesa nel ritenere pienamente efficaci gli avvisi di pagamento emessi da personale che, in realtà, non avendo mai fatto un pubblico concorso, era privo di poteri? Non aveva detto il direttore delle Entrate, Rossella Orlandi, che eventuali ricorsi contro gli uffici dell’Agenzia ed Equitalia sarebbero stati “solo soldi buttati”? Insomma, era tanto sicuro del fatto suo il fisco, e che avrebbe avuto piena ragione davanti ai giudici delle Commissioni tributarie, che ora chiede l’intervento urgente del Governo affinché emetta una nuova “sanatoria”. È di questa mattina la notizia che l’Esecutivo – su pressione dei vertici dell’amministrazione finanziaria – si starebbe avviando ad emanare una norma “ad hoc” per salvare gli atti nulli, ossia quelli che portano la firma dei dirigenti delle agenzie fiscali decaduti e che orde di contribuenti si starebbero apprestando a impugnare presso le opportune sedi.

Insomma, si tratterebbe della “sanatoria della sanatoria”, un atto che mira a preservarne uno precedente che già era stato dichiarato incostituzionale: un pasticcio, come da migliore tradizione della pubblica amministrazione italiana, che prima calpesta i diritti dei cittadini, poi tenta di nasconderli (come nel caso di specie che, per anni, ha visto i vertici delle Entrate tacere lo “scandalo” dei falsi dirigenti) e infine, una volta scoperti, prova a sanarli facendosi scudo con il Parlamento.

Ma procediamo con ordine. Molto probabilmente, martedì prossimo il Consiglio dei Ministri deciderà (insieme all’attuazione della delega fiscale) l’approvazione di una norma “salva atti fiscali” e salva Equitalia che mira a preservare la validità degli accertamenti e delle cartelle esattoriali emessi negli ultimi dieci anni dai funzionari “nominati” dirigenti a tempo.

Con l’approvazione della norma, gli accertamenti, così come qualsiasi altro atto emesso dall’amministrazione finanziaria (firme di ruoli, ipoteche, cartelle, pignoramenti, ecc.) diventeranno  validi purché siano riferibili in modo univoco all’ufficio competente ad adottarli. Non solo. La loro validità dipenderà anche dalla firma del dipendente che, per volontà esercitata al momento dell’adozione dell’atto, ovvero se delegati alla sottoscrizione.

Che succede per chi ha già presentato ricorso?

Lo scopo della norma è quello di sanare, “con effetto retroattivo”, tutto ciò che di illecito è stato fatto in passato e, pertanto, potrebbe essere applicata anche ai processi in corso. Salvo, ovviamente, che tale norma venga impugnata anch’essa alla Corte Costituzionale per evidente contrasto con la Carta fondamentale.

Le minacce del Fisco

Il punto è sempre il solito: se la Orlandi e il ministro Padoan erano tanto sicuri del fatto loro e delle ragioni che avrebbero spinto i giudici a interpretare, in favore del fisco, la normativa già vigente, perché ora hanno chiesto (e ottenuto, a quanto pare) l’approvazione di un’altra e più forte norma? Forse le precedenti disposizioni non erano così chiare e certe come i vertici del fisco avevano millantato. E quindi, probabilmente, le “rassicurazioni” del ministro sulla tenuta degli atti e gli “inviti” della Orlandi a non impugnarli, erano in realtà “minacce velate”.

note

[1] C. Cost. sent. n. 37/2015.

Autore immagine: 123rf com


2 Commenti

  1. Al fine di evitare un ricorso sicuramente perdente, è possibile conoscere i nomi dei Dirigenti fasulli e le sedi dalle quali hanno fatto partire le cartelle? Ciò per verificare che, magari, qualche dirigente era in regola con i titoli e quindi non si possa considerare decaduto.

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