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Impianto elettrico: per i danni responsabili proprietario e inquilino

19 Aprile 2015
Impianto elettrico: per i danni responsabili proprietario e inquilino

Locatore e conduttore corresponsabili del sinistro per l’assenza del salvavita e della messa a terra.

Se l’impianto elettrico non è a norma, degli eventuali incidenti e danni derivati a terzi ne risponde non solo il proprietario dell’immobile, ma anche l’eventuale inquilino. A tanto è arrivata la Cassazione in una recente sentenza [1].

La vicenda

Una scarica elettrica provocata da un difetto della resistenza dello scaldabagno che non era stata neutralizzata da dispositivi di sicurezza (come l’impianto di terra o salvavita) aveva procurato un mortale incidente all’elettricista. Il Tribunale, pertanto, ha decretato che dell’incidente dovessero rispondere sia il proprietario che il conduttore.

Responsabilità per cose in custodia

La Corte ha richiamato la norma che regola la responsabilità per cose in custodia [2]: in particolare il codice civile stabilisce che chi ha la custodia di un bene è automaticamente responsabile per i danni da esso provocati, salvo che dimostri il caso fortuito (ossia che l’evento era imprevedibile e inevitabile). Ed è proprio tale principio che può essere richiamato nella fattispecie in oggetto, ossia di un impianto elettrico non a norma.

“Ma che colpa ne ho io”!

Tale tipo di responsabilità prescinde dall’eventuale presenza di colpa in capo al custode del bene; si parla, a riguardo, di responsabilità oggettiva, che quindi scatta per il solo fatto di avere la disponibilità materiale di un determinato bene. Essa, dunque, compete tanto al proprietario della casa (benché non vi abiti), tanto all’inquilino (benché non sia titolare dell’impianto elettrico).

La responsabilità per cose in custodia – ribadisce la sentenza – prescinde dall’accertamento del carattere colposo dell’attività o del comportamento del custode e prescinde altresì dall’accertamento della pericolosità della cosa stessa. Tutto ciò che è necessario per arrivare a una condanna del custode è che venga provato il cosiddetto “rapporto di causalità”, ossia che l’oggetto sia stato l’unica vera ed esclusiva causa dell’evento dannoso: prova evidentemente abbastanza facile nel caso di una scossa elettrica.


note

[1] Cass. sent. n. 7699/15 del 16.04.2015.

[2] Art. 2051 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Ma se l’elettricista è qualificato per lavorare sugli impianti, non è colpa professionale non aver guardato che ci fosse il salvavita, si presume facilmente visibile? Diverso se a essere folgorato fosse stato uno non del mestiere

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