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Come annullare la notifica dell’atto consegnato al parente

19 Aprile 2015
Come annullare la notifica dell’atto consegnato al parente

Familiari conviventi: la convivenza tra effettivo destinatario dell’atto e colui che, al suo posto, lo ha preso in consegna, non può presumersi da quello che ha scritto il postino sull’avviso di ricevimento e sul relativo registro.

Che succede se il postino bussa alla porta quando tu non ci sei e, al posto di lasciarti l’avviso in cassetta, con la comunicazione di tentato recapito, consegna il plico a una persona (un familiare, un lontano parente, ecc.) che, in quel momento si trova a casa tua? Un problema di non poco conto visto che potrebbe coinvolgere la notifica di atti importanti come una raccomandata da un avvocato, un documento dal tribunale, un atto giudiziario, una cartella esattoriale di Equitalia, una comunicazione ufficiale dall’Agenzia delle Entrate, ecc.

Come noto, le norme di legge sulle notifiche consentono, al postino o all’ufficiale giudiziario, di consegnare il plico, in assenza dell’effettivo destinatario, al familiare convivente (purché maggiore di 14 anni e capace di intendere). Tuttavia, nella prassi quotidiana, l’agente postale si limita a chiedere le generalità del ricevente e i suoi rapporti con l’effettivo destinatario, senza fare indagini, pretendere l’esibizione di documenti o di certificati. Insomma, ci si fida della semplice parola. Ma che succede se così non è? Quali sono le conseguenze giuridiche se il soggetto a cui il postino affida il plico, pur trovandosi, in quel momento, a casa del destinatario, non è davvero un familiare convivente (magari è solo un amico che si trovava lì per caso o un parente solo in visita di cortesia)? In questi casi, si può contestare l’attestazione fatta dal postino, sul registro notifiche e sulla cartolina con l’avviso di ricevimento, con cui certifica di aver consegnato l’atto al familiare convivente?

Innanzitutto, secondo i giudici [1], il fatto che il postino non abbia indicato la qualità di “convivente”, sull’avviso di ricevimento della raccomandata non è sufficiente per affermare la nullità della notifica. Questo perché si presume che colui che si trovi dentro l’abitazione di residenza altrui, e accetti di ricevere la notifica per conto di questi, sia un familiare convivente. Una “presunzione”, appunto, ma non una certezza. Il che significa che è sempre possibile contestare tale circostanza, anche se l’agente postale abbia scritto, sull’avviso di ricevimento, di aver consegnato il plico a un familiare convivente.

Infatti, la Cassazione [2] ha detto che, ai fini della validità della notificazione, la parentela e la convivenza tra destinatario dell’atto e consegnatario non possono presumersi dall’attestazione dell’agente postale. Al contrario, quest’ultima non fa fede della veridicità delle dichiarazioni a lui rese. Risultato: il destinatario può contestare tale attestazione producendo al giudice un certificato storico di residenza, senza essere tenuto a ulteriori e impossibili prove.

Non è invece sufficiente, al fine di negare validità alla notificazione, la produzione di uno stato integrale di famiglia, il cui contenuto non esclude il rapporto di parentela [3].


note

[1] Cass. sent. n. 15973/2015.

[2] Cass. ord. n. 4095 del 20.02.2014.

[3] Cass. sent. n. 3906 del 12.03.2012.

Autore immagine: 123rf com


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