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Infortunio sul lavoro: responsabilità piena del datore salvo che…

19 Aprile 2015 | Autore:
Infortunio sul lavoro: responsabilità piena del datore salvo che…

Il datore non ha solo il compito di adottare specifiche misure di sicurezza in grado di garantire la salute dei lavoratori, ma anche di provvedere alla loro completa attuazione: in mancanza, su di lui ricade la piena responsabilità per l’infortunio occorso al lavoratore, salvo che la mansione sia stata espletata da quest’ultimo in modo abnorme.  

 

Il datore di lavoro è pienamente responsabile per l’infortunio riportato dal dipendente nell’espletamento delle sue mansioni non solo quando non abbia adottato le necessarie misure di protezione ma anche quando abbia mancato di accertare e vigilare (ove esse siano state attuate) sul loro effettivo utilizzo da parte del lavoratore.

Ѐ questo l’importante principio ribadito dalla Cassazione in una recente pronuncia [1].
In particolare, la Suprema Corte chiarisce che non è invocabile il concorso di colpa tra datore e dipendente che abbia subito un infortunio sul luogo di lavoro.

Salva il datore dalla piena responsabilità il solo caso in cui il lavoratore si sia comportato in modo abnorme, esorbitante ed eccezionale rispetto all’usuale procedimento lavorativo e alle direttive ricevute così che possa individuarsi nella sua condotta l’esclusiva causa dell’evento (si pensi, ad esempio, alla situazione nella quale, su un cantiere, il lavoratore prenda l’iniziativa di scendere da un ponteggio senza utilizzare la scala di sicurezza, ma preferendo saltare dall’impalcatura per evitare il percorso più lungo).

Sul punto la Corte si era già espressa in passato [2] affermando che la disciplina sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro vuole tutelare il lavoratore non solo con riferimento ai sinistri che derivino dalla sua disattenzione, ma anche da quelli riconducibili a sua negligenza, imprudenza o imperizia.

Pertanto, in caso di infortunio del lavoratore, sussiste in ogni caso una responsabilità del datore di lavoro, sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia quando non accerti e vigili che di queste misure venga fatto effettivamente uso da parte del dipendente.

Nello specifico, il datore è tenuto a:

– fornire ai lavoratori le attrezzature necessarie al corretto e sicuro svolgimento delle loro mansioni e gli adeguati dispositivi di protezione,

vigilare sulla corretta esecuzione da parte dei dipendenti degli obblighi su di essi gravanti; ciò, allo scopo di tutelarli sia da rischi derivanti da possibili incidenti sia da quelli che possano conseguire alla loro imperizia, negligenza ed imprudenza.
Se, infatti, la legge [3] pone anche il lavoratore tra i soggetti coinvolti nel sistema di sicurezza – con i relativi obblighi di informazione, formazione e addestramento – il datore di lavoro resta in ogni caso il principale responsabile nell’ipotesi in cui il dipendente riporti un infortunio sul posto di lavoro.

La vicenda 
Nella fattispecie in esame, la Suprema Corte ha rigettato le motivazioni del titolare di un frantoio, il quale riteneva andasse addebitata al suo dipendente la responsabilità per le lesioni riportate dopo essere stato travolto da un carico di pietre nello svolgimento delle proprie mansioni.


Qualora il lavoratore si infortuni sul luogo di lavoro, la responsabilità principale ricade sul datore; ciò anche quando l’ infortunio sia riconducibile a negligenza, imperizia ed imprudenza del lavoratore, se il datore, pur avendo adottato tutte le necessarie misure di sicurezza, non abbia vigliato sulla loro completa attuazione.

Unica eccezione è rappresentata dal caso in cui la lesione riportata sia legata ad una abnormità commessa dal lavoratore.

note

[1] Cass. sent. n. 4879 dell’11.03.2015.

[2] Cass. sent. n. 9167 del 16.04.2013.

[3] A riguardo l’art. 20 del D.lgs  n. 81/2008 (T. U. in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro),oltre che ai soggetti tradizionalmente considerati titolari delle posizioni di garanzia (datore di lavoro, i dirigenti e i preposti), prescrive anche a carico dei lavoratori una serie di compiti, tra i quali l’obbligo generale di “prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro”.

Autore immagine: 123rf com


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