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Disoccupati: arriva l’indennità per aprire un’attività autonoma

20 Aprile 2015
Disoccupati: arriva l’indennità per aprire un’attività autonoma

La Naspi liquidata in un’inca soluzione e in via anticipata: domanda all’Inps entro 30 giorni.

 

Chi è rimasto senza lavoro potrà ottenere l’indennità di disoccupazione in un’unica soluzione per finanziare l’avvio di un’attività lavorativa in forma autonoma: la riforma della Naspi [1] prevede, infatti, che tale possibilità, inizialmente prevista dalla legge del 2012 [2] in forma sperimentale, diventi ora “strutturale” e, quindi, definitiva.

Ricordiamo che hanno diritto a percepire la Naspi i lavoratori dipendenti, compresi gli apprendisti che hanno perso il lavoro senza averne colpa (le dimissioni sono ammesse solo se dettate da giusta causa, come per esempio il mancato pagamento dello stipendio). Sono esclusi i dipendenti a tempo indeterminato della Pa, gli operai agricoli a tempo indeterminato o determinato.

La condizione per ottenere il pagamento della Naspi è che il beneficiario sia in stato di disoccupazione involontario, con almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni di lavoro e, congiuntamente, almeno 30 giornate effettive di lavoro negli ultimi dodici mesi.

Come detto, la riforma prevede la possibilità di ottenere il pagamento dell’intera Naspi in un’unica soluzione e in via anticipata per finanziare (una sorta di incentivo) l’avvio di un’attività lavorativa autonoma o di un’impresa individuale (ma anche per sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha per oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio).

La domanda dovrà essere presentata all’Inps, in via telematica, entro il termine massimo di 30 giorni dall’avvio dell’attività (a pena di decadenza) [3], ma potrà essere avanzata anche se il beneficiario ha già iniziato a usufruire della Naspi ordinaria, essendosi determinato, solo in un momento successivo, ad aprire un’attività. In tal caso gli spetterà solo il residuo dell’indennità che ancora non gli è stato corrisposto.
La liquidazione anticipata della Naspi – in un’unica soluzione – non dà diritto alla contribuzione figurativa, né all’assegno per il nucleo familiare.
Se, successivamente alla liquidazione della Naspi in un’unica soluzione e in forma anticipata, il beneficiario dovesse accettare un posto di lavoro dipendente, prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la liquidazione anticipata della Naspi, dovrà restituire per intero l’anticipazione ottenuta (tranne nell’ipotesi in cui il rapporto di lavoro subordinato sia instaurato con la cooperativa della quale il lavoratore ha sottoscritto una quota di capitale sociale).


note

[1] L. 92/20012.

[2] D.lgs. n. 22/2015.

[3] Il termine di 30 giorni vale per le domande presentate a partire dal 1 maggio 2015; per quelle anteriori, valendo le regole dell’Aspi, il termine è di 60 giorni dalla data di inizio dell’attività.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Salve ho lavorato presso una compagnia di assicurazioni di Roma e per dimissioni da me richieste a seguito lettera di trasferimento della mia mansione nella Regione Puglia, e quindi quasi costretto dall’azienda alle dimissioni o avrei dovuto fare causa all’azienda.
    Ho lasciato il lavoro nel febbraio 2012, ed attualmente senza lavoro i meglio senza un reddito fisso.
    Nella mia posizione potrei richiedere il sussidio di disoccupazione o il Naspi 2015.
    Grazie

  2. Salve mi chiamo Barone Alfonso ho 23 anni, e vivo a Pandino in provincia di Cremona, nel 2013 ho conseguito il diploma in Tecnico de Servizi Sociali, e dal quell’anno a oggi ho avuto tante esperienze nel campo con minori da o a 13 anni in vari servizi come pre e post scuola, asilo nido, scuola materna e poi servizi dedicati ali anziani e disabili. Da giugno 2017 a oggi sono senza lavoro perché la cooperativa con cui sono diventato socio lavoratore non è stata in grado di far proseguire il mio ruolo con loro. In questi mesi ho mandato il mio CV a vari ambiti e purtroppo diversi dall’ambito sociale ma una volta che i vari datori di lavoro vedevano il mio CV per loro non ero idoneo ad ricoprire il ruolo. Io ho pensato di lavorare in proprio però sono disoccupato, e poi io nel comune in cui vivo sono ben conosciuto da tante persone e dal 2014 eseguo in perfetta autonomia i lavori di babysitting e ripetizioni scolastiche per minori con problemi nella varie discipline. La mia domanda che rivolgo a voi e io mi posso recarmi alla Naspi e chiedere se è possibile richiedere questa indennità???????

    Spero di ricevere qualche risposta
    distinti saluti
    Barone Alfonso

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