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Falsa testimonianza per chi nega la presenza di clandestini sul lavoro

20 Aprile 2015
Falsa testimonianza per chi nega la presenza di clandestini sul lavoro

Condanna penale per il dipendente: il timore di perdere il posto non giustifica la falsità riferita in causa al giudice.

Se, nell’azienda dove lavori, sono presenti dei clandestini e un giorno l’autorità giudiziaria dovesse chiederti di testimoniare e rispondere su tale questione, sappi che, se mentirai solo per “conservare il lavoro” ed evitare la ritorsione dell’azienda, non sarai scusato: in tal caso, infatti, scatterà per te il reato di falsa testimonianza. È quanto si evince da una sentenza di questa mattina della Cassazione [1].

In generale, l’obbligo di “dire la verità, nient’altro che la verità” può trovare un limite laddove il testimone sia costretto a mentire per essere stato costretto dalla necessità di salvare sé stesso (o un prossimo congiunto) da un grave e inevitabile alla libertà e all’onore (si pensi alla minaccia del mafioso). Ciò vale, addirittura, anche nelle ipotesi in cui il testimone abbia reso mendaci dichiarazioni per evitare un’accusa penale nei propri stessi confronti (vige, infatti, la regola per cui nessuno può essere costretto a denunciare sé stesso).

Ma tutto ha un limite. E, in questo caso, i paletti sono costituiti dal regolare funzionamento della giustizia. Che, come nel caso della falsa testimonianza, non può essere ostacolata da semplici “paure” e ipotetiche proiezioni future. In altre parole, non è il semplice “timore” di essere licenziato che può giustificare la menzogna in tribunale. Si deve trattare di un fondato pericolo, reale e concreto.

Scrive infatti la Corte che la mera preoccupazione, presunta e ipotetica, di un danno alla libertà o all’onore, come appunto il licenziamento, non scrimina il reato di falsa testimonianza. La “non punibilità” per la bugia si ha solo in caso di immediata e inderogabile consequenzialità tra le dichiarazioni e il danno, e non di semplice supposizione.


note

[1] Cass. sent. n. 16443 del 20.04.15.

Autore immagine: 123rf com


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