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Il ricorso si fa contro la multa, non contro la cartella esattoriale

20 Aprile 2015
Il ricorso si fa contro la multa, non contro la cartella esattoriale

Contravvenzioni per violazioni del codice della strada: il termine di 30 giorni non si può rimettere in gioco.

Reagisce troppo tardi l’automobilista che, dopo aver ricevuto la cartella esattoriale per il mancato pagamento della multa, presenta opposizione eccependo di non essere il proprietario del mezzo. In questi casi, infatti, la contestazione è inammissibile perché tardiva.

L’interessato – se davvero “interessato” – deve invece ricorrere già contro la multa, ed entro massimo 30 giorni dal momento in cui gli viene notificata.

È quanto si evince da una recente sentenza della Cassazione [1].

Solo in caso di mancata notifica della contravvenzione è possibile impugnare la cartella (il vizio è, appunto, la mancata comunicazione del cosiddetto “atto prodromico”). In tutti gli altri casi, invece, scaduti ormai i 30 giorni dalla notifica della multa, tutto ciò che si può fare è sperare che Equitalia abbia commesso qualche errore formale nella compilazione dell’intimazione di pagamento o nella notifica.

Dunque, nonostante sia inconfutabile che il mezzo multato sia di un’altra persona, diversa da colui al quale l’Agente per la riscossione ha inviato la cartella, non c’è più nulla da fare: l’amministrazione non ne vuole sapere e pretende, ugualmente, il pagamento, anche se – in teoria – non sarebbe dovuto. Inutile sostenere che la polizia avrebbe dovuto verificare in anticipo la correttezza del proprio operato. È vero: basterebbe poco alla P.A. per accorgersi che sbaglia; una visura al P.R.A. sarebbe sufficiente a verificare che l’automobile non è del soggetto coinvolto nella questione; ma una volta spirati i termini per l’opposizione bisogna pagare. Sia nel torto che nella ragione.

Nella sentenza in commento, la Corte ricorda che le eccezioni relative all’accertamento effettuato, compresa quella di non essere proprietario, possessore, conducente del mezzo devono essere sollevate o in via amministrativa (davanti al Prefetto) o giudiziaria (davanti al giudice di pace). Non si può attendere la notifica della cartella, insomma, ma bisogna impugnare il verbale, regolarmente notificato, nel termine di legge.


note

[1] Cass. sent. n. 7829/2014 del 17.04.2015.

Autore immagine: 123rf com

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza 17 dicembre 2014 – 17 aprile 2015, n. 7829
Presidente Petitti – Relatore Parziale

Svolgimento del processo

1. La signora C. impugna la sentenza del Tribunale di Salerno, che ha rigettato il suo appello avverso la sentenza n. 237/07 del Giudice di Pace di Salerno, che, a sua volta, aveva rigettato la sua opposizione ex art. 22 Legge n.689/81 avverso la cartella esattoriale n.10020060004786022000, per l’importo di € 243,90, emessa dalla ETR. spa a seguito della iscrizione a ruolo dell’importo maturato in forza del verbale di contestazione di violazioni al codice della strada n. 851370 del 30.01.2001, regolarmente notificato.
2. La ricorrente chiarisce che il verbale riguardava un divieto di sosta contestato per un ciclomotore targato 6W67B, di cui non era mai stata proprietaria, né possessore, né conducente. L’opposizione era stata fondata su tale motivo, mentre non era stata contestata l’avvenuta regolare notifica del verbale in questione.
3. Il giudice di pace rigettava il ricorso, posto che l’intervenuta regolare notifica del verbale rendeva inammissibile ed improcedibile l’opposizione ex art. 22 L.689/81 proposta oltre il termine dei sessanta giorni.
4. Parimenti il giudice dell’appello rigettava l’impugnazione, osservando che l’appellante, che non aveva «eccepito di non aver mai ricevuto la notifica del verbale di accertamento», non poteva più sollevare le questioni che avrebbe potuto dedurre con la tempestiva impugnazione del verbale.
S. La ricorrente articola un unico motivo. Resiste con controricorso la parte intimata.

Motivi della decisione

1. Con l’unico motivo di ricorso si deduce «art. 360 n. 3 cod. proc. civ. – violazione e falsa applicazione dell’art. 22 della L 689/81 e degli arit. 201 e 196 del Dgs 285/92. Art. 360 n. 5 cod. proc. civ. omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa la nullità del verbale di infrazione notificato a persona diversa dal proprietario».
Secondo parte ricorrente, deve ritenersi nullo il verbale notificato a persona che dimostri di non essere proprietario, né possessore né conducente del veicolo nei confronti del quale è stata rilevata l’infrazione. Ciò in violazione delle norme di cui all’art. 201 e 196 Codice della Strada. La nullità del verbale si riverbera sulla cartella. L’amministrazione avrebbe dovuto verificare la correttezza del suo operato. Il cittadino non deve sostenere i costi per impugnare un atto che non può essere posto a base di un’azione esecutiva, risultando sotto tale profilo anche carente di interesse.
2. Il ricorso è infondato e va rigettato.
2.1 – É principio ormai consolidato e condiviso da questo Collegio che le eccezioni relative all’accertamento effettuato, compresa quella di non essere proprietario, possessore, conducente del mezzo in questione, dovevano (e potevano) essere sollevate sia in via amministrativa che, se necessario, con l’impugnazione del verbale nel termine di legge. La C. non doveva, quindi, attendere la notifica della cartella, rispetto alla quale, è possibile dedurre soltanto fatti estintivi o impeditivi sopravvenuti alla formazione del titolo esecutivo, come il pagamento, la prescrizione ect., salvo il caso, nemmeno dedotto in questa sede, della mancata notifica dell’atto presupposto (appunto il verbale), potendo in tal caso essere recuperata la relativa tutela. La ricorrente non ha impugnato il verbale, regolarmente notificatole, nel termine di legge.
Le decisioni dei giudici di merito sono, quindi, corrette.
3. Le spese seguono la soccombenza.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso. Condanna la parte ricorrente alle spese di giudizio, liquidate in 500,00 (cinquecento) euro per compensi e 100,00 (cento) euro per spese, oltre accessori di legge.


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