Inps: a giugno un reddito minimo dall’Inps ai disoccupati

21 Aprile 2015
Inps: a giugno un reddito minimo dall’Inps ai disoccupati

La proposta di Boeri: 600 euro ai senza lavoro e in condizione di povertà.

Disoccupati e Inps. Erogare un reddito minimo per coloro che hanno perso il lavoro, che sono in condizione di povertà e che hanno superato 55 anni d’età: è questa la proposta di legge, annunciata da Boeri, presidente dell’Inps, che a breve lo stesso istituto di Previdenza presenterà al Governo e al Parlamento, proposta che il ministro del Lavoro, Poletti, ha già accolto con entusiasmo. Al ministero del Lavoro svelano che l’iniziativa era già in lavoro da diverso tempo “perché – spiega Poletti – c’è un problema con chi è avanti con l’età e perde il lavoro. Dobbiamo trovare una soluzione e questa è una delle soluzioni possibili”.

Quanto ai dettagli tecnici del nuovo “assegno” statale, esso dovrebbe pesare sulle casse statali per circa 1,5 miliardi di euro l’anno, da attingere dalle risorse destinate alla protezione sociale. Secondo Boeri, il nuovo sostegno non dovrebbe rischiare di essere un incentivo, per i beneficiari, a stare in panciolle e non cercare comunque un altro posto di lavoro.

 

Requisiti
Stando alle indiscrezioni anticipate da Boeri, le condizioni per ottenere il nuovo reddito-sussidio saranno:

– fascia di età sopra una certa soglia (al momento indicata in 55 anni);

– reddito familiare entro la soglia della povertà;

– perdita del lavoro ed esaurimento degli ammortizzatori sociali (v. Naspi)
Il sussidio potrebbe ammontare a circa 600 euro per 12 mesi e senza accreditare contributi figurativi (come invece avviene per Cig e Aspi).

La proposta sarà inoltrata già il prossimo mese di giugno (quindi tra poco più di un mese).


note

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. Non si capisce perche’ 55 anni.I 50 enni fuori comunque da ogni possibilita’ di lavoro specie se non aiutati con corsi di riqualificazione e sorte avversa invalidi veri 50% disoccupati tagliati anche dei 270 euro mensili.L’autoinpiego Regionale che non si capisce a chi serve veramente se per presentare progetti ci vogliono di propio 10 – 12 mila euro……e allora pensate bene e a 360 gli Italiani in questione sono esasperati la bomba sociale non scoppia perche’ siamo perbene.

  2. Mi associo al Sig. Emilio. Ho 53 anni e di lavoro non se ne parla, nella società attuale, siamo già catalogati “giovani-vecchi”, che già mi sembra una vera e propria presa in giro, tuttimodi nessuno investe sulle persone già “ADULTE”. L’autoimpiego Regionale o i progetti “diamociunamano” sul sito Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ho provato a capirci qualcosa, ma niente, se poi se chiedi info, non sanno nemmeno di cosa parli. Ho un ISEE pari a zero e penso che x l’Inps sia stato semplice compilarlo, ma difficile x me continuare a vivere in questa condizione. Poi leggo articoli di questo genere e mi arrabbio, perchè io a lavorare ci andrei volentieriiiiii !!!!!!!!!

  3. e ritornare i soldi versati a quelli che per varie ragioni non son riusciti a maturare i contributi per la minima? In fin dei conti questi soldi lo stato se li è pappati…a me hanno pappato 19 anni di contributi non cumulabili perchè da due gestioni diverse ( ringrazio la Fornero) ho fatto quattro conti e risulta che ho versato quasi 130.000 euro in tutto…se poi consideriamo che ho cominciato a lavorare nel 1981, con la rivalutazione sarebbero molti di più…

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