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Precompilata: detrazioni per asili e istruzione dei figli

21 Aprile 2015 | Autore:
Precompilata: detrazioni per asili e istruzione dei figli

Come detrarre dalla dichiarazione dei redditi le spese di istruzione per i figli e quelle sostenute per gli asili nido che non sono riportate dal Modello 730 “Precompilato”

Tra le spese che danno diritto a detrazioni dalle imposte sul reddito troviamo anche quelle che sono state sostenute dal contribuente per l’istruzione e per la frequenza di asili nido da parte dei figli. Attenzione perché si tratta di detrazioni che il contribuente deve calcolare da sé e di cui non trova traccia nel Modello 730 Precompilato.

Le spese che il contribuente ha sostenuto per l’istruzione, propria o dei propri familiari (non fa nessuna differenza a patto che il famigliare – ad esempio i figli – siano fiscalmente a carico del dichiarante) e che danno diritto ad usufruire della detrazione nella misura del 19% dall’IRPEF lorda dovuta, devono essere indicate nell’ambito del Modello 730/2015 con il codice 13 in uno dei righi da E8 a E12 e sono quelle relative alla frequenza di corsi di istruzione secondaria di primo e secondo grado e universitaria, di perfezionamento e di specializzazione universitaria.

Detto questo vediamo ora come deve essere compilato il Modello 730 e come fare per ottenere la detrazione.

La detrazione viene riconosciuta per le spese che sono state sostenute dal contribuente per la frequenza presso istituti o università italiane o straniere di struttura pubblica o privata. Nel caso in cui le spese siano state sostenute presso istituti privati, la misura della detrazione compete per un ammontare che non può essere superiore a quanto viene previsto per le tasse e i contributi che sono dovuti agli istituti statali italiani. Le eventuali riduzioni o agevolazioni legate all’ISEE cui il dichiarante avrebbe diritto non contano per cui, se si frequenta un istituto privato, il tetto entro cui si calcola il beneficio fiscale è sempre rappresentato dalla misura massima delle tasse che si pagano agli istituti statali. Nei documenti di prassi (circolari e risoluzioni) pubblicati nel corso degli anni, l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di precisare che sono detraibili:

– i contributi che il dichiarante ha dovuto versare per la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea in quanto tale spesa è stata ritenuta connessa al corso di istruzione universitaria [1];

– le spese che il dichiarante ha dovuto sostenere per la frequenza della Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario (SSIS) in quanto trattasi di corso di istruzione universitaria [2];

– i corsi tenuti dalle Università telematiche a patto che siano istituite e riconosciute con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca [3];

– le spese sostenute dal dichiarate per l’iscrizione a dottorati di ricerca, in quanto rappresentano un titolo di studio conseguito a seguito della frequenza di uno specifico corso previsto dall’ordinamento universitario al fine di consentire ai laureati di acquisire il grado di preparazione necessaria per svolgere attività di ricerca di alta qualificazione [4];

– le spese sostenute dal dichiarante per l’iscrizione ai conservatori di musica [5].

Come già accennato più sopra le spese di istruzione possono essere detratte anche se il contribuente le ha sostenute in riferimento a familiari fiscalmente a carico (ad esempio i figli) senza un limite massimo per quanto concerne l’importo (ciò che viene conteggiato e detratto è in ogni caso il 19% di quanto speso per l’iscrizione ad Istituti statali), con esclusivo riferimento all’anno in cui viene sostenuta la spesa. Non risultano poter essere detraibili dall’imposta dovuta le altre spese come ad esempio vitto, trasporto, seminari, testi e altro materiale didattico, anche se idoneamente documentate.

In riferimento agli studenti universitari che si trovano ad essere fuori sede, con l’esclusione di coloro i quali frequentano i master, è inoltre prevista la possibilità di detrarre dall’IRPEF lorda il 19% dei canoni di locazione pagati per l’alloggio. L’ammontare citato deve essere indicato con il codice 18, nei righi da E8 a E12 della dichiarazione dei redditi [6].

I diritto al godimento di tale detrazione è subordinato alle seguenti condizioni:

– la sede dell’Università deve essere distante almeno 100 chilometri dalla residenza dello studente. Ai fini del calcolo della distanza è necessario considerare la distanza chilometrica più breve in base ad una qualsiasi delle vie di comunicazione tra il Comune di residenza e quello in cui ha sede l’Università. Il contribuente avrà diritto alla detrazione se almeno uno di tali collegamenti risulta pari o superiore a 100 chilometri;

– sede dell’università ubicata in una provincia diversa rispetto alla residenza dello studente.

L’importo massimo su cui calcolare il 19% dei canoni di locazione pagati per l’alloggio è pari a € 2.633 euro annui e la detrazione può essere fruita anche se l’onere è sostenuto per i familiari fiscalmente a carico.

La detrazione per le spese sostenute per gli asili nido

La detrazione per la frequenza degli asili nido è stata ammessa dal legislatore a partire dall’anno 2006 e può essere goduta dai genitori di bambini con età massima di tre anni nella misura di Euro 632,00 per figlio [7]. La detrazione compete, secondo il principio di cassa, ai genitori che hanno effettivamente sostenuto la spesa e nella misura del 19% (in sostanza deve essere presa in considerazione la spesa sostenuta nell’anno cui si riferisce la dichiarazione dei redditi); la spesa deve ovviamente essere debitamente documentata. La documentazione necessaria per poter usufruire della detrazione è individuata in fattura, bollettino bancario/postale, ricevuta o quietanza di pagamento dove devono essere indicati: la denominazione dell’asilo, i dati anagrafici del bambino e del soggetto che effettua il pagamento, l’importo pagato [8].

L’agevolazione può essere fruita esclusivamente dai genitori, anche se separati o divorziati, e pertanto non è riconosciuta ad altri soggetti, nonostante possano ben aver sostenuto la spesa ed usufruito, nella loro dichiarazione reddituale, della detrazione per carichi di famiglia (ad esempio se la spesa è stata sostenuta dai nonni, anche nel caso in cui bambini per i quali è stata sostenuta sono fiscalmente a loro carico, l’agevolazione non potrà essere fruita).

L’agevolazione deve essere suddivisa tra i genitori sulla base dell’onere effettivamente sostenuto da ciascuno di essi. Nel caso in cui il documento comprovante il sostentamento della spesa sia stato intestato al bambino, o ad uno solo dei due genitori, è possibile annotare nel documento la percentuale spettante a ciascuno degli aventi diritto. Come accennato l’importo massimo di spesa detraibile è di Euro 632,00 per ogni figlio frequentante l’asilo nido, la cui età sia ricompresa tra i tre mesi ed i tre anni [9].


note

[1] Agenzia delle Entrate Risoluzione n. 87/E/2008

[2] Agenzia delle Entrate Risoluzione n. 77/E/2008.

[3] Agenzia delle Entrate Risoluzione n. 6/E/2007.

[4] Agenzia delle Entrate Risoluzione n. 11/E/2010.

[5] Agenzia delle Entrate Circolare n. 20/E/2011). La Legge n. 508 del 1999 ha equiparato il settore artistico alle università, qualificando tali istituzioni come sedi primarie di alta formazione, di specializzazione e di ricerca nel settore artistico e musicale. La legge equipara ai Conservatori di Musica solamente gli Istituti musicali parificati. Ne consegue che sono da escludere le spese sostenute per l’iscrizione agli istituti musicali privati.

[6] La detrazione compete sia per i contratti stipulati ai sensi della Legge n. 431/1998 che per i contratti di ospitalità, atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.

[7] Secondo l’articolo 12 del TUIR sono considerati “figli”:

-i figli legittimi;

-i figli riconosciuti ma nati fuori dal matrimonio;

-i figli adottivi;

-i figli affidati o affiliati.

[8] Agenzia delle Entrate Circolare n. 6/2006.

[9] Con la Circolare 13/2013, l’Agenzia delle Entrate ha ammesso la detrazione delle spese sostenute per la frequenza delle c.d. “sezioni primavera” che svolgono, senza dubbio, le medesime funzioni degli asili nido. Successivamente, con la Circolare 11/2014, la medesima Agenzia ha riconosciuto come detraibili anche le spese che sono state sostenute per i servizi domiciliari delle c.d. “Tagesmutter”, a condizione che il servizio fornito dagli assistenti domiciliari all’infanzia abbia le caratteristiche di una prestazione erogata presso un asilo nido privato. Il servizio reso nella Provincia di Bolzano è senza dubbio assimilato a quello fornito da un asilo nido privato; negli altri casi, l’assimilazione deve essere certificata da parte del soggetto erogatore.

Autore immagine: 123rf com


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