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Mediazione non più gratis: spese di avvio ripristinate

22 Aprile 2015
Mediazione non più gratis: spese di avvio ripristinate

Il Consiglio di Stato capovolge la sentenza del Tar Lazio e ristabilisce l’obbligo, per le parti, di pagare l’organismo di mediazione al primo incontro.

Ribaltata la sentenza del Tar Lazio [1] dello scorso gennaio con cui era stata stabilita la totale gratuità del primo incontro di mediazione (leggi “Ora mediazione gratis al 1° incontro”). Il Consiglio di Stato ha appena ripristinato l’obbligo di versare le spese di avvio del procedimento di mediazione. L’ordinanza è di poche ore fa [2] e – così come era stato per la sentenza di primo grado – c’è da scommettere che solleverà un forte polverone. Questo perché la sentenza del tribunale amministrativo del Lazio aveva fatto ben sperare in una effettiva tutela dei consumatori che, posti dinanzi a un obbligo di legge – quello di esperire necessariamente, prima della causa, un procedimento di mediazione che ancora, oltre a non essere entrato nel costume sociale, non viene visto come utile e dirimente – sono anche costretti a pagare. Un costo, quest’ultimo, che si somma a quelli (già di per sé esosi) della normale causa in tribunale e anzi, in taluni casi, li raddoppia (Leggi “Quanto costa una causa”).

Buone notizie, dunque, per gli organismi di mediazione che hanno vinto una partita che li poneva di fronte al rischio di chiusura. Esultano un po’ meno i cittadini perché, da oggi, tornano le vecchie regole. E dunque, chi vorrà iniziare una causa nelle materie in cui è obbligatoria la preventiva mediazione dovrà versare un importo di 40 euro (per liti di valore fino a 250.000 euro) o di 80 euro (per quelle di valore superiore), oltre alle spese vive documentate (come ad esempio il costo delle raccomandate).

Per i giudici di Palazzo Spada, quando il legislatore ha voluto esonerare le parti dal pagamento del compenso della mediazione tutte le volte in cui il primo incontro si chiude negativamente, intendeva riferirsi solo all’ ”onorario del mediatore per l’intero procedimento di mediazione”. Restano invece da pagare le spese di avvio. Queste ultime comprendono da un lato le “spese vive documentate” e dall’altro le spese generali sostenute dall’organismo di mediazione.

La speranza, dopo questa sconfitta dei consumatori, è che gli organismi si mostrino diligenti nell’obbligo di documentazione delle spese vive, senza chiedere importi superiori rispetto al dovuto (circostanza che, purtroppo, è avvenuta diverse volte).

Consiglio di Stato, sez. IV, ordinanza 21 – 22 aprile 2015
Presidente Numerico – Estensore greco

Ritenuto, quanto al profilo della legittimazione processuale della ricorrente in primo grado, che l’indicazione di quest’ultima nell’epigrafe della sentenza impugnata è frutto di evidente fraintendimento, essendo fuori discussione il carattere nazionale (e non meramente locale), e conseguentemente la rappresentatività, dell’associazione che ha proposto il ricorso introduttivo del giudizio;
Ritenuto, nei limiti della sommaria delibazione propria della fase cautelare, che l’appello risulta assistito da sufficiente fumus nella parte in cui censura l’integrale annullamento dei commi 2 e 9 dell’art. 16 del d.m. 18 ottobre 2010, nr. 180, atteso che:
– l’uso del termine “compenso” nel comma 5-ter dell’art. 17 del d.lgs. 4 marzo 2010, nr. 28 (introdotto dalla “novella” del 2013), è manifestamente generico e improprio, non trovando detta terminologia riscontro in alcuna altra parte della normativa primaria e secondaria de qua, nella quale si parla invece di “indennità di mediazione”, che a sua volta si compone di “spese di avvio” e “spese di mediazione” (art. 16, d.lgs. nr. 28/2010);
– ciò premesso, nulla quaestio essendovi per le spese di mediazione, nelle quali è ricompreso “anche l’onorario del mediatore per l’intero procedimento di mediazione” (art. 16, comma 10), il problema si pone per le spese di quanto alle spese di avvio – le quali a tenore del censurato comma 2 dell’art. 16 comprendono, a loro volta, da un lato le “spese vive documentate” e dall’altro le spese generali sostenute dall’organismo di mediazione – queste ad avviso della Sezione effettivamente non appaiono prima facie riconducibili alla nozione di “compenso” di cui alla disposizione di fonte primaria dianzi citata;
– quanto sopra, in particolare, è di palmare evidenza quanto alle spese vive documentate, ma vale anche per le residue spese di avvio, che sono quantificate in misura forfettaria e configurate quale onere connesso all’accesso a un servizio obbligatorio ex lege per tutti i consociati che intendano accedere alla giustizia in determinate materie, come confermato dal riconoscimento in capo alle parti, ex art. 20 del d.lgs. nr. 28/2010, di un credito di imposta commisurato all’entità della somma versata e dovuto – ancorché in misura ridotta – anche in caso di esito negativo del procedimento di mediazione (e, quindi avvio, le quali in virtù del decisum qui contestato sarebbero anch’esse del tutto non dovute per il primo incontro di cui all’art. 8, comma 1, del medesimo d.lgs. nr. 28/2010; anche in ipotesi di esito negativo del primo incontro per il quale le spese di avvio sono dovute);
Ritenuto, pertanto, che l’istanza cautelare è meritevole di accoglimento limitatamente all’esclusione del rimborso delle spese di avvio, le quali per le ragioni dette non sono riconducibili al concetto di “compenso” ex art. 17, comma 5-ter, d.lgs. nr. 28/2010, potendo invece essere devoluta alla sede del merito la trattazione di tutti i residui profili oggetto di causa (ivi comprese le questioni di legittimità costituzionale riproposte dall’originaria ricorrente con l’appello incidentale);

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) accoglie in parte l’istanza cautelare (Ricorso numero: 2156/2015) e la respinge per il resto, e, per l’effetto, sospende l’esecutività della sentenza impugnata nei limiti di cui in motivazione.
Tenuto conto della complessità e della novità delle questioni esaminate, compensa tra le parti le spese della presente fase del giudizio d’appello.
La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.


note

[1] Tar Lazio sent. n. 1351/2015 del 23.01.2015.

[2] Cons. St. ord. del 22.04.15.

Autore immagine: 123rf com


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4 Commenti

  1. Mamma mia, vuoi vedere che il cruccio maggiore, per le parti di una controversia, è proprio il pagamento delle spese (assai modeste) indicate nel post?? E parlate addirittura di sconfitta per il consumatore? E che senso ha sottolineare che la mediazione non è ancora entrata nel costume sociale italiano? Certo, se si continua con la disinformazione, dopo tutti i tentativi di sabotaggio chiaramente interessati e strumentali che la mediazione ha subito, anche da questo punto di vista il nostro povero paese non si evolverà mai! Vediamo se pubblicate questo commento…

  2. A quanto pare, secondo l’autore, i cittadini non esultano.
    Chissà quanto esultano, invece, quando passano anni e anni in tribunale, spendendo –lì sì– fiumi di denaro, con il miraggio di una sentenza favorevole che non arriva o arriva solo quando è troppo tardi.
    E se sicuramente speriamo tutti che gli organismi di mediazione non “gonfino le spese” di una raccomandata rosicchiando, che so, un euro o due al consumatore, altrettanto speriamo che quegli avvocati amanti delle “fatture-sorpresa” (dove, magari, per la redazione di un’istanza di mediazione –3 minuti di lavoro– chiedono 200 euro) inizino ad astenersi dal “mungere la vacca” a ogni occasione…

  3. Ricetta della felicità
    Credete che l’avvocato costi troppo? Che i tribunali siano un inutile e costoso orpello?
    Allora non litigate con la controparte e mettetevi d’accordo ! In fondo non siamo tutti fratelli? Tra persone ragionevoli un accordo soddisfacente si troverà, diamine!, senza bisogno di carte bollate o di avvocati o di mediazione obbligatoria. Si risparmieranno così anche gli “spiccioli” della mediazione obbligatoria, quegli ‘spiccioli’ che non l’avvocato, ma la parte è normalmente assai restia a pagare…
    E se poi, nonostante tutto voleste ricorrervi, alla mediazione, potreste accordarvi con l’avvocato in modo da scrivere voi l’istanza e curare i vari adempimenti, sollevandolo per iscritto da ogni responsabilità e spesa e accordandovi con lui per un onorario simbolico…
    Esperita la mediazione, grazie al saggio e equivicino mediatore sarete sicuramente riusciti a mettervi d’accordo col vs. avversario, in tempi brevissimi e a costi ragionevoli che sosterrete ben volentieri e non vi sarà bisogno di tribunali e avvocati: ciascuno tornerà a casa col suo bravo numero di cammelli e felice e contento toccherà il cielo con un dito, perché significherà che ci si ritrova in paradiso e non in questa torbida valle di lacrime…

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