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Cos’è l’Anno Sabbatico e come funziona

18 Maggio 2016
Cos’è l’Anno Sabbatico e come funziona

> Business Pubblicato il 18 Maggio 2016



Cos’è e come funziona il periodo di aspettativa che ti permette di pensare alla tua vita al di fuori degli schemi standardizzati del lavoro quotidiano.

Si sente spesso dire “mi prendo un anno sabbatico” ma non sempre è noto che questa possibilità esiste davvero ed è tutelata dalla legge. Vediamo chi può richiederlo, quali sono i rischi, i vantaggi e le modalità di richiesta.

Cos’è l’Anno Sabbatico

L’Anno sabbatico è un periodo durante il quale si smette di lavorare, o di studiare, per prendere una pausa da un ritmo troppo frenetico e ragionare su un cambio di vita.

Non tutti sanno che la legge italiana mette in conto questa possibilità: i lavoratori cioè possono richiedere la pausa per motivi di formazione o di volontariato internazionale, ma anche per gravi motivi personali o di un proprio convivente.

Si tratta dunque del cosiddetto periodo di aspettativa, durante la quale tuttavia il lavoratore non ha diritto generalmente al versamento della retribuzione né dei trattamenti previdenziali: si ferma tutto, ciò per cui si mantiene però il diritto è la conservazione del proprio posto di lavoro.

Cosa viene pagato durante l’anno sabbatico?

L’anno sabbatico ha una durata massima di 11 mesi, non è retribuito e può essere preso una volta sola nella vita. Durante i  mesi di congedo non avrete contributi pensionistici e non cumulerete anzianità di servizio, ferie o malattie.

Esiste un unico caso di congedo retribuito: quello dei docenti ordinari universitari.

Chi può chiedere l’anno sabbatico?

L’Aspettativa corrispondente all’anno sabbatico può essere richiesta da tutti i lavoratori che da almeno 5 anni prestano servizio presso un’azienda (o di un ente pubblico). Perché la vostra richiesta vada a buon fine, dovrete presentare un progetto che mostri dettagliatamente le ragioni e i vantaggi che l’azienda potrebbe trarne (non è escluso che il datore intenda fare controlli sulla veridicità del progetto).

L’azienda deve accettare l’anno sabbatico?

Il datore di lavoro non è obbligato ad accettare la proposta, ma la legge consente di assumere un sostituto a tempo determinato per permettere il “rimpiazzo” agevole del lavoratore in aspettativa. Proprio per permettere questo passaggio è necessario che l’azienda abbia un preavviso di almeno 30 giorni (che consenta un eventuale affiancamento).

Inoltre nel negare il permesso il datore di lavoro può decidere di ripartirlo in più periodi, o di rinviarlo ad altra data, in base alle sue esigenze tecniche e organizzative.

Come finanziare il proprio anno sabbatico?

Naturalmente vivere senza stipendio per un anno non è una scelta semplice. Una delle possibilità da valutare è quella che hanno i lavoratori dipendenti che abbiano maturato almeno 8 anni di anzianità: essi potranno chiedere un anticipo dalla quota del TFR, per sostenere le spese del progetto.

Esistono poi molti percorsi finanziati che permettono di accedere ad una formazione internazionale e di unire l’utile al dilettevole (si pensi ad esempio al programma Erasmus+ oggi aperto a tutti).


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