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Si può querelare l’agenzia di recupero credito per molestie?

23 Aprile 2015
Si può querelare l’agenzia di recupero credito per molestie?

Telefonate assillanti fuori dagli orari consentiti: il reato però deve essere provato.

A chi non è venuto in mente di querelare l’operatore dell’agenzia di recupero crediti che, con le sue telefonate insistenti e artifici di tutti i tipi, a volte anche sfruttando l’ignoranza del debitore, tenta di convincerlo a pagare la morosità? La questione si è davvero prospettata davanti al tribunale di La Spezia che, con una recente sentenza [1], ha avuto modo di chiarire come, in questi casi, ci si debba orientare.

In teoria, la semplice richiesta di pagamento di un credito, quando non accompagnata da assillanti telefonate o minacce non integra il reato di molestia [2]. In pratica il tribunale sposta il nodo della problematica sull’onere della prova di chi si sente “violato” nella privacy. Quest’ultimo deve dimostrare che, nei suoi confronti sono state utilizzate modalità moleste e petulanti per chiedere il pagamento (ad esempio assillanti telefonate, minaccia di diffamare la parte offesa nei confronti di parenti e vicini di casa, ecc.). Se tale prova non viene fornita, il tribunale assolve l’imputato perché il fatto non sussiste. E in più il querelante resta con il suo buon debito da pagare.

Consulta la nostra guida su cosa può fare e cosa non può fare la società di recupero crediti.

Consulta i consigli legali contro lo stalking delle società di recupero crediti e i suggerimenti per contrastare le richieste di pagamento.


note

[1] Trib. La Spezia sent. n. 132 del 5.02.2015.

[2] Art. 660 cod. pen.

Autore immagine 123rf com


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1 Commento

  1. C’è in atto una causa presso il Tribunale di Bari, avente ad oggetto il risarcimento dei danni da violazione della privacy da parte di una nota finanziaria per telefonate moleste sul luogo del lavoro del coniuge (quindi terza persona rispetto all’obbligato). A latere, esiste un procedimento penale attualmente nella fase delle indagini da parte del PM con udienza dinanzi al GIP che verrà a breve fissata.
    Nella prima, il giudice ha ascoltato i testimoni ed ha rinviato la causa per discussione e decisione nel prossimo ottobre.

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