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Lo sai che? Da quando decorre l’obbligo di versare l’assegno di mantenimento

Lo sai che? Pubblicato il 23 aprile 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 aprile 2015

L’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento dei figli minori, fissato in sede di separazione, decorre dalla data in cui viene presentata la domanda, anche se la sentenza di separazione o il decreto con cui il Presidente del Tribunale ha adottato i provvedimenti urgenti nell’interesse dei minori non abbia espressamente previsto la retroattività dell’assegno.

 

Ogni genitore ha l’obbligo di provvedere al mantenimento, istruzione, educazione ed assistenza morale dei figli [1]. Tale obbligo discende dal solo fatto di averli generati ed è indipendente dalla separazione o dal divorzio dei genitori.

Pertanto, cessata la convivenza tra i coniugi, pervenuti alla decisione di separarsi, il genitore non più convivente con i figli minori ha l’obbligo di continuare a contribuire al mantenimento degli stessi, versando all’altro genitore una somma adeguata a soddisfare i bisogni dei minori, a prescindere della pronuncia di un provvedimento da parte del Tribunale che imponga al genitore non affidatario o comunque non più convivente con i figli minori di versare un assegno di mantenimento all’ex coniuge.

Come più volte sancito dalla Cassazione, l’assegno di mantenimento a favore del coniuge, fissato in sede di separazione, decorre dalla data della domanda giudiziale (ossia da quanto viene presentato l’atto in tribunale) se in tale momento esistevano le condizioni per l’emanazione del relativo provvedimento, e non dalla data di emissione della sentenza o del decreto con cui il Presidente del Tribunale emette i provvedimenti ritenuti urgenti nell’interesse dei figli minori [2].

Quindi, anche nel caso in cui il Tribunale, con la sentenza della separazione o con il decreto con cui vengono emessi i provvedimenti ritenuti urgenti nell’interesse dei figli o, ancora, con il decreto che omologa le condizioni concordate tra i coniugi, si sia limitato a stabilire che l’assegno di mantenimento debba essere corrisposto alla fine o all’inizio di ogni mese e non abbia espressamente previsto che tale obbligo sussiste dal momento della proposizione della domanda di separazione, il genitore obbligato è tenuto a versare all’ex coniuge l’assegno di mantenimento dal giorno in cui è stata presentata la domanda di separazione.

Conseguentemente, legittima è la pretesa dell’ex coniuge di pretendere il versamento degli assegni di mantenimento non corrisposti e relativi agli arretrati ossia al periodo compreso tra la proposizione della domanda di separazione o divorzio e la data dell’emissione della sentenza o del decreto di omologa della separazione, salvo il caso in cui il Tribunale abbia espressamente previsto una data di decorrenza diversa, sussistendone motivate ragioni.

note

[1] Art. 147 e art. 315 bis cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 10119/06 del 02.05.2006; Cass. sent. n. 19382/14 del 15.09.2014.

Autore immagine: 123rf com


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4 Commenti

  1. salve e complimenti per l’articolo.
    Se l’assegno di mantenimento stabilito con il divorzio è di minore entità di quello stabilito consensualmente con la separazione può l ‘obbligato farsi restituire la parte in eccesso versata dal giorno della proposizione della domanda al giorno della sentenza di divorzio? E, se sì, come può farsi restituire questa somma in presenza di ex coniuge recalcitrante, decurtando gli assegni futuri?

    1. Se in sede di divorzio dovesse essere fissato un assegno di mantenimento inferiore rispetto a quello stabilito consensualmente in sede di separazione, la decorrenza dell’ obbligo di corrispondere l’assegno nella misura inferiore decorrerebbe comunque dalla data di pubblicazione della sentenza di divorzio, salvo se diversamente stabilito in sentenza. Per cui il coniuge obbligato non avrebbe alcun diritto a chiedere il rimborso della differenza.

      1. Forse mi sono espresso male, quindi riformulo la domanda facendo un esempio: A e B, genitori del minore C, si separano e consensualmente con omologa stabiliscono che A versa, mensilmente sul conto di B, 500E per B e 200E per C, il figlio minore collocato presso B. Dopo qualche anno presentano a gennaio la domanda di divorzio dove stabiliscono che A verserà sul conto di B solo e unicamente 400E per C (nulla per B).
        A settembre (8 mesi dopo) viene emessa la sentenza. In quegli 8 mesi, tra domanda e sentenza, A ha versato a B quanto stabilito dalla omologa di separazione consensuale, quindi (500+200)-(400)=300E in più ogni mese rispetto a quanto stabilito con sentenza di divorzio.Secondo questo articolo la cassazione ha stabilito che il (nuovo) assegno di mantenimento decorre da quando è stata presentata la domanda non da quando viene emessa la sentenza.
        Sbaglio? come si recuperano le somme versate in più?

        1. Mentre per l’assegno separativo la regola generale è che la sua decorrenza è dal momento della domanda, per l’assegno divorzio la regola generale é che la decorrenza è dal momento della pubblicazione della sentenza di divorzio salvo se venga espressamente anticipata la decorrenza al momento della domanda. Ciò è stato confermato dalla cassazione con sentenza n 212 del 2016. Pertanto, se con la sentenza di divorzio non viene più posto a carico di un coniuge l’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento in favore dell’altro coniuge, tale obbligo verrà meno solo dopo la pubblicazione della sentenza di divorzio. Conseguentemente, l’assegno di mantenimento sino a detto momento deve ritenersi dovuto .

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