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Sesso sadomaso: è reato?

23 Aprile 2015
Sesso sadomaso: è reato?

Inviolabile la libertà sessuale, il sadismo o altre pratiche estreme come il bondage non costituiscono un diritto soggettivo che il partner può richiedere all’altro.

Come dal medico: necessario il consenso libero, informato, revocabile e reciproco. Sono queste le condizioni affinché il partner possa praticare, con l’altro, pratiche di sesso estremo come il sadomaso. A chiarirlo è stata poche ore fa la Cassazione [1].

Il sesso è libero in quanto forma di libertà d’espressione della persona umana. Questo vuol dire che, come non si può imporre un rapporto sessuale a un altro soggetto, non si può neanche pretendere che il proprio partner, sia anche unito dal matrimonio, accetti il sesso estremo. Sebbene, infatti, il sadomaso non può essere ritenuto di per sé illecito o fonte di responsabilità penale, è necessario che vi sia il consenso di entrambi i soggetti: imprescindibile, dunque, il reciproco scambio di consensi informati, liberi e revocabili in qualsiasi momento durante il rapporto.

“Lo famo strano”

Le “fantasie particolari” non costituiscono un diritto del partner da poter imporre: lo sottolinea la Convenzione Edu che nega che al sadismo la dignità di diritto soggettivo. Pratiche estreme come ad esempio il bondage, con il partner immobilizzato, possono essere scriminate solo dall’assenso consapevole della vittima, nei limiti della sua disponibilità.

Non c’è dubbio che la libertà sessuale sia inviolabile – si legge in sentenza – e non possa essere sottoposta ad alcuna forma di limitazione senza il consenso dell’altra parte. Serve insomma una collaborazione fra i soggetti che vengono in relazione. Pratiche erotiche che si risolvono nell’infliggere sofferenze fisiche – classico esempio la frusta – devono essere considerate una forma di espressione ammissibile fino a quando non danneggia la normale vita quotidiana della persona. Si tratta dunque di inclinazioni che costituiscono un modo di vivere la sessualità a patto che ciò avvenga nell’ambito di una libera volontà dei partner ma incontrando un limite nell’eventuale dissenso.

Disabili e situazioni patologiche

Se poi una delle persone interessate al rapporto particolare non si trovi in situazioni patologiche, come per esempio di un soggetto disabile, detta condizione di svantaggio fa sì che l’eventuale consenso non abbia alcun valore per mancanza della piena capacità di intendere e volere. La Corte europea dei diritti dell’uomo stabilisce che se è vero che ognuno ha il diritto di esercitare le pratiche sessuali nel modo più libero possibile, il rispetto della volontà della vittima delle pratiche estreme costituisce un limite a quella libertà.


note

[1] Cass. sent. n. 16889/15 del 23.04.15.

Autore immagine: 123rf com


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