Diritto e Fisco | Articoli

Le ultime sentenze sugli avvocati

23 Aprile 2015
Le ultime sentenze sugli avvocati

Cassa, responsabilità professionale, ricorso per decreto ingiuntivo e parcelle, esami di abilitazione professionale.

Per l’avvocato dipendente da P.A., il pagamento della tassa annuale di iscrizione all’Elenco speciale annesso all’Albo degli avvocati, per l’esercizio della professione forense, quando appunto avviene nell’interesse esclusivo dell’Ente datore di lavoro, rientra tra i costi per lo svolgimento di detta attività. Pertanto è l’Ente stesso a dover sostenere tale pagamento.

Quindi, se tale pagamento viene anticipato dall’avvocato-dipendente deve essere rimborsato dall’Ente medesimo, in base al principio generale applicabile anche nell’esecuzione del contratto di mandato secondo cui il mandante è obbligato a tenere indenne il mandatario da ogni diminuzione patrimoniale che questi abbia subito in conseguenza dell’incarico, fornendogli i mezzi patrimoniali necessari [1].

Qualora la Cassa Forense non eserciti, entro 10 anni il potere di accertamento e rettifica dei contributi versati dal professionista, gli anni non coperti da integrale contribuzione concorrono a formare l’anzianità contributiva e vanno inseriti nel calcolo della pensione, prendendo come base il reddito sul quale è stato effettivamente pagato il contributo. Quindi all’avvocato, a distanza di anni, non può più essere ridotta la pensione [2].

La domanda relativa al risarcimento del danno, subito dall’assistito non adeguatamente difeso dal proprio difensore, deve essere valutata separatamente ed indipendentemente da quella avente ad oggetto la restituzione dei compensi precedentemente corrisposti al difensore per l’attività professionale, risultata poi inutilmente prestata [3].

Integra un comportamento negligente e costituisce fonte di responsabilità professionale la condotta dell’avvocato che omette di eleggere domicilio (consentendo così che le notifiche avvengano in cancelleria), trascura di verificare l’avvenuto deposito della motivazione e della pubblicazione della sentenza di appello e non controlla l’avvenuta notificazione della stessa pronuncia ad opera della controparte ai fini della decorrenza del termine breve per il ricorso in Cassazione [4].

Il rapporto tra avvocato e assistito è inquadrabile quale contratto tra professionista e consumatore, con la conseguenza che, ai fini dell’individuazione del giudice competente per le controversie insorte tra le parti, la nozione di residenza individuata dal codice del consumo [5] deve essere intesa non in senso formale, cioè in corrispondenza dei registri anagrafici, bensì in senso sostanziale, quale luogo di dimora abituale [6]. Il principio è stato riferito dalla Cassazione [7] in merito a una domanda di decreto ingiuntivo proposto dal professionista a cui non era stata pagata la relativa parcella.

In tema di ricorso per decreto ingiuntivo, il codice di procedura civile [8] nell’individuare un foro facoltativo e concorrente con quello relativo alla residenza del convenuto, attribuisce all’avvocato la facoltà processuale, ai fini del recupero in via monitoria dei suoi crediti per prestazioni professionali, di agire dinanzi al giudice del luogo in cui ha sede il Consiglio dell’ordine al cui albo egli è iscritto. In tal caso, il Consiglio dell’ordine, in relazione al quale si determina il giudice competente, va identificato in quello al quale il legale è iscritto attualmente, cioè con riferimento al momento della proposizione del ricorso, a nulla rilevando che, al tempo della richiesta in via stragiudiziale di pagamento della parcella, il medesimo avesse la sede principale dei suoi affari ed interessi in altro luogo e fosse iscritto ad altro consiglio dell’ordine [9].

La competenza a definire il ricorso proposto per l’annullamento della valutazione negativa degli elaborati scritti redatti per l’abilitazione alla professione di avvocato appartiene al Tar nella cui circoscrizione si sono svolte le operazioni di correzione degli stessi e la redazione del relativo verbale [10].

Il contratto di prestazione professionale (assistenza sportiva) può essere stipulato tra il calciatore professionista ed un agente iscritto nel relativo albo, oppure tra lo sportivo ed un iscritto all’albo degli avvocati. Comunque, anche se l’assistenza è svolta da un avvocato, il rapporto soggiace sempre al regolamento della FIGC e l’incarico deve essere redatto, a pena di nullità, sui moduli predisposti dalla Commissione [11].

Il giudice di merito non è tenuto a motivare sulla diminuzione o riduzione di voci tariffarie tutte le volte, e per il solo fatto, che liquidi i diritti e/o gli onorari di avvocato in somme inferiori a quelle domandate nella notula. Rimane, però, fermo il dovere di non determinarli in misura inferiore ai limiti minimi, o superiore a quelli massimi, indicati nelle tabelle in relazione al valore della controversia [12].

Integra la distruzione di un atto pubblico strappare la remissione di querela firmata pochi minuti prima anche se ricomponibile con la consapevolezza di creare comunque, con la propria condotta, una situazione di pericolo per il normale svolgimento dell’iter giuridico. (Nel caso di specie, l’imputato dopo aver firmato l’atto di remissione di querela si recava insieme all’avvocato di controparte fuori dall’ufficio e, venendo dallo stesso insultato, strappava il verbale da poco firmato) [13].

L’avvocato non può mascherare e motivare il patto quota lite raggiunto con il cliente come riconoscenza per essersi mosso con estrema celerità nei confronti dell’assicurazione e aver siglato una quietanza decisamente ricca e vantaggiosa per il proprio assistito. In tal caso il patto di quota lite è nullo e il legale deve restituire al cliente i soldi da questi già pagati [14].


note

[1] Cass. sent. n. 7776/2015.

[2] Cass. sent. n. 7621/2015.

[3] Cass. sent. n. 7268/2015.

[4] Cass. sent. n. 6441/2015.

[5] Di cui all’art. 33, comma 2, lett. u) del codice del consumo.

[6] Art. 43 cod. civ.

[7] Cass. sent. n. 6333/2015.

[8] Art. 637, comma 3, cod. proc. civ.

[9] Cass. sent. n. 5810/2015.

[10] Cons. St. sent. n. 1392/2015.

[11] Cass. sent. n. 5216/2015.

[12] Cass. sent. n. 4256/2015.

[13] Trib. La Spezia, sent. del 17.02.2015.

[14] Cass. sent. n. 8304/2015.

Autore immagine: 123rf  com


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