Arriva il ddl sugli accordi prematrimoniali

24 Aprile 2015
Arriva il ddl sugli accordi prematrimoniali

Contratto prima di sposarsi per regolare gli effetti della separazione e del divorzio, il mantenimento e tutti gli aspetti economici.

“Due cuori e una capanna” sempre più lontani dalla realtà: dopo la definitiva approvazione dell’altro ieri della legge sul divorzio breve, ora è il turno degli accordi prematrimoniali tra futuri coniugi. Proprio come avviene già da diverso tempo negli Stati Uniti, anche in Italia i futuri marito e moglie potranno accordarsi preventivamente, in un contratto con tanto di clausole e postille, ove stabiliranno tutte le conseguenze dell’eventuale rottura: mantenimento, casa familiare, assistenza economica e materiale, diritto al cognome, ecc.

La proposta di legge è del 15 ottobre scorso [1] ed è stata presentata dagli stessi relatori del provvedimento sul divorzio.

In Italia i patti prematrimoniali sono considerati nulli da Cassazione e dottrina maggioritaria con varie motivazioni susseguitesi nel tempo tra cui il fatto che i diritti dei coniugi sono considerati “indisponibili” o perché violerebbero la norma della Costituzione che garantisce a tutti la difesa processuale dei propri diritti.

Di recente, però, ci sono state delle leggere aperture da parte della Cassazione [2]: così, ad esempio, si potrebbe regolare il pagamento delle rate del mutuo ancora insolute o stabilire a chi dei due coniugi debbano andare i beni che, prima erano in comunione. O ancora fissare una somma di indennizzo nel caso in cui uno dei due coniugi abbia contribuito con denaro proprio alla ristrutturazione della casa familiare. Questi accordi potrebbero intervenire anche prima della crisi del matrimonio (leggi a riguardo: “Accordi prematrimoniali: la Cassazione dice sì a condizione che…”)

Il Ddl sui patti prematrimoniali si inserisce nella scia di provvedimenti che incidono sul diritto di famiglia e che danno e daranno ampio spazio al dibattito riproponendo il contrasto tra ambienti cattolici e non. Tra quelle riforme che – come il divorzio breve ieri – il quotidiano Avvenire definisce una “devastante china anti-familiare”.


note

[1] Proposta di legge C. 2669.

[2] Cass. sent. n. 23713/12 e 19304/13.

Autore immagine: 123rf com


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