Diritto e Fisco | Articoli

Liti per l’eredità: trovare un accordo o fare causa

24 Aprile 2015
Liti per l’eredità: trovare un accordo o fare causa

Uno degli eredi, non accontentandosi della sua parte di eredità, ha fatto causa agli altri eredi, super valutando le loro donazioni e dichiarando di non aver ricevuto nulla. È più conveniente trovare un accordo oppure proseguire la causa?

 

Per effettuare la scelta più saggia è necessario confrontare tra loro gli eventuali benefici, i costi e i tempi di ciascuna delle due opzioni.

Chiudere la causa” accettando l’accordo vuol dire sottoscrivere i patti dettati dall’erede che l’ha promossa nel verbale d’udienza dinanzi al Giudice.

In questo modo si conclude il procedimento e il predetto processo verbale costituisce l’atto che stabilisce e risolve una volta per tutte qualsiasi questione relativa alla divisione ereditaria.

Nel caso di una simile scelta è evidente il consistente contenimento dei costi: non si dovrebbero più affrontare le spese legali, né tantomeno quelle per il pagamento degli onorari dei consulenti tecnici, spese generalmente consistenti, quantificabili nell’ordine delle migliaia di euro, seppur dilazionate nel corso di tutta la durata della causa.

Un altro vantaggio di una eventuale risoluzione bonaria della controversia è il tempo, essendo in tal caso immediata la definizione di tutte le questioni legate alla divisione ereditaria.

Gli eventuali benefici derivanti da un accordo consistono anche nella possibilità di utilizzare fin da subito i beni, seppur esigui, che derivano dalla divisione ereditaria definita in via transattiva.

Infine, un altro evidente beneficio, seppur di difficilissima quantificazione, consiste nell’indubbio aumento della serenità quotidiana e quindi nella conseguente diminuzione dei livelli di stress e di tensioni derivanti da una procedimento giudiziario.

Alla luce di tutto quanto fin qui analizzato, appaiono di conseguenza abbastanza evidenti le residuali motivazioni che potrebbero condurre a optare per “far intervenire il perito del Giudice”. Ciò significa proseguire nel giudizio civile in corso, dapprima con la nomina di uno o più consulenti tecnici, continuando poi con l’intervento dei testimoni, per concludere con gli eventuali interrogatori delle parti. Infine bisogna attendere la decisione del Giudice.

Una simile scelta è altrettanto valida:

– se si ha la possibilità economica di affrontare tutte le spese di cui si è detto in precedenza (nel giudizio civile la parte soccombente, cioè quella che perde, viene condannata anche a rifondere alla parte che vince la causa le spese da quest’ultima sostenute per il processo);

– se non è determinante “quando” interverrà la decisione del giudice (in media per definire un giudizio civile con una sentenza di primo grado sono necessari circa tre anni, cui se ne aggiungono altri quattro per definire l’eventuale grado di appello, e almeno altri due per quello in Cassazione).


note

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube