Diritto e Fisco | Articoli

Chi deve pagare la registrazione della sentenza

26 Aprile 2015
Chi deve pagare la registrazione della sentenza

Ecco una serie di pronunce della Cassazione che spiegano in base a quali criteri si individua la parte processuale tenuta al pagamento delle spese di registrazione della sentenza.

 

L’imposta proporzionale di registro dovuta in relazione ad una sentenza di condanna non può gravare sui convenuti nei cui confronti questa non è stata pronunciata e che erano stati evocati in giudizio con distinti atti di citazione che avrebbero dovuto dar luogo a distinte cause (riunite invece dal giudice per motivi di opportunità) [1].

Nella sentenza si fa riferimento ai convenuti (e non agli attori), nonché a soggetti nei cui confronti non è stata pronunciata sentenza di condanna e che erano quasi da considerarsi “estranei” al giudizio.

Tale interpretazione è in linea con un orientamento consolidato della Cassazione [2] secondo cui, pur esistendo nell’ordinamento un principio di solidarietà passiva per tutte le parti in causa, l’imposta di registro dovuta per la registrazione degli atti giudiziari non deve gravare indiscriminatamente su tutti i soggetti che hanno preso parte al procedimento giudiziario, in quanto l’indice di capacità contributiva, cui si ricollega il tributo, non è la sentenza in quanto tale, ma il rapporto sostanziale in essa racchiuso, con conseguente esclusione del vincolo di solidarietà nei confronti dei soggetti ad esso estranei”.

Ciò ha portato ad escludere dalla tassazione chi è intervenuto volontariamente nel procedimento, purché estraneo al giudicato. In altri termini, il rapporto di solidarietà passiva trova applicazione solo con riferimento alle parti del processo coinvolte nel rapporto sostanziale considerato nella sentenza.

Con esclusione, pertanto, dei soggetti che a tale rapporto risultano estranei, come accade nel caso di coloro che appunto dispiegano nel processo un intervento volontario.

Secondo la giurisprudenza [3] non tutti i soggetti che hanno preso parte al giudizio sono soggetti passivi dell’imposta dovuta in relazione alla sentenza o all’atto risultante all’esito del giudizio, bensì solo coloro che siano interessati dagli effetti del rapporto giuridico su cui è dovuta l’imposta.

Infatti, la Corte di Cassazione ha concluso che non sono “parti in causa”, solidalmente obbligate al pagamento dell’imposta di registro dovuta sulla sentenza, i soggetti che non siano parti del rapporto sostanziale oggetto del giudizio [4].

Secondo questa impostazione, l’imposta di registro si applica solo ai soggetti che soddisfino le seguenti condizioni:

– abbiano preso parte nel giudizio;

– nei cui confronti la pronuncia giurisdizionale si è espressa nella parte dispositiva;

– la cui sfera giuridica sia in qualche modo interessata dagli effetti della pronuncia [5].

Pertanto, non configurano “parti in causa” (e non sono, quindi obbligate al pagamento del tributo), tutte le parti che in qualche modo figurino nel procedimento giurisdizionale, bensì solo i soggetti fra i quali è intercorso il rapporto che ha dato luogo alla causa e nei confronti dei quali l’atto giudiziario da registrare determina effetti.


note

[1] Cass. sent. 11146/2006.

[2] Cass. sent. n. 4805/2011 e n. 16745/2010.

[3] Cass. 15.5.2006 n. 11149, Cass. 31.7.2007 n. 16917 e, da ultimo, Cass. 11.6.2010 n. 14111 e 14114.

[4] Cass. 14111/2010.

[5] Cass. 29.1.2008 n. 1925.

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube