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Annullare gratis la cartella Equitalia senza pagare un avvocato

26 Aprile 2015
Annullare gratis la cartella Equitalia senza pagare un avvocato

Gratuito patrocinio o a spese dello Stato: anche davanti alle commissioni tributarie non si paga l’avvocato se il reddito del proprio nucleo familiare non supera il limite fissato dalla legge.

È possibile ottenere l’annullamento gratuito di una cartella di Equitalia? Chi non ha i soldi per versare le tasse, di norma, non ha neanche le possibilità economiche per pagare un avvocato e, così, non poche volte si rinuncia a far valere i propri diritti solo per timore della parcella del legale. Ma c’è più di un modo per ottenere tutela, sempre a condizione che si abbia ragione e che l’atto notificato sia effettivamente nullo, viziato o comunque irregolare.

Il modo più sicuro e semplice è quello di accedere al gratuito patrocinio. Difatti, le regole generali del patrocinio a spese dello Stato valgono anche nei confronti delle Commissioni tributarie (cioè quando il cittadino contesta un atto emesso dal fisco nei suoi confronti: per esempio, una cartella per il mancato pagamento di Irpef, Iva, Imposta sulla casa, sui rifiuti, ecc.) e ne chiede l’annullamento. E valgono anche per l’impugnazione di una cartella di Equitalia dinanzi al giudice ordinario, sezione lavoro e previdenza (per esempio in materia di oneri previdenziali) o al giudice di pace (per esempio per il mancato pagamento di una multa stradale).

La condizione per accedere al gratuito patrocinio è quella di possedere un reddito (per come risultate dall’ultima dichiarazione dei redditi Irpef) non superiore a euro 11.369. Si sommano tutti i redditi percepiti all’interno dello stesso nucleo familiare (coniuge, conviventi, ecc.).

Per accedere al gratuito patrocinio non c’è bisogno di spulciare in particolari elenchi o albi: in realtà, si tratta solo di una procedura che consente a qualsiasi avvocato – anche, quindi, al proprio avvocato di famiglia – di essere pagato dallo Stato e non dal contribuente. In questo modo, il cittadino non sarà tenuto a corrispondergli alcunché neanche a titolo di rimborso spese (e se dovesse essere richiesta una parcella a qualsiasi titolo, il legale potrà essere denunciato al proprio consiglio dell’ordine per comportamento contrario alla deontologia professionale). La procedura viene, di norma, formalizzata dall’avvocato.

Val la pena ricordare che dinanzi alle commissioni tributarie, però, possono difendere non solo gli avvocati, ma anche i commercialisti, i ragionieri e i periti commerciali.

Un secondo modo per difendersi è quello della difesa diretta. In buona sostanza, per tutte le cause entro un certo valore, il contribuente può difendersi personalmente, senza far ricorso a un avvocato.

In particolare, davanti al giudice di pace il limite massimo è di 1.100 euro.

Per le liti davanti alle commissioni tributarie il limite è fino a 2.582,28 euro, anche se concernenti atti impositivi dei comuni e degli altri enti locali: anche qui la parte interessata può difendersi da sola (ma, se si tratta di un avvocato, un commercialista, un ragioniere o un perito contabile, anche oltre tale valore).

Per valore della lite si intende l’importo del tributo, senza quindi calcolare interessi ed eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato.

Un terzo modo è quello di presentare una istanza in autotutela all’ente titolare del tributo. Facciamo un esempio: se la cartella di Equitalia viene notificata per omesso versamento dell’Irpef, l’istanza andrà presentata all’Agenzia delle Entrate; se invece si riferisce al mancato pagamento dei contributi, andrà inoltrata all’Inps, e così via.

L’istanza in autotutela altro non è che una banalissima richiesta rivolta all’amministrazione con cui, senza particolari formule o stilemi da rispettare, il contribuente manifesta le proprie ragioni e chiede l’annullamento dell’atto e lo sgravio della relativa cartella. L’eventuale accoglimento andrà poi comunicato a Equitalia. E poiché le amministrazioni tra loro “non parlano facilmente”, tale comunicazione sarà a cura dello stesso contribuente.

L’autotutela è certamente la via più semplice, immediata e a buon costo perché non comporta spese, è libera da forme, non richiede il pagamento di bolli o contributi unificati. Tuttavia ha un grosso handicap: non sospende i termini di opposizione contro la cartella. Con la conseguenza che, in caso di rigetto o mancata risposta (posto che il silenzio si considera come “rigetto”), senza che il contribuente, nel frattempo, si sia tutelato presso le sedi giudiziarie, la cartella sarà divenuta definitiva e, quindi, non più impugnabile. Il contribuente, in altre parole, non potrà più ricorrere al giudice, anche se il vizio della cartella è più che evidente. Per cui, restando senza difese, dovrà anche rassegnarsi a pagare o, in alternativa, a subire il pignoramento con la conseguente esecuzione forzata.

Il quarto modo è stato previsto solo di recente, con la legge finanziaria del 2013. In presenza di vizi palesi della cartella di Equitalia, quelli cioè che si possono evincere già in via documentale (per esempio: prescrizione della cartella, notifica a soggetto diverso dal destinatario, pagamento già avvenuto, cartella sospesa o annullata dal giudice o dall’autorità amministrativa), si può presentare una istanza direttamente a Equitalia con dei modelli ritirabili presso gli sportelli o scaricabili online. L’istanza sospende in automatico la cartella (per cui non subirete alcun pignoramento, ipoteca o fermo auto), ma non sospende anche i termini per fare ricorso al giudice (le conseguenze sono le stesse che abbiamo appena illustrato nel caso dell’autotutela).

Se entro 220 giorni Equitalia non vi darà risposta, la vostra istanza si considererà accolta e, quindi, potrete ritenere annullata la relativa cartella esattoriale (leggi: “Sospendere la cartella di Equitalia viziata“).

note

Autore immagine: 123rf com


3 Commenti

  1. SI PERO’ non conta l’isee ma quello che viene incassato quindi se io prendo tra me e la moglie 1000 mese pagando l’affitto di casa non mi rimane da vivere totale anche per 13 mesi sono 13.000euro circa quindi superuiore mentre l’isee sarebbe circa 9.900euro quindi mi dicono non ci rientro. allora mi domando ma chi ci rientra quelli che vivono sotto i ponti?

    1. Buongiorno o una cartella esattoriale di 7200 Euro più adesso mi anno messo un fermo per un auto che o venduto cosa si puo fare per poter sbloccarla grazie buongiorno

  2. salve io ho un vecchio debbito di oltre 100 milla euro con equitalia. sono commerciante ma da anni la mia attivita non va bene ho l’isee zero, come posso fare per un avvocatogratuito patrocinio ?

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