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Come modificare l’assegno di mantenimento del figlio minore riconosciuto

27 Aprile 2015 | Autore:
Come modificare l’assegno di mantenimento del figlio minore riconosciuto

Sintetica guida, ad uso di mamme e papà, sulle regole e sulle procedure per richiedere ed ottenere dal giudice la modifica dell’importo dell’assegno versato per i figli minorenni riconosciuti.

 

La legge italiana stabilisce che, a seguito del riconoscimento del figlio nato fuori dal matrimonio, il padre si assume verso di lui tutti gli obblighi previsti in caso di figli nati nel matrimonio, ivi compreso quello del mantenimento [1].

L’obbligo di mantenimento non consiste solo nel corrispondere in favore del minore una somma di danaro, ma anche nel dovere di assisterlo nella sua crescita e nel suo sviluppo fisico e psichico.

L’obbligo, così definito, al mantenimento persisterà fino al momento in cui il ragazzo o la ragazza non sarà in grado di provvedere da solo a se stesso.

Qualunque sia il momento in cui il figlio viene riconosciuto, il padre sarà comunque tenuto a corrispondergli il mantenimento fin dal momento della nascita e non dal giorno in cui avviene il riconoscimento.

 

In linea generale, poi, la legge [2] stabilisce che ciascuno dei genitori deve provvedere al mantenimento in proporzione al proprio reddito.

Ma se uno dei genitori perde il lavoro? Dovrà comunque corrispondere l’assegno di mantenimento?

La risposta è offerta da una sentenza della Cassazione [3] secondo la quale un mutamento delle condizioni economiche dei genitori può influire sull’importo dell’assegno di mantenimento.

Perciò in presenza di un peggioramento delle condizioni economiche, il genitore che non trovi un accordo con il proprio compagno sulla riduzione dell’assegno, farebbe bene a presentare domanda giudiziale, per il tramite di un legale di fiducia, con cui chiedere la revisione dell’ammontare dell’assegno di mantenimento.

Ovviamente la domanda dovrà essere corredata da ogni utile elemento che provi la veridicità del peggioramento delle condizioni economiche alla base della richiesta di revisione al ribasso dell’ammontare dell’assegno di mantenimento.

Un cenno finale alla normativa penale [4], che disciplina la violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Con questa norma si vuole tutelare anche penalmente il minore allo scopo di garantirgli tutte le necessarie risorse per assicurargli i mezzi di sussistenza e quello che sia indispensabile per vivere dignitosamente.

Per evitare di essere incriminati ai sensi di questa norma, il padre (o la madre) dovrà dimostrare non solo di attraversare un momento di difficoltà economia, ma di versare in una condizione di incapacità assoluta ed incolpevole che gli impedisca di versare il mantenimento cui è tenuto.

Pertanto, e per finire, un eventuale stato di disoccupazione di un genitore – tenuto in base ad un provvedimento giudiziale al pagamento di un assegno di mantenimento per il figlio minore – non libera automaticamente dagli obblighi di assistenza previsti dalla norma penale citata.

Per liberarsi da tali obblighi di assistenza, invece, il genitore dovrà provare in modo preciso la sua assoluta impossibilità di adempiere e non sarà mai sufficiente affermare solamente di aver perso il lavoro o di versare in difficoltà economiche, anche impreviste ed imprevedibili.


note

[1] Artt. 147 e 148 cod. civ.

[2] Art. 155 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 20064 del 30.09.2011.

[4] Art. 570 cod. pen.

Autore immagine: 123rf com


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