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La firma del lavoratore sulla busta paga non prova il pagamento

27 Aprile 2015 | Autore:
La firma del lavoratore sulla busta paga non prova il pagamento

La sottoscrizione “per ricevuta” apposta dal lavoratore sulla busta paga non implica, in maniera univoca, l’effettivo pagamento della somma indicata non avendo efficacia di quietanza.

Il datore di lavoro è tenuto per legge [1] a consegnare ogni mese al lavoratore un prospetto paga indicante tutti gli elementi della retribuzione che gli spetta, le varie trattenute fiscali e previdenziali, l’importo della retribuzione lorda e netta che gli dovrà pagare.

Ciò, da un lato, per consentire al lavoratore di conoscere esattamente le diverse componenti del suo stipendio, dall’altro, per consentirgli di controllare la correttezza dei conteggi e dei pagamenti aziendali che lo riguardano.

Al momento della consegna della busta paga al lavoratore generalmente verrà chiesto di firmarne una copia.

Tale sottoscrizione ha però solo un valore di prova circa l’avvenuta consegna del cedolino paga, non anche dell’avvenuto pagamento degli importi in esso indicati.

Si tratta infatti di una semplice sottoscrizione “per ricevuta”, nonostante la quale, in caso di mancato pagamento della retribuzione, il lavoratore ben potrà agire nei confronti dell’azienda per ottenere il pagamento di quanto gli spetta.

La firma della busta paga dimostra infatti solo che essa è stata regolarmente consegnata al dipendente, mentre la prova del relativo pagamento è a totale carico del datore di lavoro.

Perché la firma del lavoratore, apposta sulla busta paga, abbia l’effetto di provare anche l’avvenuto pagamento sarà necessario che essa sia preceduta dalla dicitura “per quietanza”, o formula analoga. La sottoscrizione per quietanza, infatti, ha lo stesso valore di una ricevuta di pagamento e libera l’azienda dal proprio debito nei confronti del lavoratore.


note

[1] Art. 1 della legge 5 gennaio 1953, n. 4.


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13 Commenti

  1. non e’ vero’.-…il dipendente nonostante firma per ricevuta puo’ ben dire di non aver mai avuto nulla fin quando non si consegna tramite assegno o bonifico…
    ecco perche’ in italia e’ un tumore maligno…il dipendente.

  2. Appunto, se c’è solo una firma “per ricevuta” e null’altro il dipendente ben può dire di non aver ricevuto nulla. Se c’è un assegno o un bonifico il pagamento è tracciabile, quindi certo il lavoratore non potrà negare l’avvenuto pagamento. Legga bene, perché l’articolo dice quello che afferma Lei!

  3. Sig.ra Valentina, il sig. Gennaro intendeva un’altra cosa… e cioè che anche se la firma c’è, ed è per ricevuta, comunque si può contestare in ipotetico mancato pagamento nella realtà…legga bene

  4. il cancro del nostro paese sono i datori di lavoro che sfruttano “le genti ” sicuri della giurisprudenza in materia del lavoro aiutati dai loro grassi commercialisti. Ma queste leggi sul lavoro non le abbiamo votate noi !!!!! il vincolo dei pagameni tracciabili sopra i 1000 euro è giusto… ma se lo introducessero anche non dico a tutte le transazioni commerciali sotto i 1000 ma almeno solo ai pagamenti degli stipendi, ma si vede che qualcuno lo avrà proposto ma subito bocciato. chiedetevi il perché!? perché un lavoratore che percepirà 900 euro avrà banconote e uno da 1100 un bonifico?! così è troppo facile fottere il sistema, lo stato incoraggia ancora i furbi!!!

  5. quindi se il datore di lavoro costringe a firmare la busta paga per ricevuta e quietanza risulta apposto anche se fà i bonifici di importo inferiore? perchè con quella firma sulla busta paga risulta che ha dato la differenza.
    Ancora si fanno queste cose purtroppo…..

  6. Salve ho lavorato per 3 anni in nero dopo di che la società si è divisa e dal maggio 2014 a novembre 2015 sono stato assunto
    Da maggio a ottobre2014 tutto bene buste paghe e bonifici puntuali.
    Ma da novembre 2014 ho percepito solo bonifici di 500 euro avendo un busta da 1400 scarsi fino a novembre 2105.
    Quindi avendo moglie e figlio non c’è lo fatta più e ho chiesto il resto degli stipendi non avendo visto e firmato buste paghe da 1 anno e il datore mi ha risposto con il licenziamento. ….
    VORREI SAPERE COME FACCIO A RECUPERARE GLI STIPENDI AVANZATI
    N.B Non ho mai firmato buste paghe per quietanza da 1 anno
    In attesa cordiali saluti

  7. Sig. d’Addabbo deve rivolgersi ad un legale che agirà per farle avere quanto dovuto con una ingiunzione di pagamento alla società per la quale lavorava.
    Inoltre non so per quale motivo sia stato licenziato, ma dovrebbe valutare (o fa valutare a chi di dovere) la legittimità del suo licenziamento.
    vada da un avvocato che conosca il diritto del lavoro e faccia valere i suoi diritti.
    in bocca al lupo

  8. salve, sono una dipendente con contratto a termine di tre mesi, la cooperativa è in una situazione di crisi, anzi quasi fallimento e ad oggi è stata consegnata la busta paga di dicembre (ovviamente con tutte le ore mensili ma non ci viene chiesto di firmarne una copia) con avvenuta retribuzione solo del 70 %, in questi casi l’ azienda è obbligata a pagarci la restante parte visto che è stata emessa la busta paga? e così anche per i mesi successivi?

  9. Sbaglio o in ogni caso ci vuole la tracciabilita’, sia con la dicitura per quietanza o meno. Se uno non paga il lavoratore ma ha la busta paga firmata x consegna, all’insaputa scrive su ” per quietanza” ed il lavoratore non ha ricevuto nulla.

  10. salve,volevo un consiglio ho lavorato 7 anni in austria,non ho mai firmato buste paghe pagamenti sempre in contanti,,vorrei sapere se posso fare qualcosa per avere liquidazione ke non ho mai avuto ,premetto ke si sono comportati malissimo non rispettando patti , grazie

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