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Sfruttare l’errore nella tabella millesimale è indebito arricchimento

28 Aprile 2015
Sfruttare l’errore nella tabella millesimale è indebito arricchimento

Rimborsi anche per i lavori passati e già pagati: inutile invocare la buona fede.

Si arricchisce indebitamente il condomino che, sfruttando un errore nella tabella millesimale del condominio, non paga, o paga meno, di quanto dovrebbe invece fare per i lavori sull’edificio. Egli, infatti, ottiene, in tal modo, un vantaggio (quello, per esempio, del rifacimento della proprietà comune) a fronte di un ridotto sforzo economico. In questi casi, dunque, il condominio può procedere nei suoi confronti per “indebito arricchimento[1] e ottenere il rimborso di quanto doveva, in realtà, essere pagato sin dall’origine.

Sfruttare gli errori della tabella millesimale non paga. Né ci si può ancorare alla propria buona fede, essendosi fatto affidamento su quanto riportato nei calcoli del costruttore o del regolamento condominiale: prima o poi, infatti, arriva il momento di fare i conti, con effetto “retroattivo”. A dirlo è una recente sentenza della Cassazione [2].

La vicenda

Il caso deciso dalla Suprema Corte è “estremo”: alcuni lavori condominiali erano stati, come da regolamento, ripartiti in base alle tabelle millesimali, che però a causa di un errore non contemplavano uno degli immobili danneggiati. Ciò ha fatto sì che il proprietario di quell’appartamento, pur giovandosi dei lavori, non abbia sborsato un euro.
Il principio enucleato, in questo caso, dalla Cassazione si può adattare anche alle ipotesi intermedie, quando cioè, l’errore procura una errata ripartizione delle spese, facendo pagare di più ad alcuni rispetto ad altri solo per effetto di una svista aritmetica.

La sentenza

Tutte le volte in cui un’errata tabella millesimale comporti, per uno dei condomini, un risparmio sulla spesa deliberata dall’assemblea, che così viene sostenuta dagli altri condomini in misura maggiore del dovuto, l’amministratore è autorizzato ad agire per indebito arricchimento nei confronti dell’avvantaggiato. Si tratta di un’azione civile volta a ripristinare l’uguaglianza di trattamento tra le parti in questione. Non pagando i lavori, infatti, il condomino infatti si arricchisce ingiustamente ai danni degli altri proprietari.


note

[1] Art. 2041 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 5690 del 10.03.2011.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Ma quando è l’amministratore condominiale a crere/generare questo errore per una sua incompetenza/incapacità di calcolo, di chi è la colpa?

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