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Stranieri irregolari: il carcere è illegittimo

29 Aprile 2015
Stranieri irregolari: il carcere è illegittimo

L’Avvocato generale della Corte di Giustizia UE: la disciplina comunitaria non prevede la reclusione che, peraltro, contrasta con il fine di rimpatriare lo straniero.

In un momento in cui il problema degli immigrati clandestini ha toccato il picco della problematicità, ad alimentare la polemica sarà certamente l’imminente sentenza della Corte di Giustizia UE [1] per la quale si è appena pronunciato l’Avvocato generale, ipotecando un risultato a noi tutt’altro che favorevole. Sarebbe, infatti, illegittima la nostra legge che prevede la detenzione per i clandestini. Ma procediamo con ordine.

Ci lamentiamo del fatto che l’Europa non sostenga il nostro Stato dall’emergenza degli ingressi non autorizzati provenienti sulle coste di Lampedusa e della Sicilia; ci dichiariamo fermi sostenitori delle politiche di uguaglianza e solidarietà nei confronti dei perseguitati, che scappano dai limitrofi Stati per causa del terrorismo, dei regimi totalitari e dalla povertà. Ma, in realtà, la nostra legge [2] è tutt’altro che clemente. La normativa italiana sull’immigrazione, a detta dell’Avvocato generale presso la Corte di Lussemburgo, sarebbe in contrasto con la direttiva europea sul rimpatri dei cittadini extracomunitari laddove prevede la reclusione di un cittadino di un Paese terzo in una situazione di irregolarità.

La vicenda che ha portato il Tribunale di Firenze a coinvolgere la Corte di Giustizia è quella di un cittadino albanese che, espulso nel 2012, in realtà era rimasto sul suolo italiano e, quindi, era stato arrestato per il reato di reingresso clandestino. Ma secondo l’Avvocato generale, la misura della detenzione è in contrasto con la normativa comunitaria. Infatti, se il vero obiettivo della legge deve essere quello di far cessare il soggiorno irregolare, è ovvio che la detenzione blocca la realizzazione di tale obiettivo perché “costringe” il colpevole a rimanere nel nostro Paese. Di qui la conclusione che la reclusione è contraria alla direttiva UE che, inoltre, non prevede tale pena come sanzione penale per il soggiorno irregolare.

Se le conclusioni venissero accolte, il legislatore italiano dovrebbe nuovamente modificare la disciplina interna [2].


note

[1] G. Giust. UE causa C-290/14.

[2] D.lgs. n. 286/1998.

Autore immagine: vesuviolive. it – L’immagine non è collegata alla vicenda giudiziaria


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