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Deduzione IRAP lavoratori stagionali: ecco come funziona

20 Maggio 2016
Deduzione IRAP lavoratori stagionali: ecco come funziona

La deduzione è ammessa anche per i contratti che sono iniziati nel 2015: ecco come funzionano le agevolazioni fiscali. 

Con la sua ultima circolare l’Agenzia delle entrate presenta numerose novità interpretative relativamente ad IRES, IRAP e IRPEF. Una di queste, tra le più rilevanti per le imprese (in ragione dell’arrivo della stagione estiva) consiste nella possibilità di deduzione dell’Irap del 70% dei costi sostenuti in relazione ai lavoratori stagionali impiegati per almeno 120 giorni nell’arco di due periodi d’imposta successivi. Essa è riconosciuta anche se tali periodi ultimi non sono consecutivi e soltanto se si tratta di giornate di effettivo impiego e non di assunzione formale.

Essendo tale beneficio applicabile a partire da quest’anno (gennaio 2016) è possibile ai fini della deduzione tener conto anche dei contratti stipulati nel corso del 2015.

Ma andiamo con ordine.

Lavoratori stagionali: come funziona la deduzione IRAP 2015 – 2016

La Legge di stabilità 2015 [1], aveva introdotto per le aziende la possibilità di dedurre dalla base imponibile dell’Irap la differenza tra il costo complessivo del personale dipendente assunto con contratto a tempo indeterminato e le deduzioni già spettanti.

Questa previsione di fatto penalizzava le imprese che fanno regolare ricorso al lavoro stagionale, dunque principalmente quelle relative al comparto turistico. L’interpretazione limitativa era stata confermata allora anche dall’Agenzia delle entrate che aveva escluso che rapporti di lavoro regolati a tempo determinato dessero diritto all’applicazione della misura di favore.

La Legge di Stabilità 2016 [2]  ha adesso ampliato la portata della norma, disponendo che la deduzione è ammessa “altresì, nei limiti del 70% della differenza ivi prevista, calcolata per ogni lavoratore stagionale impiegato per almeno centoventi giorni per due periodi d’imposta, a decorrere dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro nell’arco temporale di due anni a partire dalla data di cessazione del precedente contratto”.

Nella sua ultima circolare l’Agenzia stabilisce quanto segue:

  • la deduzione spetta in relazione ai lavoratori assunti con contratto a tempo determinato per lo svolgimento di attività stagionali ricorrenti [3];
  • l’impiego degli stessi può avvenire per almeno 120 giorni nell’arco di due periodi d’imposta «anche non consecutivi», a partire dal secondo contratto stipulato col medesimo datore di lavoro “entro il secondo anno successivo alla data di cessazione del primo contratto utile ai fini del computo dei giorni lavorativi richiesti“; in sede di calcolo vanno considerate le giornate “di effettivo impiego (e non di formale assunzione), computando anche la prestazione relativa al primo contratto di lavoro“;
  • la percentuale del 70% si applica ai costi sostenuti, calcolati al netto delle deduzioni già spettanti per i lavoratori in esame;
  • il beneficio è applicabile a partire dal 1° gennaio 2016. Può, quindi, fruire, ad esempio, della deduzione un’impresa che, dopo aver assunto per la prima volta un lavoratore stagionale nel 2015, lo assume di nuovo nel 2016; la deduzione è riconosciuta soltanto in relazione al secondo rapporto di lavoro e potrebbe spettare in relazione anche a “un terzo contratto stipulato entro due anni dalla cessazione del secondo, a condizione che i giorni di impiego risultino almeno pari a 120 giorni, considerando anche quelli afferenti al secondo contratto“.

note

[1] L. 190/2014

[2] L. 208/2015, art. 1, c.73

[3] di cui all’elenco del Dpr 1525/1963 e ai contratti collettivi


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