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Diffida INPS per contributi non versati: come pagare

30 Aprile 2015
Diffida INPS per contributi non versati: come pagare

Il pagamento dei contributi INPS, sollecitato tramite diffida, deve essere pagato tramite modello F24 oppure agli sportelli Equitalia?

Il pagamento dei contributi non versati, oggetto di diffida da parte dell’INPS, può avvenire in due diverse modalità, a seconda dello stato della pratica di recupero delle somme da parte dell’amministrazione.

Il versamento deve essere effettuato tramite compilazione del modello F24 per i debiti ancora in gestione presso l’INPS.

Invece i debiti già iscritti a ruolo per la riscossione presso Equitalia devono essere pagati direttamente presso gli sportelli dell’agente della riscossione, ovvero tramite modello F35.

Purtroppo le diffide inviate dall’INPS non sono molto chiare nella distinzione tra debiti iscritti e non iscritti a ruolo.

Se non risulta alcuna indicazione di cartella o avviso di addebito, si dovrebbe dedurre che tutti i debiti in diffida non siano ancora stati iscritti a ruolo, sicché andranno interamente versati tramite modello F24 i cui estremi (codice sede, causale contributo e matricola) sono indicati nella diffida stessa.

Infatti, qualora l’INPS attivi la procedura di riscossione del credito, deve notificare preventivamente un avviso di addebito [1].

Ad ogni buon conto, è sempre consigliabile verificare la propria posizione debitoria nei confronti di Equitalia prima di procedere al pagamento del modello F24.

Tale verifica potrà essere eseguita presso gli uffici di Equitalia, ovvero tramite il servizio di estratto conto online disponibile presso il portale dell’agente della riscossione.

Nell’eventualità che alcuni dei debiti oggetto di diffida da parte dell’INPS dovessero essere già in gestione presso Equitalia, é necessario farsi comunicare gli estremi del ruolo e i codici da inserire nel modello F35 da utilizzare per il pagamento.

Una volta provveduto al pagamento, occorre recarsi presso la sede INPS competente con l’attestazione dell’avvenuto versamento.

Anche la comunicazione dell’avvenuto versamento deve avvenire entro tre mesi dal ricevimento della diffida, poiché una comunicazione tardiva, pur a seguito di un pagamento tempestivo, non impedisce all’INPS di denunciare l’omesso versamento all’Autorità giudiziaria.


note

[1] Art. 30 D.L. n. 78/2010.

Autore immagine: 123rf com


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