Expo 2015: Storia e aneddoti dell’Esposizione Universale

30 Aprile 2015 | Autore:
Expo 2015: Storia e aneddoti dell’Esposizione Universale

Il primo maggio è la data di inaugurazione ufficiale dell’Esposizione Universale di Milano 2015, detta anche Expo che, nonostante polemiche e ritardi sui lavori, ha alle spalle una lunga storia che ha lasciato ricordi e simboli entrati nella vita di ogni giorno.

Ci siamo. A prescindere dal completamento degli ultimi lavori ai padiglioni, domani 1° maggio 2015 prenderà il via a Milano Expo 2015, ossia l’Esposizione Universale che quest’anno vede il capoluogo lombardo e l’Italia come città e Paese ospitante.

Come ogni Esposizione precedente anche quella italiana ha un tema dominante che per Milano è “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Durerà un semetre, dal primo maggio al 31 ottobre 2015 e, per la prima volta nella storia, i vari Paesi non saranno raggruppati per criteri geografici ma per temi. A questa edizione parteciperanno 145 Nazioni, tre Organizzazioni Internazionali (ONU, Unione Europea e Comunità Caraibica) nonché tredici organizzazioni non governative. Per l’evento sono stati costruiti 80 padiglioni su 110 ettari di terreno nell’area della Fiera di Rho nei pressi di Milano.

Il prezzo medio dei biglietti si attesta intorno ai 32 Euro ma le tariffe variano a seconda delle fasce di età e della modalità di entrata.

L’Esposizione Universale si svolge ogni cinque anni e dura sei mesi. Non si tratta di una più tradizionale fiera perché non ha carattere commerciale, dovrebbe invece servire a promuovere un tema d’interesse generale con particolare riguardo all’innovazione e alla tecnologia.

Vi partecipano i Paesi e le organizzazioni che lo richiedono ma sono ammesse anche le aziende e le organizzazioni della società civile.

L’organizzazione

L’evento è organizzato e gestito dal BIE, acronimo francese che significa Bureau international des expositions (in italiano “Ufficio internazionale delle esposizioni”), un’organizzazione intergovernativa creata nel 1928 tramite apposita convenzione, cui partecipano attualmente 168 Paesi di tutti i continenti. Ad essa sono demandati i compiti di regolare la frequenza delle Esposizioni, la loro regolamentazione con rispetto delle leggi internazionali garantendone al contempo la qualità. Qualsiasi Paese può entrare a far parte del BIE a patto di sottoscriverne la convenzione e i successivi protocolli.

Attualmente possono far parte del BIE i Paesi membri dell’ONU, della Corte Internazionale di Giustizia, di una delle istituzioni specializzate delle Nazioni Unite o dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica; la richiesta di adesione deve essere inviata al Governo della Repubblica Francese e la relativa approvazione deve essere votata dalla maggioranza dei due terzi dell’Assemblea Generale del BIE.

Esposizione Universale ed Esposizione Internazionale

Attualmente, l’ultimo protocollo sottoscritto risalente al 1988 prevede due tipi di Esposizioni: la prima, detta registrata o mondiale ma più comunemente conosciuta come “Universale”, si tiene ogni cinque anni su di un tema generale, ha durata massima di sei mesi e prevede la costruzione dei padiglioni da parte dei partecipanti su di un’area le cui dimensioni sono lasciate libere; la seconda invece, detta “Internazionale” si tiene su argomento più specifico in un periodo di tempo massimo di tre mesi collocato nell’intervallo fra due Esposizioni Universali, l’area su cui si svolge l’evento deve essere di massimo 25 ettari e la costruzione dei padiglioni è a carico degli organizzatori.

Candidarsi per l’Esposizione Universale

Più in generale, ogni paese organizzatore di una Esposizione Universale deve attendere almeno quindici anni prima prima di poterla ospitare nuovamente. La candidatura si presenta al BIE al massimo nove anni prima dell’anno in cui è pianificata una Esposizione Universale e minimo sei anni prima; se si vuole organizzare un’esposizione internazionale invece occorre presentare la candidatura minimo cinque anni prima e massimo sei.

Una volta presentata una candidatura da parte di un Paese altre Nazioni possono avanzare candidature alternative entro sei mesi di tempo.

Un po’ di storia delle Esposizioni Universali

La prima Esposizione Universale in senso assoluto si tenne a Londra nel 1851 ed ebbe a tema “L’industria in tutte le Nazioni”. L’Italia, che ancora non era soggetto politico unitario, vi partecipò con il Granducato di Toscana e con lo Stato Pontificio. L’Esposizione, per cui fu costruito appositamente il Crystal Palace (successivamente distrutto in un incendio nel 1936), ebbe più di sei milioni di visitatori e il suo ricavato permise l’inizio dei lavori di costruzione del Victoria & Albert Museum, del Museo della Scienza e del Museo di Storia Naturale di Londra.

La prima Esposizione organizzata oltre oceano fu quella del 1876, tenutasi a Philadelphia, negli Stati Uniti usciti da poco più di un decennio dalla sanguinosa guerra di secessione e con tema la celebrazione del centenario dell’indipendenza americana e della dichiarazione del 4 luglio 1776. Quell’edizione passò alla storia, fra l’altro, anche per la presentazione al grande pubblico del ketchup.

L’Esposizione più famosa di tutti i tempi è ritenuta invece quella del 1889, organizzata a Parigi in Francia, per la quale fu costruito un monumento in ferro alto 324 metri che doveva essere smontato dopo la manifestazione ma che, ancora oggi, è il simbolo della città: la Tour Eiffel. In quell’edizione si segnalò anche lo spettacolo di Buffalo Bill nel quale compare il leggendario capo indiano Sioux Toro Seduto, Calamity Jane e Alce Nero.

Nel 1906 tocca invece per la prima volta all’Italia, sempre con Milano, organizzare un’Esposizione dedicata ai trasporti con tanto di padiglione aereonautico e visitata da oltre cinque milioni di turisti. Di quell’edizione, nella quale si celebrò l’apertura del traforo del Sempione che permetteva il collegamento diretto in treno tra Milano e Parigi, sono rimaste alcune eredità ancora oggi visibili: il parco Sempione e l’acquario civico.

Anche altre Esposizioni hanno avuto i loro monumenti poi rimasti a simboleggiare le città ospitanti e meta di turisti ancora oggi: nel 1958 Bruxelles ospitò l’edizione avente a oggetto la “Valutazione del Mondo per un mondo più umano” il cui simbolo fu l’Atomium, una costruzione in acciaio che rappresenta i nove atomi di un cristallo di ferro ancora oggi in piedi e icona della città; nel 1962 invece fu la volta di Seattle, negli Stati Uniti, che costruì una torre di 184 metri di altezza denominata Space Needle e che ancora oggi caratterizza lo skyline della città.

La prima esposizione asiatica si svolge invece in Giappone, a Osaka, nel 1970 ed ebbe a tema il “Progresso e Armonia per l’Umanità”. All’Oceania invece toccò addirittura nel secolo precedente, col l’Esposizione del 1880 a Melbourne avente a oggetto “Arti, manufatti, prodotti industriali e agricoli di ogni Nazione”.

Prima dell’attuale Expo 2015 l’Italia è stata sede di un’Esposizione Internazionale a Torino, nel 1911, avente a oggetto “Industria e Lavoro” e ospitata al Parco del Valentino nonché di cinque Esposizioni Specializzate: nel 1953 a Roma sull’agricoltura, nel 1954 a Napoli sulla navigazione, nel 1955 nuovamente a Torino sullo Sport, nel 1961 sempre a Torino per il Centenario dell’Unità d’Italia e nel 1992, a Genova, per celebrare Cristoforo Colombo – La nave e il mare in contemporanea all’Esposizione Universale sempre tenutasi in quell’anno a Siviglia, in Spagna.

L’ultima esposizione universale in ordine di tempo è stata organizzata nel 2010 a Shangai nella Repubblica Popolare Cinese, dal tema “Città migliore, vita migliore”, edizione che detiene il record di visitatori (più di 73 milioni) mentre la prossima verrà tenuta a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, nel 2020 col tema “Connettere le menti, creare il futuro”.

Da segnalarsi l’edizione dell’Esposizione Universale 2000, organizzata ad Hannover, Germania, che vide la grande assenza degli Stati Uniti, non presenti con un proprio padiglione, assieme ad altri paesi come Cile, Perù, Afghanistan, Algeria ed Egitto.


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