Bocciata la Riforma Fornero, 5 miliardi di Euro da restituire ai pensionati

30 Aprile 2015 | Autore:
Bocciata la Riforma Fornero, 5 miliardi di Euro da restituire ai pensionati

La Consulta dichiara incostituzionale il blocco dell’adeguamento delle pensioni al costo della vita.

Che il Decreto Salva Italia [1], meglio noto come Riforma delle Pensioni Monti-Fornero, abbia non solo prodotto seri pregiudizi nelle tasche degli italiani, ma creato veri e propri drammi sociali di massa, non è una novità.

Ciò che sta cambiando, in questi ultimi mesi, è la posizione di Governo e Parlamento, nei confronti di tale normativa: ci si è, finalmente, resi conto che, sebbene il Salva-Italia abbia prodotto risparmi nell’immediato, con le sue ripercussioni ha anche cagionato, nel tempo, danni all’Erario. Salvaguardie, sussidi straordinari a sostegno del reddito, sono infatti la contropartita delle entrate statali generate repentinamente dalla Riforma: continuando così, nel lungo periodo, le uscite supereranno di gran lunga i benefici. Ecco, che, allora, si riesce a comprendere il mutamento del punto di vista dei nostri governanti, che stanno studiando, attualmente, una nuova normativa previdenziale, con parametri più elastici, ma che non comporti ingenti esborsi. Il tutto, sotto l’occhio vigile della Ragioneria dello Stato, che, nonostante già conosca gli effetti negativi delle politiche che creano guadagni repentini e perdite nel lungo periodo, continua sulla stessa linea, del tutto priva di lungimiranza.

Ed è proprio l’assenza di prospettive, nell’elaborazione delle leggi, che è stata la causa della sentenza odierna della Corte Costituzionale [2]: si tratta di una disposizione che inciderà non poco nelle casse erariali, poiché causerà un esborso di circa 5 miliardi di Euro.

La sentenza, difatti, cassa la Riforma Monti-Fornero, nella parte [3] in cui aveva disposto, per gli anni 2012 e 2013, il blocco dell’adeguamento delle pensioni al costo della vita, per quegli assegni che superavano di 3 volte il trattamento minimo: poiché riguardo al 2012 l’impatto stimato, cagionato da questa norma, si aggira intorno ai 2 miliardi di Euro (1,8, per la precisione), e per il 2013 sale addirittura a 3 miliardi, si arriva, appunto, ad un danno erariale vicino ai 5 miliardi.

Tale articolo era stato inserito con una motivazione, secondo la Corte, troppo vaga, poiché invocava esigenze finanziarie non chiaramente illustrate: la ratio è apparsa, dunque, troppo debole per poter incidere sul potere d’acquisto degli assegni pensionistici , e, conseguentemente, sul diritto ad una prestazione previdenziale adeguata

La decisione era attesa da tempo, poiché diversi enti, già dal 2013, avevano sollevato la questione d’illegittimità costituzionale, tra cui il Tribunale di Palermo e la Corte dei Conti.

La Consulta ha dunque confermato quanto già prospettato, ovvero l’esiguità delle motivazioni del decreto, in confronto agli effetti pesantissimi per i pensionati. Le conseguenze risultano ancora più gravi, poi, se si considera che, per le modalità con cui opera la perequazione, ogni perdita del potere d’acquisto si considera definitiva. Pertanto, le successive rivalutazioni sono calcolate sull’ultimo importo nominale, ridotto dalla normativa, e non sull’ammontare originario.

La Corte ha poi evidenziato, nel dettaglio, gli aspetti d’incostituzionalità del decreto: sono stati, difatti, violati, sia la proporzionalità del trattamento di quiescenza, poiché esso è da equipararsi alla retribuzione, da considerare, nello specifico, come differita [4] sia la sua adeguatezza [5] . Poiché la pensione è da intendersi, implicitamente, come espressione dei principi di solidarietà ed uguaglianza, la norma viola, in aggiunta, seppure indirettamente, il secondo ed il terzo articolo della Costituzione.

In conclusione, la pronuncia della Consulta produrrà senz’altro degli effetti notevoli, ma non risulta affatto sproporzionata o ingiustificata, date le disposizioni fondamentali calpestate dalla Riforma: era, difatti, preciso compito degli autori del Decreto valutarne non solo l’impatto economico, ma anche , e soprattutto, i profili di costituzionalità.

PER LEGGERE LA SENTENZA VAI SUIncostituzionale la Riforma Fornero sul blocco pensioni: la sentenza


note

[1] D.L. 201/2011.

[2] C.Cost . sent. n. 70 del 30/04/2015.

[3] Art. 24, Co.5, D.L. n. 201 del 2011.

[4] Art. 36 Cost.

[5] Art. 38 Cost.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. Buon giorno. Sono un pensionato e non conosco tutto della burocrazia. Mi domando se questi signori che hanno causato tutto questo non possano essere denunciati e allontanati dal mondo della politica in modo di garantire che non possano più creare danni agli italiani?.
    Grazie per i vostri aggiornamenti giornalieri su temi che interessano tutti i cittadini italiani.

  2. Finalmente un po’ di giustizia………
    quello che non capisco e’ perche’ vengono erogate pensioni con cifre sproporzionate
    a persone che continuano a lavorare fornendo consulenze private allo Stato o privati.
    Un maggiore equilibrio grazie ad un capillare controllo oltre che creare nuovi posti di lavoro penso servirebbe nel tempo a regolarizzare la situazione.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube