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Editoriali Incostituzionalità Riforma Pensioni, rischio bocciatura del Salva Italia

Editoriali Pubblicato il 3 maggio 2015

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> Editoriali Pubblicato il 3 maggio 2015

Dopo la dichiarazione d’incostituzionalità per la Riforma Fornero, nel blocco delle pensioni, si prospetta l’ipotesi di un completo annullamento del Decreto Salva Italia.

  La Riforma Previdenziale del 2011 [1], causa di un diffuso malcontento e di vere e proprie emergenze sociali, complice la crisi, ha subìto, in questi giorni, un duro colpo alle sue fondamenta. Tre giorni fa, infatti, e precisamente il 30 aprile, è stata depositata una sentenza della Corte Costituzionale [2] che ne annulla una parte consistente [3] ossia quella in cui era stato stabilito il blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni (vale a dire, il loro adeguamento al costo della vita): la decisione appare rivoluzionaria, nel suo genere, poiché comporta la restituzione di ben 5 miliardi di Euro ai pensionati ingiustamente danneggiati.

Non sono molte, in effetti, le sentenze che causino esborsi notevoli alle casse erariali, poiché, alla legittimità, si contrappongono le esigenze economiche statali, a torto o a ragione.   In questo caso, ad ogni modo, i profili d’incostituzionalità sollevati già da tempo da diversi tribunali e dalla Corte dei Conti, esistono appieno e risultano i seguenti:

– l’articolo del Salva Italia aveva, innanzitutto, una motivazione insufficiente, a parere della Corte, poiché si basava su esigenze finanziarie non illustrate nel dettaglio: una giustificazione troppo vaga non è legittimata ad influire sul potere d’acquisto delle pensioni , e, dunque, sul fondamentale diritto ad una prestazione previdenziale adeguata alle esigenze vitali quotidiane;

– la norma, pertanto, viola sia la proporzionalità dell’assegno pensionistico, poiché deve essere assimilato, da questo punto di vista, alla retribuzione [4] sia la sua adeguatezza [5], che i principi di solidarietà ed uguaglianza, dei quali la pensione è considerata espressione fondamentale.

Osservando tali notevoli violazioni, e riflettendo non solo sull’articolo incriminato, ma sull’intera Riforma Previdenziale, ci accorgiamo che le stesse considerazioni d’incostituzionalità possono essere fatte su tante altre disposizioni della normativa, minandone l’intero apparato.

Ci si domanda, infatti, quanto sia rispettosa della Costituzione una Legge che stabilisce un’età pensionabile avanzata, con adeguamenti alla speranza di vita eccessivamente rigidi: non solo perché si costringe un soggetto a lavorare ad oltranza, in condizioni di salute, molto probabilmente, precarie , ma anche perché, con l’avvento della crisi economica, queste persone sono le prime ad essere espulse dal mercato del lavoro, col rischio di ritrovarsi, dunque, senza stipendio, né pensione.

Non sono state previste, inoltre, dal Decreto Salva Italia, né misure sufficienti a rendere appetibile l’assunzione di over 50-55, né misure di flessibilità adeguate, che consentano la permanenza al lavoro di questi soggetti, offrendo loro più tempo libero, senza eccessiva riduzione della retribuzione.   L’aver lasciato i lavoratori anziani privi di tutela collide, dunque, in maniera inequivocabile con la nostra Carta Costituzionale, riguardo a tutti i profili già analizzati: semplici esigenze finanziarie, inadeguatamente motivate, non bastano, pertanto, a giustificare il fatto di aver minato le basi della sicurezza sociale.

Nemmeno può essere utile, a difesa della Riforma, chiamare in causa l’Europa: in primis, poiché le normative europee non stabiliscono un’età pensionabile unica, non entrando nel merito delle singole legislazioni; in secondo luogo, perché, se osserviamo le tabelle con le proiezioni delle età pensionabili nei vari Paesi europei, non al 2015, ma addirittura al 2020, ci accorgiamo che è l’Italia lo Stato con i parametri più severi.

Nel 2020, per pensionarsi, un cittadino italiano dovrà aver compiuto 66 anni e 11 mesi, che salteranno a 67 più 2 mesi nel 2021, contro una media di 64,03 anni; molti Paesi, peraltro, prevedono età pensionabili flessibili, che partono dai 60 ai 62 anni.   I nostri governanti, comunque, hanno preso atto della caducità del Salva Italia, e stanno già correndo ai ripari: mai come in questi giorni, infatti, il dibattito sulle pensioni è stato tanto acceso.

Diversi disegni di legge sono già stati depositati, e moltissime sono le idee di una nuova riforma: dal collocamento a riposo con minimo 62 anni d’età e 35 di contributi, dall’assegno per tutti gli over 55 disoccupati, sino all’età per il trattamento di vecchiaia, alla pensione anticipata con penalizzazioni, al “prestito pensionistico”. La capacità di trovare soluzioni non manca, bisognerà poi vedere quanto queste soluzioni saranno apprezzate dalla Ragioneria dello Stato, che promuove soltanto le normative atte a far soldi nell’immediato.

L’aspetto positivo, ad ogni modo, è che ci si sia resi conto, a livello istituzionale, non solo di non poter più “girare la faccia dall’altra parte” e far finta che l’emergenza sociale non esista, ma soprattutto che, in nome del “far cassa subito”, non si possa agire in spregio della Costituzione.

note

[1] D.L. 201/2011.

[2] C. Cost . sent. n. 70 del 30.04.2015.

[3] Art. 24, Co.5, D.L. n. 201 del 2011.

[4] Art. 36 Cost.

[5] Art. 38 Cost.


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10 Commenti

  1. MA NON LO SO? FATE FINTA DI ARRIVARE ADESSO ALLE CONCLUSIONI LOGICHE? LO FATE PER FREGARE NOI?
    DA TEMPO VADO RIPETENDO CHE A NOI OVER 55, VISTO CHE LA CRISI CI HA ESPULSI DAL CICLO PRODUTTIVO LO STATO O CI DA UN TRATTAMENTO PENSIONISTICO O CI ASSUME TUTTI QUANTI ANCHE SFAMARCI E RIDARCI DIGNITA’. OPPURE SECONDO LORO MORIAMO DI STENTI FINCHE’ SI ARRIVA ALLA PENSIONE? MA COME RAGIONATE? RIDATEMI INDIETRO TUTTO QUELLO CHE HO VERSATO ME LO GESTISCO DA SOLA E AFFANCULO ALLE ASPETTATIVE DI VITA. MA POI PARLANO TANTO DI INVIOLABILITA’ DI DIRITTI, PERCHE’ ALCUNI NON VENGONO SCALFITI (LE CASTE) MENTRE PER ALTRI SI USA FARE VIOLENZA BARBARA, POI PER TORNARE INDIETRO OCCORRONO TEMPI BIBLICI? PERCHE’ ? CITTADINI DI CATEGORIA ZETA?NOI SIAMO IL GREGGE DA SFRUTTARE? QUANDO E’ GUERRA E’ GUERRA PER TUTTI, ALCUNE CATEGORIE RIMANGONO INTOCCABILI CHE SCHIFO ALLA FACCIA DELLA SOLIDARIETA’ SOLO I POVERI SONO SOLIDALI NEL DOLORE.

  2. 4 maggio 2015 ai ragione Eleonora dopo 3-4 anni i signori politici di ROMA si accorgono che la legge FORNERO è incostituzionale ma non è mai troppo tardi; io per esempio commerciante anbulante con la crisi che e arrivata o chiuso l’attività nel 2011 in negativo e speravo che nel 2014 sarei andato in pensione con la legge TREMONTI con 24 anni e 8 mesi con contributi tutti pagati ad un certo punto mi sono visto arrivare un macigno in testa con la legge FORNERO quella grande signora…..e fino ad oggi non o ancora capito a che età devo andare in pensione,spero solo che quei grandi buffoni politici che sono a ROMA trovassero una soluzione annullando la legge FORNERO e ritornare a quella di TREMONTI cosi almeno potremmo essere un pò più tranquilli oppure che trovono loro una soluzione per noi anziani e avere questa benedetta pensione e vivere dignitotamente dopo aver versati decine di migliaie di euro e che è frutto dei nostri sagrifici e nullo del loro.

  3. Per i pensionati la giustizia arriva sempre in ritardo. Già nel 2008 Prodi aveva bloccato le pensioni e la Cassazione aveva stabilito che il fatto era incostituzionale e lo si accettava perchè doveva essere in via eccezzionale e non ripetibile. Poi arriva il sig. Monti e il blocco si fa per due anni . La Cassazione non doveva intervenire subito come ha fatto per gli stipendi dei magistrati ? Ora con questa trovato rischiamo l’Iva al 25.5%
    con tutte le conseguenze sul costo della vita !! come essere prima cornuti e poi mazziati…Vorrei chiedere al nostro Presidente Mattarella cosa ne pensa e quando alzerà la voce per la povera gente… contro i suoi colleghi giudici…

  4. Io vorrei solo capire perchè la Sig.ra Fornero si è messa a piangere?
    Forse perchè sapeva il pasticcio che aveva combinato!

  5. Ricordo che in quel periodo il capo dei Troboni tromboneggio’: “missione compiuta!” e, cacciato, se ne andò tenendosi strette le prebende perché “così fan tutti”.

  6. Pensionati ed esodati. La sig.ra Fornero ha largamente dimostrato la sua totale incapacità. L’ho pensato io quando ha bloccato l’indicizzazione delle pensioni oltre i 1400 euro mensili e gliel’ha indiscutibilmente ribadito la Consulta ! E ora che farà, ancora qualche lacrimuccia ? Forse, ma per la figura dell’incapace che ha fatto …
    Se cucina come legifera, andiamo bene !

  7. E se un giorno decideranno che TUTTO l’impianto della Legge Fornero è incostituzionale, cosa faranno? Ci rimborseranno anche a noi che ci hanno spostato l’accesso alla pensione di 3/4/5/6 anni e che ora siamo senza reddito?? Sarebbero migliaia di euro a testa (13 mensilità x il numero di anni rubati). Speriamo, sarebbe una lieta sorpresa, ma non ci conto.

  8. RESTA SEMPRE PIU’ BEATO E PROTETTO CHI PUO’ EVADERE.
    Il problema resta sempre quello i sacrifici li chiedono agli stessi mentre i Sig al Governo si autoescludono e piangono pure. .

  9. SPERIAMO CHE ALLA S.FORNERO LA PORTINO AL CIMITERO CON TUTTI I SUOI EREDI CI HA ROVINATI A NOI LAVORATORI, IO CON OLTRE 38 ANNI DI CONTRIBUTI E CON PIU’ DI 64 ANNI DI ETA’ CON TUTTE LE RICHIESTE FATTE ALL’INPS FINO AD OGGI 09 SETTEMBRE 2015 TUTTE RESPINTE. LA CORTE COSTITUZIONALE DEVE ANNULLARE QUESTA SCHIFEZZA FATTA DA MONTI-FORNERO: E RESTITUIRE A TUTTI NOI CHE DOVEVAMO ANDARE IN PENSIONE OLTRE 3 ANNI FA TUTTO IO DOVUTO. IO DA OLTRE 3 ANNI NON HO NE LAVORO NE STIPENDIO DEVO CHIEDERE L’ELEMOSINA PER COLPA LORO……………………..

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