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Part-time agevolato: slitta l’applicazione

20 Maggio 2016 | Autore:
Part-time agevolato: slitta l’applicazione

La doppia autorizzazione porterà inoltre ad ulteriori ritardi, chi pensava di andare già a giugno o luglio probabilmente resterà deluso.

L’attuazione del part-time agevolato viene rallentata, solo il 18 maggio scorso è stato pubblicato in Gazzetta il DM di attuazione: sebbene dunque si prevedeva la sua applicabilità a partire dal 20 maggio, per effetto della “vacatio legis” ovvero del periodo di non applicazione della legge che intercorre dalla sua applicazione per quindici giorni, la disposizione sarà in vigore a partire dal prossimo 2 giugno.

Ma non è tutto, perchè in mancanza di precise istruzioni in merito all’attuazione della misura, essa potrebbe nei fatti slittare ulteriormente.

Tra gli aspetti sui quali fare chiarezza vi è certamente la modalità di trasmissione alla Direzione Territoriale del Lavoro dell’accordo individuale; bisognerà poi vedere come l’azienda avrà autorizzazione a procedere.

Per chi non conoscesse la misura proviamo a riassumere di cosa si tratta.

Cos’è il part-time agevolato?

Il part-time agevolato è un percorso di uscita dal mercato del lavoro che punta a favorire un ricambio generazionale nelle imprese a fronte di un minore costo contributivo per le imprese e ad un aumento proporzionale dello stipendio del lavoratore che mantiene comunque costante la pensione.

Sintetizzando, funziona così:

  • il lavoratore a meno di 3 anni dalla pensione anticipata (pensione di anzianità) con almeno 20 anni di contributi può richiedere alla ditta privata da cui dipende una riduzione dell’orario di lavoro da full-time a part-time;
  • la ditta aggiunge alla busta paga una cifra esentasse corrispondente ai contributi che avrebbe dovuto versare all’INPS, aumentando così in proporzione lo stipendio del lavoratore;
  • con la riduzione dell’orario il lavoratore avrà una riduzione di stipendio ma ad esempio con la metà dell’orario non percepirà la metà dello stipendio ma almeno due terzi;
  • contributi non versati saranno versati dallo stato (voce contributi figurativi);
  • la pensione non cambierà (sarà come se non si fosse richiesto il part-time).

Quando si può fare la scelta del part-time agevolato

A far data dal 2 giugno prossimo (fermo restante la necessità di chiarimenti che abbiamo detto) le imprese potranno ricevere le richieste dei dipendenti e valutare se accordare il percorso di uscita agevolato.

Ecco i passaggi procedurali necessari:

  • l’INPS deve certificare il raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia entro il 31 dicembre 2018;
  • lavoratore e azienda stipulano gli accordi per il passaggio all’orario part-time;
  • si richiede apposita autorizzazione alla Direzione territoriale del lavoro;
  • la DTL deve rispondere entro 5 giorni altrimenti opera il silenzio assenso;
  • si trasmette il tutto all’INPS per il controllo degli importi;
  • l’INPS deve inviare autorizzazione espressa entro 5 giorni (ma in questo caso non opera il silenzio assenso);
  • ottenuta l’autorizzazione dal mese successivo si potrà partire con il part-time.

È prevedibile che anche se le informazioni mancanti dovessero arrivare entro il 2 giugno, le procedure INPS e DTL prendano qualche tempo per adattarsi, per cui i tempi potrebbero essere ancora lunghi. Insomma, la rincorsa alla Pensione continua… vi terremo aggiornati.



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