HOME Articoli

Lo sai che? Il genitore separato può trasferirsi all’estero con il figlio minore?

Lo sai che? Pubblicato il 4 maggio 2015

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 4 maggio 2015

La Convenzione dell’Aja prevede tutele diverse a seconda che il genitore che si trasferisce all’estero con il minore sia affidatario o non affidatario: solo nel secondo caso è possibile chiedere il rimpatrio coattivo nello Stato di provenienza.

 

La Corte di Cassazione [1] opta in linea generale per la liceità del trasferimento del genitore affidatario del figlio minore.

Tale liceità discende dal diritto di ciascun genitore affidatario di spostare la propria residenza all’estero e portare con sé il proprio figlio minore, come previsto dalla Convenzione dell’Aja.

Quest’ultima definisce infatti il diritto di affidamento come comprensivo di tutti i diritti concernenti la cura della persona del minore e, in particolare, il diritto di decidere riguardo al suo luogo di residenza [2].

La scelta di traferirsi all’estero sarebbe lecita anche in presenza di un provvedimento del giudice che preveda il diritto di visita dell’altro genitore non affidatario.

In questo caso infatti, sempre secondo la Cassazione, il genitore che si sposta all’estero con il figlio non tiene una condotta illecita di elusione del provvedimento giudiziale, ma esercita un proprio diritto, affievolendo quello dell’altro genitore.

Dunque si ha, da una lato, il diritto del genitore affidatario di trasferire la residenza all’estero e dall’altro, il diritto del genitore non affidatario di visitare il figlio.

A fronte dell’esercizio del primo diritto, l’altro si affievolisce e riceve una tutela minore da parte dell’ordinamento.

Il genitore non affidatario non può infatti pretendere il rientro immediato del minore e non può impedire all’altro genitore di spostare la propria residenza abituale e quella del figlio all’estero.

L’unica forma di tutela per il genitore non affidatario consiste nella possibilità di sollecitare l’Autorità centrale competente per rimuovere, per quanto possibile, ogni ostacolo al proprio esercizio del diritto di visita [3].

Egli ha dunque il diritto di veder garantito l’esercizio concreto del diritto di visita, anche attraverso una cooperazione dell’autorità estere e una ridefinizione delle modalità di visita, ma non può chiedere il rientro immediato del minore. Facoltà che è invece concessa al genitore affidatario quando è quello non affidatario a portare con sé il figlio all’estero [4].

La Convenzione dell’Aja definisce il diritto di visita come il diritto di condure il minore in un luogo diverso dalla sua residenza abituale per un periodo limitato di tempo, diritto che deve in concreto essere garantito a livello internazionale [5].

Cosa può fare dunque il genitore non affidatario a fronte della decisione dell’altro genitore di trasferirsi per sempre all’estero con il minore? Egli ha solo due rimedi:

sollecitare l’Autorità centrale per rimuovere ogni ostacolo al proprio diritto di visita;

chiedere al giudice nazionale, nell’ambito del giudizio di separazione o divorzio, la rivalutazione delle condizioni del diritto di visita alla luce delle nuove emergenze sopravvenute.

Occorre in realtà sottolineare che il nostro codice sancisce che la responsabilità genitoriale di entrambi i genitori non viene meno con la separazione o divorzio [6] e che anche il genitore non affidatario ha il diritto-dovere di partecipare alle decisioni di maggiore importanza per il figlio [7], tra le quali rientra sicuramente il trasferimento definitivo in altro Stato.

Tali norme appaiono però formulazioni di principio nel momento in cui non è garantita alcuna tutela concreta a chi, non avendo avuto in affidamento il figlio, non può opporsi al suo trasferimento all’estero.

Tutele di gran lunga più intense sono previste per il genitore affidatario, quando al contrario, sia quello non affidatario a trasferirsi all’estero con il minore.

In questo caso, infatti, si può configurare il reato di sottrazione internazionale di minore.

A fronte di tale condotta illecita, sussistente quando viene violato il diritto di affidamento e custodia del minore, il genitore affidatario può chiedere all’autorità giudiziaria o amministrativa competente l’immediato rientro del minore nello Stato.

L’autorità adita può negare il rientro del minore solo in due casi [8]:

– quando il genitore che ne fa richiesta non esercitava effettivamente il diritto di affidamento al momento del trasferimento o del mancato rientro o aveva acconsentito, anche successivamente, al trasferimento o al mancato ritorno;

– quando vi è il fondato rischio, per il minore, di essere esposto, per il fatto del suo ritorno, a pericoli fisici e psichici o comunque di trovarsi in una situazione intollerabile.

note

[1] Cass. sent. n. 31717/2008.

[2] Art. 5 Conv. dell’Aja.

[3] Art. 21 Conv. dell’Aja.

[4] Art. 12 Conv. dell’Aja.

[5] Art. 5 Conv. dell’Aja.

[6] Art. 317 cod. civ.

[7] Art 155 cod. civ.

[8] Art. 13 Conv. dell’Aja.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI