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Attivazione linea telefonica con ritardo: tutele urgenti

5 maggio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 maggio 2015



L’urgenza giustifica il ricorso al Giudice senza esperire il necessario preventivo tentativo di conciliazione.

 

La mancata attivazione, nei tempi previsti, della linea telefonica, del servizio internet e del fax in uno studio professionale o in un’azienda consentono all’utente di agire direttamente davanti al giudice con un ricorso d’urgenza, senza che prima debba essere effettuato il tentativo di conciliazione obbligatorio dinanzi al Co.Re.Com.

 

In una recente sentenza in materia di ritardata attivazione da parte dell’operatore telefonico dei servizi telefonici richiesti, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere [1] ha accolto il ricorso d’urgenza presentato da uno studio legale al quale non erano stati attivati nei tempi previsti la linea telefonica ed il fax, con enorme disagio per il regolare svolgimento dell’attività professionale.

Il Tribunale ha affermato che, in casi del genere, in cui il ritardo nell’attivazione dei servizi richiesti comporta un blocco o comunque un eccessivo disagio per l’esercizio dell’attività professionale, il cliente può rivolgersi direttamente al Giudice senza necessariamente dover tentare la conciliazione con l’operatore telefonico dinanzi all’Autorità Garante per le Comunicazioni.

Generalmente infatti, quando sorge una controversia di qualsiasi genere tra operatore telefonico e cliente, quest’ultimo deve innanzitutto inviare – personalmente o con l’aiuto di un avvocato o di un’Associazione a difesa dei consumatori – una richiesta di convocazione dinanzi al Co.Re.Com. (un organo regionale dell’Autorità Garante delle Comunicazioni), affinché venga svolto un tentativo di conciliazione tra le parti.

Tale richiesta deve indicare le ragioni della controversia e il tentativo di conciliazione costituisce un passaggio obbligatorio per poter, successivamente in caso di mancato raggiungimento di un accordo tra le parti, ricorrere al giudice.

Il tentativo di conciliazione si svolge dinanzi ad un conciliatore esperto nella materia presso la competente sede Co.Re.Com., alla presenza del cliente o di un suo rappresentante e di un rappresentante dell’azienda fornitrice dei servizi telefonici.

Tale tentativo – obbligatorio nella generalità dei casi – può essere evitato solo quando attendere il tempo necessario al suo svolgimento possa provocare al cliente un danno grave e irreparabile.

La mancata attivazione della linea telefonica, del servizio internet e del fax ad un’azienda o ad uno studio professionale evidentemente determina il blocco – in tutto o in parte – dell’attività esercitata, l’impossibilità di contattare ed essere contattati da clienti e fornitori, di ricevere ordini e comunicazioni, di effettuare ricerche e operazioni informatiche per un periodo di tempo indeterminato.

Di conseguenza, in casi del genere, è possibile evitare di “perdere” ulteriore tempo prezioso e depositare presso il Tribunale competente – con l’assistenza necessaria di un avvocato – un ricorso ex art. 700 del codice di procedura civile, ossia un ricorso con il quale si chiede al giudice, sulla base delle ragioni d’urgenza descritte e del grave pericolo di danno che si prospetta, di ordinare all’operatore telefonico l’immediata attivazione dei servizi di telefonia, fax ed internet richiesti.

Il Giudice, in ragione dell’urgenza, si pronuncia entro pochi giorni, accogliendo o meno la richiesta del cliente.

note

[1] Trib. Santa Maria Capua Vetere, ord. del 21.04.2015.

Autore immagine: 123rf com

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