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Le Guide Il pignoramento presso terzi di Equitalia

Le Guide Pubblicato il 5 maggio 2015

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Tasse e fisco: pignorabili il conto corrente, il quinto dello stipendio o della pensione, il canone di affitto.

Pignoramenti. Una parola sempre più temuta, di questi tempi. Specie se, dall’altro lato, c’è un soggetto forte come Equitalia. Grazie, infatti, alla possibilità di ricercare, per via telematica, i beni del debitore da pignorare, attraverso un controllo delle banche dati in uso all’amministrazione (come l’anagrafe tributaria, quella dei conti correnti, ecc.), per Equitalia è estremamente facile effettuare il cosiddetto pignoramento presso terzi. Si tratta, in particolare, del pignoramento dei crediti che il debitore vanta nei confronti di altri soggetti (che, in tal caso, saranno suoi debitori e, quindi – così come si suole chiamarli – “debitori del debitore”). Parliamo, ad esempio, dei crediti vantati nei confronti del datore di lavoro (salario, TFR, ecc.), della banca (per le somme depositate sul conto), dell’ente di previdenza (per la pensione), dei clienti (per il pagamento delle fatture), delle pubbliche amministrazioni (rimborsi fiscali, risarcimenti o pagamenti), degli inquilini (fitti o pigioni), ecc. In tutti questi casi, anziché rivolgersi direttamente al debitore e aggredire i beni in suo possesso, Equitalia si rivolge ai debitori del debitore e, prima che le somme entrino nella disponibilità del contribuente moroso, le blocca e ne ottiene il trasferimento in proprio favore.

Abbiamo fatto l’esempio più classico, quello dei crediti, ma la normativa [1] consente il pignoramento di qualsiasi bene e valori del debitore detenuti da terzi [1].

COME FUNZIONA

 

Scaduti sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento senza che il contribuente abbia pagato [2], l’agente della riscossione può chiedere a soggetti terzi, debitori del soggetto che è iscritto a ruolo, di indicare per iscritto, ove possibile in modo dettagliato, le cose e le somme da loro dovute al creditore. L’adempimento deve avvenire entro il termine fissato da Equitalia che non può essere inferiore a trenta giorni dalla ricezione della richiesta.

In caso di inadempimento si applica la sanzione amministrativo-tributaria da euro 2.065 ad euro 20.658 [3]. In tale eventualità, inoltre, l’agente della riscossione provvede a inviare all’Ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate, competente in ragione del domicilio fiscale del soggetto a cui è stata rivolta la richiesta, una documentata segnalazione. A sua volta l’Ufficio locale provvede ad irrogare la sanzione [4].

Prima che arrivi la dichiarazione del terzo, Equialia può comunque operare azioni di tutela del proprio credito, come l’iscrizione di ipoteche, di fermi auto, ecc.

PIGNORAMENTO DI FITTI E PIGIONI

La legge [5] consente a Equitalia di effettuare il pignoramento di canoni di affitto o pigioni dovute da terzi al debitore iscritto a ruolo.

Pertanto l’agente della riscossione può rivolgersi a quanti abbiano ricevuto in affitto un immobile dal contribuente-debitore; in tal caso, viene ingiunto all’affittuario o all’inquilino di pagare direttamente i canoni mensili all’agente della riscossione.

PIGNORAMENTO DI CREDITI CHE IL DEBITORE VANTA NEI CONFRONTI DI TERZI

Nel caso di pignoramento di conti in banca, pensioni, redditi da lavoro dipendente e qualsiasi altra somma vantata dal contribuente-debitore nei confronti di terzi, la legge [6] prevede un procedimento speciale, diverso da quello ordinario previsto dalla regola generale (per esempio, per il pignoramento presso terzi della banca, di un privato, un fornitore, un professionista, ecc.). Tale procedura consente all’agente della riscossione di procedere al pignoramento presso terzi dei crediti del contribuente senza bisogno del tribunale: in altre parole non ci sarà un’udienza davanti al giudice dell’esecuzione (che, nella procedura ordinaria, rappresenta l’organo dinnanzi al quale si svolge la procedura e dinanzi al quale il terzo è chiamato a rendere la dichiarazione per l’accertamento dei crediti del contribuente nei suoi confronti). Equitalia, invece, ingiunge direttamente al terzo, di pagare direttamente il suo debito all’agente della riscossione, “bypassando” sia il debitore che l’udienza in tribunale.

Equitalia, comunque, è anche libera di scegliere la procedura ordinaria anziché quella speciale appena descritta, che prevede la citazione dinanzi al giudice dell’esecuzione, oppure e quella speciale, che prevede l’ordine.

Nella procedura “speciale”, al terzo viene intimato l’ordine di pagare il debito, fino a concorrenza del credito per cui si procede:

– nel termine di sessanta giorni [7] dalla notifica dell’atto di pignoramento, per le somme per le quali il diritto alla percezione sia maturato anteriormente alla data di tale notifica;

– alle rispettive scadenze, per le restanti somme.

Nel caso di inottemperanza all’ordine di pagamento Equitalia potrà intraprendere una regolare causa contro il “debitore del debitore” (cosiddetto “accertamento dell’obbligo del terzo”).

STIPENDI E PENSIONI

La legge prevede dei limiti alla pignorabilità delle somme dovute a titolo di stipendio, salario o altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, incluse quelle dovute a seguito di licenziamento. In particolare, la quota pignorabile non può eccedere:

un decimo dello stipendio per stipendi/pensioni non superiori ad euro 2.500;

un settimo dello stipendio per stipendi/pensioni comprese fra euro 2.501 ed euro 5.000;

un quinto dello stipendio per stipendi/pensioni superiori ad euro 5.000.

PIGNORAMENTO DI COSE DEL DEBITORE PRESSO TERZI

Se il terzo, presso il quale l’agente della riscossione ha proceduto al pignoramento, si dichiara o è dichiarato possessore di beni appartenenti al debitore iscritto a ruolo o ai coobbligati, il Giudice dell’esecuzione ordina la consegna dei beni stessi all’agente della riscossione, che procede mettendoli in vendita forzosa all’asta [8].

Presupposto di tale forma di pignoramento, pertanto, è la circostanza per cui il terzo sia riconosciuto come possessore di beni appartenenti al debitore iscritto a ruolo.

Inoltre, tale forma di pignoramento può essere effettuata dall’agente della riscossione anche con le modalità “speciali” sopra descritte, ossia senza il giudice: in tal caso, lo stesso agente della riscossione rivolge un ordine di consegna di tali beni al terzo, che adempie entro il termine di trenta giorni, e successivamente procede alla vendita.

Equitalia, però, può anche decidere di svolgere la procedura ordinaria (leggi: “Il pignoramento dei beni mobili da parte di Equitalia”).

PIGNORAMENTI PRESSO PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Se il pignoramento di crediti verso lo Stato, le regioni, le province, i comuni ed ogni altro ente sottoposto al controllo della Corte dei conti ha avuto, in tutto o in parte, esito negativo, gli enti indicati non possono effettuare pagamenti in favore dell’esecutato per un periodo di cinque anni dalla data della dichiarazione, se egli non prova, con attestazione rilasciata dall’agente della riscossione, l’avvenuto pagamento del credito per il quale si è proceduto.

note

[1] Art. 74 del D.P.R. 602/1973.

[2] Art. 50, comma 1 dello stesso D.P.R.

[3] Prevista dall’art. 10 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471.

[4] Secondo il procedimento di cui all’art. 16, commi da 2 a 7, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 (si veda Ministero delle finanze, circolare n. 180/E del 10 luglio 1998).

[5] Ai sensi dell’art. 72 del D.P.R. 602/1973.

[6] Art. 72-bis del D.P.R. 602/1973.

[7] Modifica introdotta dall’art. 52, comma 1, del D.L. n. 69 del 21 giugno 2013, pubblicato in G.U. 21.06.2013, Decreto del Fare convertito in Legge n. 98 del 9 agosto 2013.

[8] Secondo le norme stabilite dal Titolo II del D.P.R. 602/1973.

Autore immagine: 123rf com

Tre sono le modalità attraverso le quali può avvenire l’esecuzione forzata:

1) esecuzione mobiliare;

2) esecuzione immobiliare;

3) esecuzione presso terzi che onsiste nell’espropriazione di beni mobili del debitore che si trovano presso un terzo.

I più frequenti sono quelli effettuati sulle somme di danaro depositate in conti correnti in banca o presso il datore di lavoro del debitore per somme dovute a titolo di stipendio.


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