Diritto e Fisco | Articoli

Falsi dirigenti: Macerata sposa la tesi dell’Agenzia delle Entrate

5 maggio 2015


Falsi dirigenti: Macerata sposa la tesi dell’Agenzia delle Entrate

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 maggio 2015



Gli accertamenti restano validi: ma la sentenza non esprime proprie valutazioni e rinvia alla motivazione della Corte Costituzionale.

2 a 1 per il fisco. Nel dibattito ormai aperto all’indomani della sentenza della Corte Costituzionale che ha annullato le nomine dei 767 dirigenti all’Agenzia delle Entrate, e sulla validità dei relativi accertamenti da questi ultimi firmati, sono ormai due i tribunali che sposano l’interpretazione favorevole al fisco. Dopo la sentenza della CTP di Gorizia dello scorso mese, anche la Commissione Tributaria Provinciale di Macerata [1] è dell’idea che gli atti dei “falsi dirigenti” non sono nulli. Di diverso avviso, come abbiamo già visto, era stata invece la CTP di Milano, la cui recente sentenza aveva annullato l’accertamento notificato a un contribuente e firmato da uno dei soggetti coinvolti nello “scandalo”.

In realtà nel caso deciso dalla CTP di Macerata, il diretto interessato risultava già inserito nella graduatoria per il concorso ad esami da dirigente. Inoltre il giudizio era stato avviato ancor prima della sentenza della Corte Costituzionale che ha annullato le nomine, ma il giudice si è soffermato ugualmente sugli effetti di tale pronuncia.

Per giustificare la validità dell’accertamento, la sentenza in commento si appiglia a quando indicato dalla Consulta secondo cui la funzionalità e l’operatività delle agenzie non è condizionata dalla validità degli incarichi dirigenziali previsti dalla disposizione censurata. La sentenza in commento è del tutto lacunosa ed è assente qualsiasi motivazione che faccia comprendere il percorso logico giuridico seguito dalla corte. L’unica cosa che si legge, dopo tre pagine di descrizione dei fatti, è la seguente motivazione: “Se per il futuro non è assolutamente consentito attribuire incarichi dirigenziali a funzionari che non abbiano espletato il concorso, ciò non determina che siano travolti tutti gli atti già emessi da funzionari provvisti di semplice delega”.

Insomma, i giudici tributari di Macerata non si sbilanciano più di tanto e, invece di trovare proprie argomentazioni giuridiche per sostenere la validità degli accertamenti fiscali, preferiscono affidarsi a quel velato riferimento, contenuto nella sentenza della Corte Costituzionale, ove sembrerebbe di capire che gli atti firmati dei “falsi dirigenti” restano in piedi (sebbene la Consulta, in tale vicenda, si sia spinta oltre, non avendo titolo né essendole stato richiesto di decidere sugli atti, ma solo sulle nomine).

note

[1] CTP Macerata sent. n. 150/02/15.

Autore immagine: 123rf com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI