Isee: per i disabili fuori esenzioni, agevolazioni e contributi

6 maggio 2015


Isee: per i disabili fuori esenzioni, agevolazioni e contributi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 maggio 2015



I chiarimenti dell’Inps: i rimborsi spese non devono essere calcolati.

All’indomani dell’approvazione del nuovo Isee era sorta la polemica per l’inclusione, nel nuovo indicatore di ricchezza delle famiglie, dei contributi erogati ai disabili [1]. Ora invece i chiarimenti in senso contrario, contenuti nelle recenti Faq dell’Inps stesso [2], risollevano il morale e ripristinano il principio di uguaglianza sostanziale.
Aiuti ai disabili
L’istituto di previdenza ha infatti precisato che non costituiscono “trattamenti”, e pertanto non devono essere indicati nella dichiarazione Isee, le eventuali esenzioni e/o agevolazioni per il pagamento di tributi, le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi, nonché le erogazioni di buoni servizio e/o voucher che svolgono la funzione di sostituzione di servizi.

Allo stesso modo non devono essere indicati i contributi che sono erogati a titolo di rimborso spese, poiché assimilabili, laddove rendicontati, alla fornitura diretta di beni e/o servizi.

Così, tanto per fare qualche esempio, vengono esclusi dalla Dsu – e, di conseguenza, dal calcolo finale dell’Isee – i contributi per l’assistenza indiretta, vita indipendente, gli assegni di cura, i contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche o per l’acquisto di prodotti tecnologicamente avanzati o per il trasporto personale: insomma tutti quei contributi erogati come rimborso per spese che il disabile e/o non autosufficiente è obbligato, per forza di cose, a sostenere onde poter svolgere le proprie attività quotidiane. L’unica condizione è che il contributo sia erogato a fronte di rendicontazione delle spese sostenute.

Ricordiamo che il Tar Lazio [3] ha emesso due sentenze particolarmente vantaggiose per i cittadini:

– con riferimento alle prestazioni di degenza in RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) per persone ultrasessantacinquenni non autosufficienti, il tribunale ha escluso che, per tali prestazioni, possano essere computati nel calcolo dell’ISEE i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche non imponibili ai fini IRPEF (fra cui indennità di accompagnamento, pensione sociale, pensione di invalidità, indennità e assegni riservati agli invalidi civili, ciechi, sordi ecc.). Tali somme, infatti, non costituiscono reddito e ricchezza per il beneficiario, ma sono benefici per aiutare persone in situazioni di disagio;

– il TAR ha poi aumentato la franchigia per le persone non autosufficienti, livellandola a quella riconosciuta ai minorenni. Di conseguenza, l’ISEE si deve calcolare con riferimento alla porzione di reddito che eccede i 9.500 euro l’anno, e solo su quella.

La sentenza è immediatamente esecutiva (quindi devono essere eseguita ed osservata subito dall’INPS, dai Comuni, dal Ministero del Lavoro, dalla Presidenza del Consiglio) ma c’è da scommettere che l’Inps farà fatica ad adeguarsi, essendo settato sulle vecchie regole. È probabile, quindi, che i cittadini che otterranno l’ISEE per prestazioni agevolate di natura sociosanitaria saranno in possesso di una dichiarazione illegittima ed errata.
Stranieri
Trattamento di favore anche per chi è sposato con un cittadino straniero domiciliato all’estero. Infatti, il coniuge di nazionalità e residenza estera non andrà indicato nella Dsu in quanto non rientrante tra i coniugi iscritti all’Aire, e i suoi redditi e il suo patrimonio risulteranno irrilevanti ai fini dell’Isee. Analogamente si dovrà comportare lo studente universitario con genitori stranieri non residenti.

Borse di studio
Un’altra importante Faq dell’Inps [4] precisa, con riguardo agli studenti universitari, che le borse di studio devono essere indicate nella Dsu presentata per il diritto allo studio ma, nel calcolo dell’Isee l’ente erogatore dovrà escludere il reddito inserito a tale titolo.

note

[1] Art. 4, comma 2, lettera f) del Dpcm 159/2013, censurato poi da una sentenza del Tar Lazio.

[2] Inps, faq FC4_2.

[3] Tar Lazio, sent. n. 2454/15, n. 2458/15 e n. 2459/15.

[4] Inps, faq MB2_5.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

  1. anzi tutto buongiorno, vorrei sapere se ho diritto il posto auto vicino casa mia, essendo invalido 100×100 in modo grave e cammino con due sopporti a passi piccoli, e vicino non ci sono stalli per disabile ringraziandovi immensamente

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI