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Regime fiscale per acquisto prima casa: le regole

6 maggio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 maggio 2015



Sintetica guida, destinata a potenziali compratori, per procedere in modo sicuro all’acquisto di un’immobile da adibire a propria residenza fruendo dei benefici fiscali.

 

Costituisce una mèta fondamentale per quasi tutti gli italiani l’acquisto in proprietà della casa di abitazione. È perciò perfettamente comprensibile l’attenzione sempre assai elevata che circonda il regime fiscale relativo proprio alle compravendite delle abitazioni che gli acquirenti intendano adibire a propria residenza, cioè, come suol dirsi, a propria prima casa.

Per fornire un quadro al tempo stesso sintetico e completo, si dirà che allo stato attuale la legge [1] prevede le seguenti agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa:

– per gli acquisti effettuati da venditori che siano imprese operanti nel settore edilizio, l’imposta sul valore aggiunto è dovuta in misura pari al 4% del valore dell’immobile dichiarato nel contratto, mentre l’imposta di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa pari a 200 euro ciascuna;

– per gli acquisti, invece, effettuati da soggetti che non siano imprese (da privati ad esempio), l’imposta di registro è dovuta in misura pari al 2% del valore dell’immobile dichiarato nel contratto, mentre l’imposta ipotecaria e quella catastale sono dovute nella misura fissa pari ad Euro 50 ciascuna.

Le condizioni affinché l’acquirente possa approfittare di queste agevolazioni devono essere obbligatoriamente dichiarate nell’atto definitivo di compravendita (cosiddetto rogito) e sono le seguenti:

– l’acquirente deve dichiarare di non essere intestatario, esclusivo oppure in comunione con il coniuge, di diritti di proprietà, uso, abitazione e usufrutto relativamente ad altra abitazione ubicata nel territorio dello stesso Comune in cui si trova l’abitazione che si intende acquistare con il regime fiscale agevolato;

– l’acquirente deve dichiarare di non essere intestatario, nemmeno per quote o in regime di comunione legale, su tutto il territorio italiano, di diritti di proprietà, uso, abitazione, usufrutto o nuda proprietà, su altra abitazione acquistata, sia pure dal coniuge, con il medesimo regime fiscale di favore previsto per la prima casa;

– l’immobile deve infine essere situato nel Comune nel quale l’acquirente ha la propria residenza oppure nel Comune nel quale, entro diciotto mesi dalla data di acquisto, l’acquirente trasferirà la propria residenza.

È necessario sapere, poi, che da queste agevolazioni l’acquirente decade nei seguenti casi:

– le dichiarazioni rese nell’atto definitivo di compravendita siano false;

 

– non venga trasferita, entro diciotto mesi dalla data della stipula del contratto definitivo, la residenza del soggetto acquirente nel territorio del Comune nel quale si trova l’immobile per il quale si vuol fruire del regime fiscale agevolato;

– l’acquirente venda o doni la casa acquistata con le agevolazioni fiscali entro cinque anni dalla data in cui l’acquisto è stato concluso, salvo il caso in cui entro un anno dalla vendita o donazione non perfezioni l’acquisto di un altro immobile da adibire a sua abitazione principale.

Se si verifica la decadenza dalle agevolazioni, l’Agenzia delle Entrate procederà a chiedere il pagamento delle imposte dovute nella misura ordinaria (detratto quanto già pagato), con la maggiorazione di una sanzione pari al 30% dell’imposta stessa oltre agli interessi di mora.

note

[1] Art. 1 della Tariffa D.p.r. n. 131 del 1986.

Autore immagine: 123rf com

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