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Lo sai che? Dirigenti Agenzia Entrate: serve la delega di quello “vero”

Lo sai che? Pubblicato il 6 maggio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 maggio 2015

Accertamenti nulli, firmati da personale privo dei poteri: ancora una sentenza a favore del contribuente dopo la pronuncia della Corte Costituzionale.

Nuovo precedente a favore dei contribuenti all’indomani dell’ormai nota sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato nulle le nomine a “dirigente” del personale in forza all’Agenzia delle Entrate.

Dopo Milano, ora anche la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia [1] annulla l’accertamento fiscale perché l’amministrazione finanziaria non riesce a dimostrare che il firmatario dell’atto era effettivamente dotato dei relativi poteri conferitigli dal “vero” capo ufficio: una decisione, anche questa, che si inserisce nel filone di quei ricorsi azionati nei confronti del Fisco e che, da diversi anni, il nostro portale sta seguendo con particolare attenzione.

Secondo la CTP emiliana, la mancata esibizione della delega o comunque la produzione di una delega innominata che non riporti i nomi dei singoli dirigenti delegati alla sottoscrizione, determina l’annullamento dell’atto impugnato.

In buona sostanza, tutte le volte in cui a firmare l’atto non è il vero dirigente, ma un funzionario incaricato, occorre verificare se la delega sia esistente (e, a tal fine, deve essere scritta) e valida (deve indicare il soggetto, le mansioni attribuitegli e l’ambito temporale entro cui è circoscritta), ed infine va prodotta in giudizio.

Come fare a capire se si tratta di un “vero” dirigente?

Esistono tre due modi per verificare la carriera del dirigente.

Il primo, ovviamente, è presentare un’istanza di accesso agli atti presso l’Agenzia delle Entrate.

Il secondo è un database pubblicato dalla stessa Agenzia delle entrate al seguente link:

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/agenzia/amministrazione+trasparente/pers

onale/dirigenti+cartella/curricula+e+dati+retributivi+dirigenti del sito istituzionale

Qui si potrà visualizzare il curriculum del dirigente semplicemente cliccando sulla lettera iniziale del cognome in un’apposita maschera alfabetica. Tramite questo database è possibile visualizzare in ordine alfabetico tutti i dirigenti in capo all’ente.

Anche l’Adusbef ha messo a disposizione un sistema di ricerca al seguente link:

http://www.adusbef.it/consultazione.asp?Id=9513&T=C.

La sentenza

La pronuncia richiama l’orientamento consolidato in giurisprudenza (sia presso i tribunali di primo e secondo grado, sia in Cassazione) secondo cui l’avviso di accertamento è nullo [2] se non reca la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato. Se la sottoscrizione non è quella del capo dell’ufficio, effettivo titolare del ruolo, ma di un semplice funzionario, quale il direttore tributario di nona qualifica funzionale, incombe all’amministrazione dimostrare, in caso di contestazione da parte del contribuente, il corretto esercizio del potere sostitutivo da parte del sottoscrittore o la presenza della delega del titolare dell’ufficio. Infatti, il solo possesso della qualifica non abilita il direttore tributario alla sottoscrizione; il potere di organizzazione deve essere in concreto riferibile al capo dell’ufficio e a nessun altro, salvo appunto la delega del primo [3]. L’atto, dunque, può essere considerato valido solo se l’Amministrazione finanziaria produce una delega “corretta”.

Va ricordato che, secondo un’accreditata opinione, l’incaricato di funzioni dirigenziali sottoscrive in virtù di semplice delega di firma che secondo la giurisprudenza amministrativa, a differenza della delega di funzioni, non altera l’ordine delle competenze ma attribuisce al soggetto titolare dell’ufficio delegato (e non all’ufficio oggettivamente considerato) il potere di sottoscrivere atti, i quali continuano ad essere sostanzialmente atti dell’autorità delegante e non di quella delegata [4].

Del resto la stessa Corte costituzionale, con la rivoluzionaria sentenza dello scorso mese di marzo [5] ha affermato che “considerando le regole organizzative interne dell’Agenzia delle entrate e la possibilità di ricorrere all’istituto della delega, anche a funzionari, per l’adozione di atti a competenza dirigenziale – come affermato dalla giurisprudenza tributaria di legittimità sulla provenienza dell’atto dall’ufficio e sulla sua idoneità ad esprimerne all’esterno la volontà [6] – la funzionalità delle Agenzie non è condizionata dalla validità degli incarichi dirigenziali previsti dalla disposizione censurata”.

note

[1] CTP Reggio Emilia, sent. n. 87/3/15.

[2] Art. 42 Dpr 600/73.

[3] Cassazione sent. n. 14942/13 e 17400/12.

[4] Cons. St. sent. n. 1573/15, Tar Toscana sent. n. 3372/02.

[5] C. Cost. sent. n. 37/2015.

[6] Cass. sent. n. 220/14; 17044/13; 17400/12; 18515/10.

Forte Cassazione.net

 

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. buona sera …e se una persona ha già pagato e non doveva?? cosa si può fare…possiamo chiedere il rimborso..grazie

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