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Lo sai che? Ipoteca di Equitalia anche dopo un anno dalla cartella

Lo sai che? Pubblicato il 6 maggio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 maggio 2015

L’Agente non deve comunicare l’avvenuta iscrizione ipotecaria, anche se effettuata dopo molto tempo dalla notifica della cartella esattoriale; l’iscrizione della garanzia non è un atto dell’esecuzione forzata e quindi non deve rispettare le norme previste per il pignoramento.

Dopo quanto tempo può arrivare l’ipoteca di Equitalia per via della notifica della cartella esattoriale?

La legge stabilisce solo il termine minimo: in particolare, prima di iscrivere ipoteca, l’Agente della Riscossione deve notificare al contribuente un preavviso con cui, in pratica, gli comunica che procederà alla predetta iscrizione d’ipoteca sui suoi beni immobili. Con il preavviso viene concesso al debitore un termine di almeno 30 giorni perché egli possa esercitare il proprio diritto di difesa, presentando opportune osservazioni, o provvedere al pagamento del dovuto. Dunque, l’ipoteca non può giungere prima che siano spirati i predetti 30 giorni.

Ma qual è, invece, il termine massimo entro cui può essere iscritta tale misura cautelare? La legge non lo dice, così il chiarimento è stato fornito da una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Roma [1].

Fermi restando i normali termini di prescrizione della cartella esattoriale, che variano da tributo a tributo, oltre i quali non è più possibile alcuna azione (per il dettaglio dei termini vai a “Prescrizione: entro quanto Equitalia deve iniziare l’esecuzione forzata?”), resta da capire se, una volta inviato il preavviso di ipoteca, Equitalia può procedere all’iscrizione anche dopo diverso tempo, come, per esempio, uno o più anni, di punto in bianco e senza ulteriori avvertimenti.

La risposta data dalla sentenza in commento è affermativa: l’ipoteca può giungere senza che sia necessario avvisare nuovamente il contribuente, anche se è passato un anno dalla notifica della cartella.

Il dubbio si era posto perché la legge impone all’Agente della riscossione, qualora avvii l’esecuzione forzata dopo un anno dalla notifica della cartella, di farla precedere da una nuova notifica contenente un “sollecito” (o, in gergo tecnico, una nuova “intimazione ad adempiere”) in cui viene intimato di pagare la somma richiesta entro cinque giorni.

Tale disposizione – chiariscono però i giudici romani – si riferisce solo al caso del pignoramento, e non anche all’ipoteca o al fermo auto che sono invece due misure di carattere cautelare e, benché prodromiche al primo, non rientrano nell’esecuzione forzata vera e propria. Il fatto che l’iscrizione ipotecaria sia generalmente preordinata all’esecuzione forzata non può trasformarla in un atto dell’esecuzione vera e propria, con l’effetto di sottoporla alle regole dettate per quest’ultima.

In definitiva, allo stato attuale, nessuna norma impone al concessionario di comunicare l’avvenuta iscrizione ipotecaria.

note

[1] CTR Roma, sent. n. 548/15.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Non avendo possibilita’ economica di coprire l’equitalia rateizzata per totale mancanza di entrate ,ci si puo’ avvalere come giustifica .

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