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Buoni postali fruttiferi a termine: se intestati a più persone

7 Maggio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Maggio 2015



La clausola PFR (Pari Facoltà di Rimborso) contenuta nel buono postale fruttifero a termine consente a ciascuno degli intestatari indicati sul titolo di chiedere autonomamente alle poste il pagamento e riscuotere il buono, anche se il cointestatario è deceduto.

Spesso il buono postale fruttifero viene intestato a più persone e riporta quindi l’indicazione del nome e del cognome di tutti gli intestatari.

Dal momento della sottoscrizione del buono al momento dell’incasso passano però molti anni, spesso decenni, perché è proprio “sul lungo periodo” che il buono rende maggiormente e può quindi accadere che, nel frattempo, qualcuno dei contestatari muoia.

La morte di uno dei cointestatari non impedisce comunque agli altri o ai loro eredi – anche singolarmente – di presentarsi presso Poste Italiane, alla scadenza del titolo, e incassarlo.

Sul buono postale è infatti generalmente riportata la seguente dicitura: “l’intestatario del presente buono potrà riscuotere a vista presso l’Ufficio di emissione, e con preavviso di sei giorni in altri Uffici, la somma qui appresso indicata”.

Questa dicitura, tecnicamente prende il nome di “clausola PFR (Pari Facoltà di Rimborso)” e consente a ciascun singolo intestatario del buono fruttifero e agli eredi di quello defunto di presentarsi all’Ufficio postale e chiederne autonomamente il rimborso, non essendo quindi necessaria a tal fine la contemporanea presenza ed il consenso di tutti gli aventi diritto [1].

Tale clausola è del tutto legittima, trovando conforto anche nella disciplina che il Codice civile detta in materia di titoli di credito [2], prevedendo che il possessore di un titolo a lui intestato ha diritto ad esercitare il diritto indicato nel titolo stesso.

Si pensi al titolare di un assegno o al beneficiario di una cambiale: in virtù dell’indicazione del proprio nome sul titolo (o di certificato di morte e atto di accettazione di eredità in quanto di erede del titolare defunto) ha diritto di recarsi in banca ed ottenere il pagamento della somma indicata.

Analogamente l’indicazione del nome tra gli intestatari del buono fruttifero, legittima ogni singolo intestatario (oi suoi eredi) a pretendere ed ottenere autonomamente dall’Ufficio postale il pagamento del buono, a nulla rilevando il decesso delle altre persone indicate sul titolo e i loro rapporti interni.

note

[1] Trib. Lecco, sent. del 20.02.2015

[2] Art. 2021 Cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Peccato che Poste Italiane la pensi in maniera completamente opposta.
    Diretta esperienza, dieci mesi e montagne di carta per dimostrare a Poste Italiane che la “Successione” è avvenuta nei modi regolari e soprattutto chi sono gli eredi. Poste Italiane si appella dietro al fatto che ciò è scritto nei loro regolamenti che l’utente ha accettato.

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