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Lo sai che? Detrazioni Irpef per ristrutturazioni e bonus mobili ai conviventi

Lo sai che? Pubblicato il 7 maggio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 maggio 2015

Guida, per i contribuenti, volta a conoscere se si applicano ai parenti con loro conviventi le detrazioni dell’imposta sul reddito delle persone fisiche per le ristrutturazioni ed il buono per l’acquisto di mobili.

Specie nei periodi di crisi economica quale è quello che stiamo attraversando, sapere con precisione a chi spettino le detrazioni fiscali ed eventuali bonus concessi dal fisco risulta fondamentale non solo per poter risparmiare quanto più sia possibile, ma anche per evitare di commettere errori nelle dichiarazioni fiscali ed essere costretti poi a versare al fisco non solo somme che si pensava di aver risparmiato, ma addirittura anche pesanti sanzioni.

Detto questo, in base alle norme vigenti [1], la detrazione del 50% dall’Irpef del costo sopportato in relazione a lavori di ristrutturazione di immobili ed il bonus per l’acquisto di mobili con i quali arredare l’immobile stesso, possono essere pacificamente utilizzabili anche dai parenti conviventi (coniuge, parenti entro il terzo grado: cioè figli, nipoti, fratelli e sorelle).

Quindi la detrazione ed il bonus di cui si discute possono essere goduti dal familiare che conviva con il possessore dell’immobile sempre che:

– sia dimostrabile lo stato di convivenza (ad esempio attraverso un certificato di stato di famiglia) esistente a partire dalla data di avvio dei lavori di ristrutturazione;

– le spese corrisposte alla ditta o alla società esecutrice delle opere di ristrutturazione siano effettivamente state sopportate e risultino a carico del familiare convivente dandone idonea dimostrazione (ad esempio fatture intestate al familiare convivente e/o risultanze dell’estratto conto bancario da cui si evinca l’effettuazione di bonifici eseguiti da conto corrente bancario o postale intestato al familiare convivente).

La convivenza può anche sussistere in un immobile diverso da quello ristrutturato: se, per esempio, un padre ed un figlio convivono in un immobile (e ciò risulti dimostrato e dimostrabile), la detrazione ed il bonus spetteranno al padre per le spese di ristrutturazione e l’acquisto di mobili da lui direttamente sopportate con riferimento ad un immobile di proprietà del figlio anche se l’immobile ristrutturato non sia quello nel quale padre e figlio convivono.

L’elemento fondamentale da considerare è, quindi, lo stato di convivenza tra il detentore di un immobile (proprietario o locatario anche di immobile diverso da quello in cui sussiste la convivenza) ed il parente che, avendo sopportato le spese di ristrutturazione e quelle per l’acquisto di mobili, chieda di fruire della detrazione irpef del 50% e del bonus mobili.

La convivenza (ripetiamo: anche in un immobile diverso da quello da ristrutturare) deve avere avuto inizio da prima dell’inizio dei lavori e deve permanere almeno fino alla conclusione dei lavori medesimi.

Ciò significa che, dopo l’ultimazione dei lavori, è possibile che il figlio dell’esempio precedente possa trasferire la propria residenza nell’immobile ristrutturato e arredato a spese del padre con il quale prima conviveva in altro immobile: il genitore, sempre in questo esempio, potrà tranquillamente portare in detrazione il 50% delle spese di ristrutturazione e fruire del bonus per l’acquisto di mobili anche se la convivenza con il figlio è cessata dopo la conclusione dei lavori di ristrutturazione.

note

[1] Art. 16 del d.p.r. n. 917 del 1986 e art. 1 della legge n. 190 del 2014.

Autore immagine: 123rf com


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