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Come ottenere il rimborso delle pensioni bloccate dalla Legge Fornero

8 maggio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 maggio 2015



I possibili passaggi per avere il ripristino della pensione.

La sentenza della Corte Costituzionale depositata lo scorso 30 aprile [1] ha scatenato una vera e propria rivoluzione, della quale pagheranno le conseguenze le casse erariali: difatti, la disposizione ha dichiarato illegittimo il blocco delle perequazioni disposte per gli assegni previdenziali superiori a 3 volte il trattamento minimo.

La pronuncia ha determinato un danno totale quantificato in oltre 10 miliardi di Euro, tanto più grande se si pensa che il congelamento delle pensioni determina nuove rivalutazioni calcolate non in base alla reale cifra che sarebbe spettata in precedenza, ma in base all’ammontare non perequato.

Per tentare un rimedio, è stata ipotizzata la stesura di un decreto legge che stabilisca regole e limitazioni per il rimborso delle somme spettanti, ma con un criterio di calcolo differente da quello contemplato dalla vecchia normativa di rivalutazione [2], ripristinata dalla Sentenza della Corte Costituzionale.

Tuttavia, secondo una circolare appena emanata dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro [3], non è ammissibile che un decreto legge possa incidere retroattivamente su un diritto acquisito, pertanto tale ipotesi non è percorribile. Di conseguenza, è più che legittimo, per i pensionati, richiedere quanto è stato ingiustamente tolto dagli assegni.

La Fondazione Studi, a questo proposito, precisa che, per avviare il recupero degli adeguamenti, si dovrà, in primo luogo, presentare una domanda amministrativa di ricostituzione del trattamento, mediante intermediari abilitati, o direttamente dalla sezione “Servizi al cittadino” del portale web Inps.

All’interno del modulo, si dovrà barrare la voce: “Altre ipotesi o ricalcolo per motivi di reddito”. Nelle note, poi, dovrà essere specificata la seguente dicitura:” ricostruzione per intervenuta abrogazione, da parte della Sentenza Corte Costituzionale n. 70/2015, dell’art. 24, comma 25, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201”.

Alla domanda dovranno essere allegate le dichiarazioni reddituali proprie e del coniuge, assieme all’indicazione della data del matrimonio, e del numero e categoria della pensione, nonché un eventuale codice IBAN per gli accrediti.

Qualora, dalla data della richiesta, trascorrano 120 giorni senza che l’Ente abbia fornito una risposta, la mancanza di riscontro andrà intesa come silenzio-rigetto.

A questo punto, oppure in caso di ricezione di risposta negativa, o di accoglimento solo parziale, da parte dell’Istituto, potrà già essere proposta un’azione giudiziaria davanti al Giudice del Lavoro (poiché dispone di competenza riservata in ambito previdenziale), con l’assistenza obbligatoria di un legale.

Nel caso in cui non si voglia affrontare direttamente un giudizio, si potrà esperire un ricorso amministrativo, per mezzo di intermediari quali consulenti del lavoro, avvocati o patronati, oppure personalmente, mediante il sito internet dell’Inps, se in possesso di PIN dispositivo.

All’interno del campo “Oggetto del ricorso” dovrà essere inserita la seguente dicitura:

Ottenimento dei ratei di pensione maturati e non percepiti nel biennio 2012- 2013, maggiorati di interessi e rivalutazione monetaria fino all’effettivo soddisfo, a seguito della dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’azzeramento della perequazione automatica delle pensioni superiori a 3 volte il trattamento minimo INPS, introdotto dell’Art. 24, Comma 25, del D.L. 201/2011”.

Una volta inoltrato il ricorso, qualora non si riceva alcuna risposta entro 90 giorni, sarà da intendersi come silenzio-diniego: difatti, sull’argomento, la Fondazione ha chiarito che, una volta iniziato l’iter amministrativo, per poter adire il Tribunale si dovrà necessariamente attendere, o una decisione del Comitato Provinciale dell’Ente, oppure i 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza.

note

[1] C.Cost. sent. N.70 del 30 aprile 2015.

[2] Art. 69 L. 388/2000.

[3] Circ. n. 10/2015, Fond. Studi CDL.

Autore immagine: 123rf com

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12 Commenti

  1. dovreste essere più precisi – prima avete detto ch non occorreva la domanda (non più di un’ora fa) ora dite che ci vuole la domanda – qual’è la cosa giusta da fare?

    1. Nell’articolo si fa riferimento a un consiglio espresso dalla Fondazione Studi CDL. In verità il diritto scatta in automatico. In ogni caso presentare una domanda può essere utile per interrompere eventuali termini di prescrizione.

  2. Sono stato collocato a riposo il 05/02/2013 mi spetta questo eventuale rimborso ho una pensione di €. 31.000,00 ca. 2.700,00 €. Mensili lordi

  3. sono in pensione dal 01/4/2004 e percepisco 1250 euro mensili netti, mi spetta un eventuale rimborso?

  4. Ma perchè si deve fare domanda? Ho sentito che dovrebbe partire in automatico, così come è stato tolto. Sta diventando tutto complicato x far sì che la gente lasci perdere? Non sono io che devo prendere i soldi ma mio marito.

  5. Sono in pensione dall’ottobre 1994. percepisco una pensione di 1730 euro nette, qual’è la mia posizione di rimborso?

  6. Le Dichiarazioni reddituali proprie e del coniuge? A che servono? Il rimborso e’ individuale. La data del matrimonio? Inutile. Numero e categoria della pensione? È’ conosciuta dallo stesso INPS? IBAN? È’ lo stesso dove viene bonificata la pensione. Non si potrebbe fare subito un ricorso amministrativo all’inps saltando la domanda di ricostituzione della pensione? Non si capisce bene se questa va comunque fatta. Grazie

  7. Sono in pensione da settembre 2011 e percepisco una pensione di € 3591 lorde al mese. Volevo sapere se posso fare ricorso e dove posso rivolgermi. Grazie

  8. sono in pensione dal 31/08/2007 e percepisco una pensione lorda pari a €.2980,00.
    ad oggi non ho ricevuto nessun euro.
    vorrei conoscere il modulo per fare ricorso all’INPS visto anche la sewntenza ultreriore di quel signore che ha ottenuto tutto.
    grazie per la risposta

  9. Nel 2015 ho percepito €. 22.587,00 lordi all’anno. Mi dite se ho diritto al rimborso e con quale modulistica devo farne richiesta? La richiesta va fatta solo all’INPS o anche ad altri Enti?

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