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Atti dell’Agenzia Entrate firmati da falsi dirigenti: ultime sentenze

10 Maggio 2015


Atti dell’Agenzia Entrate firmati da falsi dirigenti: ultime sentenze

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Maggio 2015



Accertamenti fiscali e avvisi del fisco: l’eccezione è ormai sistematicamente sollevata dai contribuenti davanti a tutte le Commissioni Tributarie.

Ancora una sentenza a favore dei contribuenti che ha annullato l’accertamento fiscale firmato da uno dei dirigenti dell’Agenzia delle Entrate dichiarati “decaduti dalla carica” per via della sentenza della Corte Costituzionale dello scorso marzo.

Si fa sempre più incandescente il fronte del contenzioso su quello che è stato ribattezzato come lo scandalo dei “falsi dirigenti” del fisco, coloro cioè che sono stati promossi in carriera senza alcun concorso pubblico. E nei prossimi mesi – c’è da scommetterlo – sarà un susseguirsi di pronunce che affronteranno la questione sulla validità dei relativi atti. L’esito delle controversie, infatti, è tutt’altro che certo non essendo ancora intervenuta la Cassazione a dirimere la questione.

Di certo si possono già tirare le prime somme: mentre la Commissione Tributaria di Gorizia e quella di Macerata hanno sposato la tesi pro-fisco, l’autorevole CTP di Milano e quella di Reggio Emilia si sono schierati a favore dei contribuenti. Oggi però arrivano altre due sentenze. Eccole.

La Commissione Tributaria provinciale di Brescia [1] sposa la tesi della nullità dell’accertamento fiscale. I giudici hanno infatti sottolineato che, in caso di contestazione da parte del contribuente, l’Agenzia delle Entrate deve riuscire a dimostrare che il firmatario dell’accertamento fiscale avesse i poteri per impegnare l’ufficio o, in assenza, fosse munito di delega del dirigente (un’ipotesi non del tutto coincidente con quella analizzata dalla Corte Costituzionale, ma da molti commentatori utilizzata come riferimento per avvalorare la tesi contraria al fisco). Dunque, secondo la sentenza in commento, il contribuente deve limitarsi a sollevare l’eccezione relativa all’assenza di poteri in capo al funzionario, mentre l’amministrazione deve fornire la prova contraria (ossia la presenza della delega alla firma conferita dal “vero” capo ufficio), trattandosi di documenti in possesso dell’Agenzia delle Entrate. Spetta, dunque, a quest’ultima l’onere di dimostrare il corretto esercizio del potere con la presenza dell’eventuale delega.

Di diverso avviso è la CTP di Pesaro [2] secondo cui anche quando venga annullata la nomina del titolare di un organo della pubblica amministrazione, l’invalidità della sua investitura non avrebbe ripercussioni sugli atti da questi emessi in passato. Poiché – sempre secondo la Commissione – i vizi dell’atto di nomina di un organo hanno effetti sugli atti espressivi di tale competenza generale solo per il futuro, ma mai per il passato. È la cosiddetta tesi del “funzionario di fatto”, sostenuta da alcuni giudici. Tale conclusione deriverebbe dal principio di conservazione degli atti della P.A.

note

[1] CTP Brescia, sent. n. 277/2015.

[2] CTP Pesaro, sent. n. 209/1/15.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. SALVE SONO HO RICEVUTO UNA CARTELLA ESATTORIALE FIRMATA DA UN FALSO DIRIGENTE IN ELENCO POSSO FARE RICORSO DA SOLO O MI DEVO RIVOLGERE AL VS STUDIO?

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