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Diritto di visita dei nonni: il rifiuto del bambino non può essere forzato

10 Maggio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Maggio 2015



I nonni non hanno diritto a frequentare i nipoti se questi esprimono una volontà contraria, anche se condizionata dai genitori: i figli, infatti, hanno pari diritto a non subire gli effetti negativi del conflitto in atto fra i genitori e gli altri parenti.  

I nonni non possono pretendere che i propri nipoti vadano a far loro visita, così come non possono imporre la propria presenza in casa di questi ultimi, perché, se manca la volontà del bambino, il nonno non ha alcun diritto di visita. E ciò vale anche se il rifiuto del minore è dettato da un condizionamento subìto in famiglia, magari per via di una conflittualità tra nonni e genitori del piccolo.

A dirlo è una recente sentenza della Cassazione [1].

Diciamo la verità: quando una coppia mette al mondo dei figli, i nonni costituiscono spesso un riferimento affettivo ed economico insostituibile. Tuttavia, quando in famiglia si comincia a litigare, essi subiscono involontariamente gli effetti della crisi coniugale (o della famiglia di fatto): in tali casi è quasi inevitabile che venga loro limitata, dagli stessi figli, la possibilità di frequentare i nipoti.

Che fare in questi casi? Sebbene la legge riconosca ai nonni il diritto di rivolgersi al giudice quando tale frequentazione sia ostacolata (leggi: Ostacoli alle visite ai nipoti: ora i nonni possono rivolgersi al Tribunale), tale diritto non è incondizionato, come precisa la Cassazione nella sentenza in commento.

In particolare, il diritto di visita dei nipoti [2] è sempre subordinato all’interesse di questi ultimi; il giudice deve infatti assicurare ai minori di crescere in modo sereno ed equilibrato. Ben si giustifica, perciò, se c’è astio tra genitori e nonni, il divieto del giudice (comunque modificabile in base all’evolversi delle circostanze) che tenga conto della volontà di non incontrare i nonni espressa dal minore. Tanto al fine di evitare a quest’ultimo di essere al centro di un conflitto tra le diverse figure parentali di riferimento; conflitto che – si legge in sentenza – non spetta certamente al bambino (o all’adolescente) risolvere.

Pertanto, i nonni ai quali sia impedito il rapporto coi nipoti non devono necessariamente aspettarsi dal giudice un provvedimento in loro favore. Il diritto dei minori a frequentare i nonni [2] sorge in primo luogo dalla necessità che i bambini si arricchiscano e crescano in modo sereno nella famiglia allargata; se, perciò, in essa sussista un conflitto in grado di creare nei figli un turbamento, il giudice non potrà accogliere la domanda dei nonni.

In altre parole, il provvedimento col quale il giudice esclude la frequentazione tra nonni e nipote non nega in modo assoluto il loro diritto a incontrarsi, ben potendo essere modificato in un momento successivo; esso si prefigge, invece, solo di proteggere il figlio, evitandogli di trovarsi coinvolto in una lite tra adulti che lo ponga in uno stato d’ansia e tensione, ostacolandone la serena crescita.

note

[1] Cass., sent. n. 8100/15 del 21.04.2015.

[2] Art. 1, co. 1, della L. n. 54/06, che ha modificato l’art. 155 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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