HOME Articoli

Lo sai che? La guardia medica non è tenuta alla visita domiciliare

Lo sai che? Pubblicato il 11 maggio 2015

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 11 maggio 2015

Nessun rifiuto di atti d’ufficio se il dottore non ritiene necessario arrivare a casa del malato.

Non scatta il reato di rifiuto di atti d’ufficio per il medico che, durante il turno di guardia, anziché recarsi di persona a visitare il paziente che denunci i sintomi di una malattia, ritenga sufficiente prescrivere una terapia, attraverso il telefono, di tipo farmacologico. Lo ha detto la Cassazione in una recente sentenza [1].

Secondo la Corte, infatti, il sanitario in servizio di guardia medica non ha un obbligo specifico di effettuare le visite domiciliari nei confronti dei pazienti a semplice richiesta degli stessi: e ciò anche se i sintomi depongano per una patologia non lieve (nel caso di specie, una polmonite lombare media). È sua discrezione stabilire quando il caso concreto richieda la sua presenza fisica e quando, invece, sia sufficiente prescrivere, per telefono, le medicine del caso.

Il reato di rifiuto di atti d’ufficio, previsto dal codice penale [2], presuppone sempre che il rifiuto riguardi un atto dovuto, anche (e soprattutto) quando si è in presenza di campi caratterizzati da ampi margini di valutazione discrezionale, soprattutto di tipo tecnico come quella del medico. Ebbene, nel caso della guardia medica a quest’ultima compete una valutazione discrezionale in ordine alla fattibilità, all’opportunità o alla eseguibilità dell’intervento richiestogli. Dunque, non si è in presenza di un atto dovuto.

Al massimo, ma solo in caso di erronea diagnosi avvenuta per telefono, potrà scattare il reato più grave dell’omicidio (in caso di morte del paziente) o delle lesioni personali colposi, con riferimento ai danni che il malato abbia subito per la terapia sbagliata, ossia per l’omissione o il ritardo nella diagnosi e/o nelle cure.

Il rifiuto di atti d’ufficio presuppone invece un comportamento “dovuto” (o meglio, “doveroso”) che si configura solo quando le condizioni del paziente siano tali, per come rappresentate al medico, da imporre un sollecito e indilazionabile intervento per l’esistente pericolo di conseguenze dannose alla salute, oppure quando l’intervento tempestivo sia comunque imposto dalla disciplina organizzativa di settore.

A ciò si deve sempre accompagnare – ai fini del reato – la consapevolezza del sanitario di rifiutare un atto doveroso e di violare, così facendo, i doveri di intervento impostigli dalla legge. Cosa che, per esempio, non ricorre se il paziente non ha ben rappresentato la patologia al telefono e, quindi, al sanitario non sia stato fatto un quadro reale e completo della situazione.

Dunque, la responsabilità penale non scatta mai automaticamente ma va valutata caso per caso.

note

[1] Cass. sent. n. 10130 del 10.03.2015.

[2] Art. 328, comma 1, cod. pen.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

3 Commenti

  1. FATEMI CAPIRE COME SI DEVE COMPORTARE UN CITTADINO ITALIANO ASSISTITO DALL’ASSISTENZA NAZIONALE TROVANDOSI FUORI REGIONE A CHI SI DEVE RIVOLGERE PER TRASCRIVERE UNA MEDICINA MUTUABILE DI CUI HA BISOGNO PERCHE’ SOGGETTO DIABETICO?

  2. Certamente alla Guardia Medica, o Continuità Assistenziale. Il medico di Guardia è difatti colui il quale di fatto continua l’attività del medico di famiglia (assistenza primaria) durante le ore notturne dei giorni feriali e quelle diurne e notturne dei giorni prefestivi e festivi. Naturalmente egli non ha le stesse competenze del medico di famiglia, dovendosi attenere essenzialmente alle emergenze sia domiciliari che ambulatoriali non espletabili dal curante, e generalmente si attiene alla prescrizione dei soli farmaci relativi all’emergenza in questione. Ciò è sostanzialmente valido per i pazienti residenti nella stessa Asp di competenza territoriale. Un paziente residente altrove e che si trova momentaneamente per lavoro, vacanza o altri motivi presso un’altra provincia o regione, può certamente rivolgersi alla Guardia Medica per la prescrizione sia di farmaci per terapia personale, sia di richieste per visite specialistiche e prestazioni diagnostiche strumentali (Rx, Tac, Rmn ecc) e/o di laboratorio, non avendo la possibilità di rivolgersi materialmente al proprio curante. Tale questione è risultata a volte essere abbastanza controversa, potendo lo stesso rivolgersi anche ad un medico di famiglia qualsiasi per prestazioni di questo genere, che pertanto vengono definite ”occasionali”. Nella mia esperienza personale, espletando sia la Continuità assistenziale che l’attività di medico di base, mi è più volte accaduto di prescrivere sia farmaci che prestazioni a pazienti non residenti, e perfino ricoveri ospedalieri, andati senza dubbio a buon fine. Ritengo pertanto che Lei possa benissimo rivolgersi ad una postazione di Guardia medica per le prescrizioni farmacologiche di cui nella fattispecie ha bisogno. Del resto Lei è un assistito a tutti gli effetti del SSN, ed il buon senso vuole che venga soddisfatto, nonostante le grottesche contraddizioni tipiche della macchina burocratica di questo Paese che non dovrebbero in nessun caso toccare benché minimamente il Suo diritto alla salute, così come recita e tutela la nostra Costituzione.

  3. Mi sono rivolto ala guadia medica del mio paese
    per farmi prescrivere(avendola terminata il sabato sera) la pillola per la pressione.Premetto che il medico di guardia mi trova la pressione alta,ma al momento di prescrivere il farmaco mi nega il servizio sostenendo che deve prescriverla il mio medico.Ho presentato la certificazione di esenzione per patologia cardiopatia ipertensiva.La cosa mi ha creato un notevole stress emotivo ,solo insistendo il medico si decide a precrivermi il farmaco,dandomi anche del maleducato in quanto ho insistito(lo stress mi ha determinato un ulteriore rialzo pressorio 170/105.La domanda è se è un mio diritto (con tutte le tasse che pago) chiedere la prescrizione di un farmaco che rappresenta un terapia continuativa e che l’interruzione puo’ crearmi pericolo? grazie mille

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI