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Lo sai che? Se chi perde la causa non paga l’imposta di registro sulla sentenza

Lo sai che? Pubblicato il 12 maggio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 maggio 2015

Possibile procedere con una richiesta di decreto ingiuntivo nei confronti della parte soccombente: la sentenza non è titolo esecutivo per le spese di registrazione.

Ecco una “sentenza da registrare”…!

Chi vince la causa e aspetta invano che la controparte paghi l’imposta di registro sulla sentenza, si vedrà comunque recapitata anch’egli la richiesta di pagamento da parte dell’amministrazione finanziaria. Che fare allora per recuperare le somme?

L’unico modo è il decreto ingiuntivo. Questo perché la sentenza che ha deciso la causa e sulla quale andava pagata l’imposta di registro non è titolo esecutivo per ottenere il rimborso delle spese di registrazione che la parte abbia sostenuto successivamente alla pronuncia.

Il chiarimento proviene da una recente sentenza del Giudice di Pace di Salerno [1].

La vicenda

Tizio, parte vittoriosa di un giudizio contro Caio, proponeva decreto ingiuntivo contro quest’ultimo per aver pagato, al suo posto, l’imposta di registro della relativa sentenza.

Caio proponeva opposizione al decreto ingiuntivo sostenendo la duplicazione del titolo esecutivo e l’abuso del diritto.

La motivazione

Certamente, si legge nel provvedimento in commento, le spese di registrazione della sentenza sono a carico della parte soccombente nel giudizio.

La parte vittoriosa, però, che abbia anticipato l’imposta di registro pagata al posto della parte soccombente, è tenuta a chiedere un nuovo titolo esecutivo, poiché la precedente sentenza non è sufficiente.

Sul tema, già la Cassazione, in passato, si era pronunciata [2], affermando che la sentenza non costituisce titolo esecutivo quanto alle spese di registrazione che la parte abbia sostenuto successivamente alla pronuncia. Pertanto, l’unico modo per ottenere la restituzione delle somme anticipate dalla parte vittoriosa è quella di chiedere un decreto ingiuntivo contro la parte inadempiente.

note

[1] G.d.P. Salerno, sent. del 12.05.2015.

[2] Cass. sent. n. 1198/2012.

Autore immagine: 123rf com

Giudice di Pace di Salerno, sentenza 12 maggio 2015
Giudice Vingiani

Svolgimento del processo

Con atto di citazione debitamente notificato la G.I. Spa conveniva in giudizio, innanzi al Giudice di Pace di Salerno, R.G., proponendo opposizione al decreto ingiuntivo n. (…) per l’importo di Euro 178,36 , con cui le erano state richieste, in qualità di parte soccombente, le spese di registrazione della sentenza (…) del Giudice di pace di Salerno anticipate dalla parte vittoriosa.
A sostegno dell’opposizione G.I. Spa deduceva la duplicazione del titolo esecutivo e l’abuso del diritto.
All’udienza di prima comparizione si costituiva parte opposta che contestava l’avverso dedotto precisando che a seguito della notifica dell’avviso di liquidazione aveva contattato telefonicamente ed a mezzo mail invano il collega di controparte invitandolo ad effettuare il pagamento e che aveva provveduto al pagamento dell’imposta di registro per evitare maggiori sanzioni.
Acquisita la documentazione prodotta, previa la precisazione delle conclusioni e la discussione come in atti la causa all’udienza del 2/3/15 veniva riservata a sentenza.

Motivi della decisione

Posto che non vi è dubbio alcuno che le spese di registrazione della sentenza sono a carico della parte soccombente in giudizio e quindi di G.I. Spa, il thema decidendum è rappresentato dalla necessità per la parte vittoriosa di ottenere o meno un nuovo titolo esecutivo.
Nella fattispecie è opportuno rilevare che le spese di registrazione della sentenza sono state corrisposte soltanto dopo tre anni dalla sentenza ed a seguito di avviso di liquidazione inviato dall’Agenzia delle Entrate.
La Corte di Cassazione con sentenza n.1198/2012 ha richiamato il principio consolidato, più volte affermato dalla giurisprudenza di legittimità, secondo cui “la sentenza non costituisce titolo esecutivo quanto alle spese di registrazione che la parte abbia sostenuto successivamente alla pronuncia”.
In tal senso si vedano ,tra le altre, Cass. 27.6.2011 n.14192; Cass. 16.6.2008 n.16212 ; Cass.21.2.2001 n.2500; Cass. 3.5.1991 n.4858 e Cass. S.U. 21.8.1990 n.8533.
Orbene, in ossequio all’orientamento consolidato della Corte di Cassazione l’opposto ha legittimamente richiesto il decreto ingiuntivo nei confronti della parte soccombente che non aveva adempiuto all’obbligo posto a suo carico di effettuare la registrazione della sentenza.
L’opposizione è totalmente destituita di fondamento e va, pertanto, disattesa con ogni consequenziale effetto di legge.
Le spese seguono la soccombenza e vanno liquidate come da dispositivo in relazione al valore della domanda ed all’attività espletata, applicando i parametri di cui al D.M. n.55/14 con aumento del 33% per manifesta infondatezza dell’opposizione ai sensi dell’art.4 comma 8.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di SALERNO, dott. Luigi Vingiani, ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione disattesa, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da G.I. Spa nei confronti di R.G. con atto di citazione tempestivamente notificato , così provvede:
1. Rigetta l’opposizione e conferma il decreto ingiuntivo n. (…) R.G. n. (…).
2. Condanna G.I. Spa alla rifusione in favore di R.G. delle spese processuali da quest’ultimo sostenute per il presente procedimento, che liquida in complessivi €.460,00, di cui €. 20,00 per spese, €.440,00 per compenso professionale liquidato ai sensi del D.M. Giustizia n.55/14 nonché oltre rimborso spese generali, accessori previdenziali e tributari, se documentati a mezzo fattura e non detraibili con attribuzione al procuratore costituito dichiaratosi antistatario.


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1 Commento

  1. Dalla data di ricezione della sentenza, entro quanti giorni va registrata all’ufficio Registro per mantenere la sua validità? Grazie.

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