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Lo sai che? Operazioni bancarie sospette: segnalazione automatica all’Uif

Lo sai che? Pubblicato il 14 maggio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 maggio 2015

Antiriciclaggio: la banca comunica subito all’Unità di informazione finanziaria per l’Italia le operazioni a rischio senza dover prima effettuare un accertamento.

Che la banca sia tenuta a controllare tutte le operazioni del proprio correntista (dalle singole movimentazioni, sino alla sorte del saldo alla chiusura del rapporto) è principio che anche la Cassazione, qualche giorno fa, ha confermato: e ciò in conseguenza della normativa antiriciclaggio che impone all’intermediario un atteggiamento sempre vigile. Ora, però, dal Tribunale di Roma arriva un chiarimento ancor più decisivo: l’istituto di credito non ha alcun obbligo di effettuare indagini preliminari, circa la regolarità della condotta del proprio cliente, prima di denunciarlo all’Uif (Ufficio di Informazione finanziaria per l’Italia): basta, infatti, il semplice sospetto di operazioni poco trasparenti, a giustificare la segnalazione alle autorità.

Secondo la legge [2] il responsabile della filiale ha l’obbligo di segnalare alla direzione della banca ogni operazione che possa sospettare che le somme utilizzate dal correntista derivino dai delitti di riciclaggio [3] e di impiego di denaro di provenienza illecita [4]; tale informazioni, se ritenute fondate, vanno poi trasmesse all’Ufficio italiano dei cambi (oggi all’Uif, l’Unità di informazione finanziaria).

Tuttavia, secondo la sentenza in commento, l’obbligo della banca di segnalare le operazioni sul conto corrente “equivoche” non le impone di svolgere indagini preventive: è sufficiente infatti il semplice sospetto di attività volte a eludere le norme antiriciclaggio. Insomma, l’istituto di credito non deve cercare prove a fondamento dei propri sospetti, ma è sufficiente che ritenga, secondo il proprio giudizio (che comunque deve essere obiettivo) tali operazioni come idonee a eludere le norme dirette a prevenire e punire il riciclaggio.

È questo, del resto, il principio già espresso in passato anche dalla Suprema Corte [5] e che, peraltro, di recente avevamo chiarito nell’articolo “La banca deve tracciare il conto corrente del cliente”.

note

[1] Trib. Roma, sent. 17.04.2015.

[2] Dlgs 231/2007.

[3] Art. 648-bis cod. pen.

[4] Art. 648-ter cod. pen.

[5] Cass. sent. n. 8699/2007.

Autore immagine: 123rf com


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