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Avvocati collaboratori di studio: 10 ore in studio e poche tutele

15 maggio 2015


Avvocati collaboratori di studio: 10 ore in studio e poche tutele

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 maggio 2015



L’Aiga dalla parte dei giovani professionisti in cerca di una collocazione certa.

Sfuma il sogno di mettersi in proprio: i giovani avvocati di oggi si accontentano di fare i “collaboratori”, inseriti in uno studio senza una collocazione certa e definita, ma soprattutto con orari massacranti.

Lavorano anche dieci ore al giorno, spesso nello stesso studio legale in cui hanno svolto il praticantato, quelli più fortunati percepiscono un compenso mensile fisso, non hanno quasi mai rapporti diretti con i clienti. A tutti gli effetti sembrano più dipendenti che non autonomi.

A questi l’Aiga, l’Associazione italiana giovani avvocati, ha dedicato un’indagine. Sono stati intervistati circa 448 “collaboratori di studio” e il risultato è una fotografia di giovani (e meno giovani) professionisti sempre più numerosi e sempre meno tutelati. Il report sarà presentato oggi nel corso del Focus Aiga “Il cambiamento nelle professioni legali” in programma a Trani.

Solo il 40% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di avere in cantiere di aprire un proprio studio.

Nelle pieghe degli studi legali vi sono forme di “cripto-dipendenza” senza le tutele e senza alcun contratto a regolare i rapporti tra le parti. In quattro casi su cinque, infatti, il rapporto tra il collaboratore fisso e lo studio per il quale lavora non è normato da alcun tipo di contratto (80% dei casi), un dato che sembra confliggere con la presenza di una corresponsione di compenso sia fissa (49,4%) sia variabile (27%).

Al collaboratore vengono affidati compiti trasversali: dalla sostituzione in udienza, alla redazione degli atti fino all’attività stragiudiziale ma senza mantenere rapporti con i clienti.

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1 Commento

  1. E’ lo schifo più totale. orari indecenti, nessuna retribuzione ne durante la pratica ne se per tua fortuna passi l’esame di avvocato. il tipo di lavoro che sei costretto a fare è per la maggioparte di segreteria. Invece di essere proiettato verso l’apprendimento di un mestiere, ti tocca fare file interminabili davanti le cancellerie e alla posta, rispondere al telefono, fare fotocopie di quantità industriali di pagine e se cambi studio può andarti anche peggio. la retribuzione è zero euro al mese, senza ne grazie ne un per favore per tutto quello il lavoro che smaltisci al caro dominus, perchè tanto se non vai più va un altro al tuo posto !vergogna!

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