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Canone Rai: pagano anche ciechi e sordomuti

25 Maggio 2016 | Autore:
Canone Rai: pagano anche ciechi e sordomuti

Anche se non vedi e non senti non hai diritto all’esenzione, ecco il perchè di un paradosso.

Del Canone Rai 2016 si è scritto tanto e tanto si è discusso, specie dal suo inserimento nella bolletta, quella che diamo oggi è una notizia che più che per il suo rilievo in sé attira la lettura per il paradosso che genera.
Il canone è un’imposta, e questo è noto. Ma è un’imposta sul possesso di un apparecchio – il televisore – che si distingue perché rende visibili delle immagini correlate ad un audio. E allora stante quanto sopra è evidente che chi non vede si trovi piuttosto contrariato dal dover pagare 100 euro in più in bolletta.

Si dirà che si tratta di una tassa di possesso e che comunque vale anche per il possesso della radio e non solo della TV, tutto vero. Ma ciò non toglie il paradosso di una tassa su di un apparecchio televisivo che non è esentabile per i disabili visivi né per i disabili auditivi. L’unico bonus di cui possono usufruire i titolari di pensione di invalidità è difatti la possibilità di dilazionare il pagamento in 11 rate.

I ciechi pagano il canone Rai

Ecco la posizione dell’Unione Italiana Ciechi al riguardo. L’associazione ha diffuso una mail in cui scrive “Cari soci, sono pervenute presso questa segreteria varie richieste di chiarimento sul pagamento del canone Rai. Vi comunichiamo che non è prevista alcuna agevolazione a nostro favore e che quindi il canone va pagato per intero. Cordiali saluti“.

Alla mail ha risposto una delle socie, che ha lamentato come abbia chiesto da anni alla Rai che vadano a sigillare il televisore, ma dall’azienda pubblica non si siano fatti mai vivi: “L’unica cosa che ho ottenuto è stata una dichiarazione in cui mi si dice che posso essere esentata dalla tassa solo se sono ricoverata permanentemente (e ivi residente) in una casa di riposo o in una struttura medicalizzata. In quel caso il canone lo paga l’ospizio, nel caso sia dotato di un’apposita saletta tv…”.

I sordomuti pagano il canone Rai

Naturalmente il paradosso vale anche per l’altro lato della triste medaglia di questo genere di disabilità. Non solo i ciechi ma anche i sordomuti sono interessati dal problema e anche loro non hanno risposte positive. Il sito sordionline ha contattato la Rai per chiedere l’esenzione ottenendo come risposta un secco rifiuto, perchè come abbiamo accennato non sono previsti sconti o esenzioni: i programmi della Rai sono sottotitolati.

Se solo i sottotitoli fossero presenti per tutti i programmi, allora la giustificazione sarebbe ammissibile, ma non è così: non sono ad esempio sottotitolati i programmi di tutti i canali digitali e le dirette, ad esempio e inoltre non è garantita per il primo, il secondo  il terzo canale.

Alla luce dei paradossi citati verrebbe da dire che il servizio pubblico insomma è certamente pubblico per l’esazione, ma non lo è particolarmente per quanto riguarda i diritti.



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