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Fondo di garanzia Inps e concordato preventivo

16 maggio 2015


Fondo di garanzia Inps e concordato preventivo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 maggio 2015



L’azienda per cui lavoravo ha fatto richiesta di concordato preventivo: posso beneficiare del Fondo di Garanzia INPS per recuperare il mio TFR ed eventualmente come fare?

Il Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto [1], esteso alle ultime retribuzioni e anche alla previdenza complementare [2], ha lo scopo di sostituirsi al datore di lavoro, in casi di insolvenza di quest’ultimo, nel pagamento del T.F.R. e/o delle ultime tre mensilità ai lavoratori subordinati, cessati dal lavoro o ai loro eredi [3].

Il Fondo di Garanzia interviene in tutti i casi di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, a condizione che sia stato accertato lo stato di insolvenza del datore di lavoro: nei casi, cioè, di esecuzione individuale non andata a buon fine, fallimento, amministrazione straordinaria e ammissione dell’azienda al concordato preventivo.

Il concordato preventivo costituisce il mezzo offerto al debitore per evitare che su di esso ricada la gravosa procedura fallimentare. È un accordo giudiziale con il quale i creditori e il debitore concordano le modalità di estinzione del debito.

Il Tribunale, sulla base della documentazione fornita dall’imprenditore e della proposta di pagamento almeno parziale dei debiti da questi formulata, emette decreto di omologazione del concordato oppure dichiara il fallimento.

Entro i 5 anni successivi alla pubblicazione del decreto di omologa o del decreto che decide di eventuali opposizioni o impugnazioni al concordato preventivo, il lavoratore può quindi presentare domanda all’Inps di intervento del Fondo di Garanzia per ottenere il pagamento del TFR non ancora liquidato dal datore.

La domanda deve essere presentata presso la sede Inps del luogo di residenza del lavoratore, previa compilazione di appositi modelli reperibili in tutte le sedi e le agenzie Inps e sul sito internet dell’Inps:

copia di un documento di identità personale, se la domanda non è firmata in presenza di un funzionario dell’Istituto;

Mod. TFR 3/bis (cod.SR52) compilato in tutte le parti, timbrato e firmato dal Commissario Liquidatore (se è prevista la cessione dei beni) o dal Commissario Giudiziale (se non è prevista la cessione dei beni) tenuto alla sua compilazione. Si tenga presente che, dall’importo complessivo del TFR maturato, va scorporata ed indicata in apposita sezione del mod. TFR3/bis la quota eventualmente accantonata ai fondi di previdenza complementare (fondo di tesoreria compreso);

copia autentica del decreto di omologazione;

attestazione della cancelleria del Tribunale che il concordato omologato non è stato appellato o reclamato dinanzi alla Corte d’Appello.

Presentata la domanda, corredata da tutta la predetta documentazione, l’Inps provvederà al pagamento del TFR in un tempo variabile da sede a sede, quantificabile in 4-6 mesi.

note

[1] Art. 2, l. 29.05.1982, n. 297.

[2] D.l. 80/92.

[3] Art. 2120 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com

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