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Lo sai che? Gratuito patrocinio: se il reddito cala dopo la dichiarazione redditi

Lo sai che? Pubblicato il 17 maggio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 maggio 2015

Conta il reddito effettivo, quindi le variazioni in diminuzione rispetto all’ultima dichiarazione devono essere considerate e incidono sull’ammissione al beneficio.

Se la tua ultima dichiarazione dei redditi fotografa una condizione economica migliore rispetto a quella attuale, drasticamente peggiorata per eventi successivi alla presentazione della stessa (per esempio, per aver perso il lavoro, per non aver più potuto lavorare a causa di una malattia o perché la tua azienda è caduta in crisi), puoi sempre accedere al gratuito patrocinio.

Questa possibilità, infatti, benché non indicata dalla legge, viene ormai riconosciuta dalla Cassazione che, così facendo, ha colmato un vero e proprio vuoto: i giudici supremi hanno “creato” una norma con lo scopo di tutelare quelle categorie di meno abbienti che diventano tali per fatti improvvisi e imprevedibili, come a seguito di un licenziamento.

Risultato: per l’ammissione al gratuito patrocinio non si deve vedere solo la dichiarazione dei redditi, ma anche le eventuali e successive variazioni di reddito che comportino un ammontare inferiore del reddito già indicato e consentano l’ammissione al beneficio dell’istante.

A dover fornire la dimostrazione, comunque, della variazione del reddito è il richiedente il beneficio (per esempio, allegando la lettera di dimissioni dal lavoro, il licenziamento, ecc.).

note

[1] Cass. sent. n. 20053/2015 del 14.05.2015.

Autore immagine: 123rf com

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 16 aprile – 14 maggio 2015, n. 20053
Presidente Brusco – Relatore Massafra

Ritenuto in fatto

1. Ricorre per cassazione il difensore di fiducia di R.M. avverso l’ordinanza della Corte di Appello di Milano in data 6.10.2014 che, aderendo alla richiesta dell’Agenzia delle Entrate del 2010, revocava l’ammissione al gratuito patrocinio concesso al predetto dal G.i.p. del Tribunale di Voghera in data 14.12.2009, assumendo la mancanza ab origine in capo all’imputato delle condizioni reddituali di ammissibilità, poiché nell’anno (2008) precedente all’ammissione, lo stesso aveva goduto di un reddito pari a € 13.762,00.
2. II ricorrente deduce la violazione di legge ed il vizio motivazionale assumendo l’erroneità dell’interpretazione data dalla Corte territoriale agli artt. 76 e 79 dPR 115/2002, laddove non aveva preso in considerazione le variazioni reddituali in diminuzione intervenute nell’anno 2009.
3. Il Procuratore generale in sede, all’esito della requisitoria scritta, ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

Considerato in diritto

4. Il ricorso è fondato e merita accoglimento.
5. Infatti questa Corte ha affermato recentemente che in tema di patrocinio a spese dello Stato, sono rilevanti le variazioni di reddito, intervenute successivamente alla presentazione della dichiarazione dei redditi, le quali comportino un ammontare inferiore del reddito già indicato e consentano l’ammissione al beneficio dell’istante, sul quale, comunque, incombe la prova rigorosa del mutamento successivamente intervenuto (Cass. pen. Sez. IV, n. 34456 del 23.6.2011. Rv. 251099 (seguita da quella n. 46382 del 14.10.2014, Rv. 260954).
Pertanto, avendo il ricorrente indicato e documentato nell’istanza di ammissione al gratuito patrocinio presentata il 21.9.2009 i mutamenti reddituali peggiorativi (rispetto all’anno 2008) intervenuti nel corso del medesimo anno 2009 (licenziamento nel mese di febbraio), la Corte di appello avrebbe dovuto tenerne conto, onde il provvedimento di revoca impugnato si appalesa illegittimo.
6. Consegue l’annullamento dell’ordinanza impugnata con rinvio alla Corte di Appello di Milano per nuovo esame.

P.Q.M.

Annulla il provvedimento impugnato con rinvio alla Corte di Appello di Milano per nuovo esame.


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