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Lo sai che? Equitalia: cartella nulla col corriere privato espresso

Lo sai che? Pubblicato il 17 maggio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 maggio 2015

L’unico servizio postale universale è quello di Poste Italiane: solo i suoi postini sono pubblici ufficiali; inesistente la notifica delle cartelle col corriere privato.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Nonostante il susseguirsi di sentenze della Cassazione e dei vari tribunali [1] secondo cui Equitalia e l’amministrazione finanziaria non possono notificare, ai contribuenti, i loro atti con soggetti diversi da Poste Italiane, ancora ci sono numerosi casi in cui viene usato il corriere privato. E allora, il lupo che non vuol perdere l’abitudine, perderà – oltre al pelo, s’intende – anche la causa.

Da ultimo segnaliamo la recente pronuncia della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia [1] secondo cui la notifica della cartella esattoriale deve essere eseguita solo attraverso il servizio postale universale gestito da Poste italiane. In caso contrario (si pensi al corriere di TNT, ecc.) la notifica è inesistente, ossia come se mai fosse esistita. E siccome non c’è modo di sanare ciò che non esiste, il contribuente può tranquillamente presentare ricorso, contro la cartella esattoriale consegnatagli dal postino privato, senza il timore che, così facendo, dichiari implicitamente di aver ricevuto l’atto e, quindi di sanarlo.

Risultato: il ricorso è sempre possibile, anche una volta che siano scaduti i termini.

Il ragionamento che fanno i giudici è abbastanza semplice e chiaro da comprendere: poiché, per garantire la corretta notifica, la precisa data di spedizione e quella della materiale consegna del plico è necessario un pubblico ufficiale, che certifichi ciò su un registro o sulla stessa busta (col timbro), e poiché la legge accorda tale qualifica solo ai dipendenti di Poste Italiane, il servizio di poste private non può essere utilizzato: diversamente, tutte le eventuali certificazioni dell’addetto alla consegna non avrebbero alcun valore.

Dovrebbe allora intervenire una legge apposita – e, da quel che sembra, è in arrivo con il Ddl Concorrenza – a cambiare le regole. Nel frattempo, Equitalia, l’Agenzia delle Entrate e tutta l’amministrazione finanziaria non possono fare “di testa propria”.

Eppure continuano a farlo. Già!, perché l’Agente per la riscossione va sostenendo, nelle aule di tribunale – tesi che, evidentemente, non le porta gran fortuna – che il corriere privato potrebbe ben essere legittimato in quanto aggiudicatario di una gara pubblica per la notifica delle cartelle e degli altri documenti esattoriali del gruppo Equitalia. Con la pubblicazione, poi, della delibera di assegnazione sulla Gazzetta Ufficiale si sarebbe data una evidenza pubblica alla procedura e al soggetto notificante.

Ma ciò non basta secondo i giudici: tutte le volte in cui la legge prescrive il ricorso alla raccomandata con avviso di ricevimento per la notifica della cartella – si legge in sentenza – non può che fare riferimento al servizio postale universale fornito dall’Ente Poste su tutto il territorio nazionale. Senza possibilità di equivoci o di interpretazione estensive o analogiche.

Il principio vale sia per le notifiche di atti giudiziari [3], sia per le notifiche nel processo tributario [4].

È nulla e non sanabile la cartella di pagamento emessa da Equitalia e notificata con raccomandata a/r a mezzo di un’agenzia di privata di recapito, per inesistenza della notifica stessa.

note

[1] Cass. sent. n. 22375/2006; Cass. sent. n. 2699/2014; Cass. sent. n. 2035 del 30.01.2014; CTP Benevento, sent. n. 382/3/2014; CTP Campobasso, sent. n. 1077/03/14.

[2] CTP Reggio Emilia, sent. n. 199/03/15 del 28.04.2015.

[3] Disciplinate dalla legge n. 890/1982.

[4] Regolato dal dlgs n. 546/1992.

Autore immagine: 123rf com


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